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MUSSALAHA: PACIFISTI IN SIRIA / USA ANCORA IN LIBIA / USA: 84 CACCIABOMBARDIERI AI SAUD








USA ARMANO ARABIA SAUDITA



http://italian.irib.ir/notizie/mondo/item/125393-arabia-saudita-usa-consegnano-primo-f-15-sa
 Arabia Saudita: Usa consegnano primo F-15 SA , 9 maggio 2013
SAINT LOUIS (IRIB) – In una cerimonia particolare tenutasi a Saint Louis, nello stato americano del Missouri, la Boeing ha consegnato all'aviazione saudita il primo caccia F-15 SA acquistato da questo paese.    Riyadh ha in programma l'acquisto di numerosi aerei avanzati che a detta del capo dell'aviazione di questo paese Mohammad bin Abdullah al-Ayesh, "servono ad incrementare la sicurezza e la stabilità del paese". La monarchia saudita, alleato chiave degli Usa in Medioriente, e' da circa due anni alle prese con intense proteste al suo interno, sistematicamente censurate dai maggiori media internazionali.

http://antoniomazzeoblog.blogspot.it/2011/12/shopping-saudita-di-cacciabombardieri-e.html Shopping saudita di cacciabombardieri e bombe a grappolo, 31 dicembre 2011
Fine anno con i botti per il complesso militare industriale USA. La Casa Bianca ha annunciato la vendita all’Arabia Saudita di 84 cacciabombardieri  F-15 “Strike Eagles” di nuova costruzione e l’aggiornamento di 70 velivoli dello stesso modello già in possesso dell’aeronautica militare saudita.




USA-UE-GOLFO VOGLIONO ARMARE ANCORA I RIBELLI IN SIRIA? ALLENTAMENTO EMBARGO ARMI ALLA SIRIA?
Austria, Svezia, Germania, Finlandia, Lettonia, Estonia, ... insomma la maggior parte dei paesi europei dicono no alle armi in Siria  - Kerry domani in Svezia - No al seggio all' opposizione siriana in seno alla Lega Araba 


http://italian.irib.ir/notizie/mondo/item/125618-siria-austria-contro-fornire-armi-a-ribelli,-e%E2%80%99-violazione-del-diritto-internazionale,-lettera-a-26-paesi-membri     Siria: Austria contro fornire armi a ribelli: e’ violazione del diritto internazionale, lettera a 26 Paesi membri, 14 maggio 2013
VIENNA- Il governo austriaco, in una lettera indirizzata agli altri ventisei Paesi membri dell'Unione Europa, ha messo in guardia contro la fornitura di armi ai ribelli siriani: è quanto pubblica il quotidiano austriaco Die Presse.    Secondo il quotidiano Vienna ritiene che le forniture belliche ai ribelli costituirebbero "una violazione del diritto internazionale e dei diritti fondamentali dell'Unione Europea", così come "dei principi della Carta Fondamentale dell'Onu riguardo al non intervento e al ricorso alla forza": infine, verrebbero violate in tal modo anche le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza riguardanti l'organizzazione terroristica Al Qaida. Il governo austriaco sottolinea infatti come fra le milizie ribelli vi sia anche il Fronte al-Nusra, considerato vicino ad Al Qaida: una revoca dell'embargo sulle armi metterebbe dunque a rischio la proroga delle altre sanzioni dell'Ue in vigore contro Damasco, che deve essere decisa all'unanimità.



