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Re: [Ecologia] Taranto e la Terra dei fuochi, similitudini e differenze



Buongiorno mi permetto di confermare che tra Taranto e la terra dei fuochi c'è un 
uguaglianza sostanziale ovvero lo stato si è dimostrato distratto se non compiacente 
mentre i cittadini hanno subito morti, malati, perdita di economia e porzioni di vita. In 
tutti e due i casi non si è voluto vedere, si è nascosto sotto il tappeto il lerciume! 
Infine il decreto appena partorito non soddisfa in alcuna maniera ne Taranto e ne 
tantomeno la nostra terra del sole... Una classe politica scadente, impreparata e sorda 
ha prodotto l'ennesimo inutile decreto che non risolverà nessuno dei due tumori! Si 
continua a sottostimare la realtà  per convenienze che nulla hanno a che vedere con la 
tutela del diritto alla salute dei cittadini!  in Campania riprendiamo la lotta e 
torneremo presto in strada! I diritti vanno difesi ad oltranza! Buona resistenza a tutti  
                         Daniela villani cittadini campani per un piano alternativo di 
rifiuti

Inviato da iPhone

Il giorno 11/mar/2014, alle ore 17:19, "Alessandro Marescotti" <a.marescotti at 
peacelink.it> ha scritto:

> Taranto e la Terra dei fuochi sono proprio uguali?
> 
> Articolo di
> Fulvia Gravame
> Responsabile nodo PeaceLink di Taranto
> 
> 
> Stasera nella Concattedrale di Taranto monsignor Angelo Spinillo, vescovo di Aversa, e 
> don Maurizio Patriciello, parroco di Caivano, parleranno del tema “Chiamati a custodire 
> la vita”. Il decreto legge n. 136 sull’emergenza Terra dei fuochi dedica anche 2 
> articoli all’ILVA e dunque nella mente del legislatore è presente un’assimilazione. Ci 
> sono somiglianze tra Taranto e la Campania, a cominciare dalla contaminazione della 
> catena alimentare. A Taranto vige il divieto di pascolo per 20 km intorno alla città e 
> quello di coltivazione dei mitili nel primo seno del Mar Piccolo, dopo il ritrovamento 
> di diossina nel pecorino e nei mitili da parte di 2 associazioni ambientaliste. In 
> entrambi i territori le imprese di settore sono crollate e i prodotti agroalimentari 
> sono stati oggetto di un discredito generalizzato. In entrambi si attendono le 
> bonifiche, mentre a Taranto chi inquina non paga. Poi ci sono istituzioni inefficienti: 
> possibile che nessuno si sia accorto dei camion in Ca!
> mpania? Possibile che il Comune di Taranto impieghi quasi 9 anni per chiedere il 
> risarcimento danni ai Riva? Tutto questo si traduce in una perdita secca di opportunità 
> lavorative in agricoltura, pesca e turismo. Istituzioni spesso sono incapaci non hanno 
> ascoltato i cittadini che hanno reagito con manifestazioni imponenti.
> Vi sono però alcune differenze: a Taranto l’inquinamento deriva da una o più industrie, 
> mentre in Campania dall’azione combinata di diversi soggetti tra i quali la camorra ed 
> è più facile sentire sdegno. Il decreto 136/2013 “Terra dei fuochi” contiene “misure 
> volte a garantire la sicurezza agroalimentare in Campania”, mentre nulla prevede in 
> merito per Taranto. Taranto è un SIN, sito di interesse nazionale, da 27 anni fa; 
> avrebbero dovuto avviare interventi di messa in sicurezza, bonifica, monitoraggio 
> ambientale e sanitario. Anche nella Terra dei fuochi l’inquinamento dura da anni, ma 
> non è stata dichiarata area SIN. Inoltre, possediamo dati sanitari sugli abitanti di 
> Taranto da due anni, grazie alla perizia epidemiologica di marzo 2012, allo Studio 
> S.E.N.T.I.E.R.I., al Registro tumori e al Rapporto di Valutazione del danno sanitario. 
> Nella Terra dei fuochi invece le indagini epidemiologiche e il Registro tumori sono in 
> ritardo. Su Taranto ben quattro governi (Berlusconi, M!
> onti, Letta, Renzi) hanno legiferato per autorizzare l’ILVA a produrre in barba alle 
> imponenti proteste della gente, ai provvedimenti della magistratura e ai richiami della 
> Commissione Europea. Il limite di un cancerogeno (il benzo(a)pirene) è stato sospeso 
> nel 2010. In Campania il decreto “Terra dei fuochi” ha prontamente messo a disposizione 
> risorse per tutelare l’agricoltura e la salute. In Campania alcuni sindaci e i parroci 
> sono intervenuti nelle manifestazioni. A Taranto l