http://perunconflittononviolento.blogspot.it/     SIRIA-armi, il Parlamneto discuterà il nuovo embargo UE alla Siria, 13 maggio 2013
Siria in Parlamento. I nuovi parlamentari eletti il 24-25 febbraio non hanno mai sentito parlare della guerra siriana nelle sedi istituzionali. I ministri invece hanno partecipato più volte ad incontri internazionali dove sono state discusse decisioni importanti relative a questo sanguinoso e devastante  conflitto armato: Terzi a Roma e Dublino, Monti a Bruxelles, prima con i capi di governo dell' UE e una seconda volta con i ministri degli esteri della Nato, la vice-ministro Dassù a Istanbul e in Lussemburgo, Emma Bonino la scorsa settimana a Roma con il segretario di stato USA Kerry.Il 31 maggio scadrà il pacchetto di sanzioni alla Siria dell' Unione Europea comprendente anche l' embargo alle armi e la Gran Bretagna ha chiesto che non ci sia più nessun vincolo alla fornitura di armi ai gruppi armati anti Assad. In qualsiasi direzione andrà la discussione saranno varate nuove misure e l' Italia sarà determinante per definirle essendo necessaria l' unanimità.Il Parlamento italiano discuterà di questo prima dell' incontro dei ministri degli esteri UE previsto per il 27 maggio ? Penso di no, sarebbe però giusto che lo facesse e spero che nei prossimi giorni una discussione, e magari un voto, sia chiesta da moltissime persone.

Marco Palombo Rete No War Roma ( lettera pubblicata sul Manifesto )


http://www.sibialiria.org/wordpress/?p=1379 
Mussalaha per la pace e l’autodeterminazione in Siria
Marinella Correggia, Damasco 7 maggio 2013


http://www.sibialiria.org/wordpress/?p=1384 Mussalaha per la pace e l’autodeterminazione in Siria , 11 maggio 2013  Marinella Correggia Damasco

Una delegazione internazionale di pacifisti guidata dalla premio Nobel per la pace irlandese Mairead Maguire sta visitando Damasco e altri luoghi del paese per sostenere il movimento di riconciliazione nazionale Mussalaha e chiedere alla comunità internazionale, spiega Maguire, di rispettare la sovranità della Siria e l’assoluto bisogno di pace e autodeterminazione del popolo siriano, smettendo dunque di alimentare i gruppi armati e la destabilizzazione,  e rimuovendo le sanzioni economiche che aggravano l’emergenza.

Anche una delegazione di giornalisti dell’America Latina è in Siria per denunciare la “manipolazione mediatica”. ( continua )


 




LIBIA


" Ecco a cosa servono i gruppi armati salafiti a mantenere sempre la tensione necessaria per l'industria della geurra infinita."

( K. M., 14 maggio 2013 )



Pronto nuovo intervento USA in Libia da Sigonella

di Antonio Mazzeo

http://antoniomazzeoblog.blogspot.it/ 

 

Gli Stati Uniti starebbero pensando di lanciare un nuovo attacco militare in Libia dalla stazione aeronavale di Sigonella. Cinquecento marines sono stati trasferiti nei giorni scorsi in Sicilia dalla base di Rota in Spagna. Gli uomini fanno parte della Marine Air Ground Task Force (MAGTF), la forza speciale costituita nel 1989 per garantire al Corpo dei Marines flessibilità e rapidità d’azione nei differenti scacchieri di guerra internazionali.

L’unità di Rota è stata attivata dal Pentagono solo un paio di mesi fa per sostenere il Comando Usa in Africa (Africom) nell’addestramento e la formazione delle forze armate dei partner continentali e intervenire rapidamente in Africa in caso di crisi. La decisione di dar vita alla nuova task force è stata presa nel settembre 2012 dopo l’attentato terroristico contro il consolato Usa di Bengasi in cui persero la vita quattro funzionari tra cui l’ambasciatore in Libia, Christopher Stevens.

Secondo il portavoce del Pentagono George Little, i marines potranno intervenire da Sigonella in tempi rapidissimi nel caso di nuovi attacchi al personale diplomatico o ai cittadini Usa presenti in Libia per “effettuarne eventualmente l’evacuazione”. “Siamo preparati a rispondere se necessario, se le condizioni peggiorassero o se venissimo chiamati” ha aggiunto Little. Qualche giorno fa il Dipartimento di Stato ha ridotto sensibilmente lo staff dell’ambasciata di Tripoli, ordinando di contro il rafforzamento del dispositivo gestito in loco da una dozzina di militari Usa. Inoltre sono stati invitati i cittadini statunitensi a viaggiare a Tripoli solo per necessità improcrastinabili ed evitare in assoluto Bengazi o altre località in Libia. Washington parla di “crescente clima d’instabilità e violenza” e di “deterioramento delle condizioni di sicurezza”. Così è stato decretato lo stato d’allerta per gli special operations team di stanza a Stoccarda (Germana) e per la task force dei marines in Spagna che prima del trasferimento a Sigonella, il 19 aprile scorso aveva raggiunto da Rota la base aerea di Morón de la Frontera. Il 3 e 4 aprile, i Comandi delle forze navali Usa in Europa e Africa e della VI Flotta avevano pure ospitato a Napoli i responsabili della neo-costituita marina militare libica e del corpo della guardiacoste per discutere di “sicurezza marittima” e “cooperazione strategica”.

Insieme ai marines sono giunti a Sigonella pure otto velivoli da trasporto e assalto anfibio Bell Boeing CV-22 “Osprey” (falco pescatore). Si tratta dei controversi “convertiplani” (bi-turboelica in grado di atterrare e decollare come un elicottero e volare come un normale aereo), costo unitario 129 milioni di dollari circa, in grado di trasportare fino a 24 soldati del tutto equipaggiati, alla velocità di 509 Km all’ora. Numerosi esperti militari hanno ripetutamente messo sotto accusa l’“Osprey” per le sue scarse condizioni di sicurezza in volo. Da quando è divenuto operativo, il velivolo è stato al centro di numerosi incidenti e una trentina tra contractor e militari sono morti durante test ed esercitazioni. Quando nel 2000 un velivolo in forza all’US Navy cadde negli Stati Uniti causando la morte di 23 marines il Pentagono pensò di abbandonare il programma ma sotto il pressing della potente lobby dei costruttori, esso fu presto riavviato e gli “Osprey” furono destinati alla guerra in Iraq e Afghanistan. Nella primavera dello scorso anno due “Osprey” si sono schiantati al suolo, il primo durante un’esercitazione militare in Marocco (morti due marines) e il secondo in Florida. Per l’alto rischio di incidenti e l’insostenibile rumore emesso dal velivolo durante le operazioni di decollo e atterraggio, migliaia di cittadini giapponesi hanno dato vita a numerose manifestazioni di protesta contro la decisione di dislocare 12 convertiplani nella grande base aerea Usa di Okinawa.

Il Corpo dei marines ha progressivamente ampliato il proprio impegno di contrasto, congiuntamente ad Africom, delle milizie islamiche operanti nelle regioni settentrionali del continente. Nel 2011, nello specifico, fu creata proprio a Sigonella una forza speciale di pronto intervento del tutto simile a quella di Rota, la Special Purpose Marine Air Ground Task Force (SPMAGTF-13). Gli uomini sono impegnati periodicamente come consiglieri e formatori degli eserciti africani o in attività di supporto logistico e “gestione di tattiche anti-terrorismo”. “La task force di stanza a Sigonella ha come compiti prioritari la fornitura d’intelligence e l’addestramento dei militari africani che combattono i gruppi terroristici in Maghreb e Corno d’Africa o svolgono attività di peacekeeping in Somalia”, ha dichiarato il maggiore Dave Winnacker, responsabile del gruppo dei marines. La SPMAGTF-13 include componenti navali, terrestri ed aeree caratterizzate da notevole flessibilità; conta su circa 200 marines organizzati in team aviotrasportabili dai grandi velivoli KC-130. Con i 500 uomini giunti dalla Spagna, Sigonella accresce ancora di più il ruolo di gendarme armato del Mediterraneo e del continente africano.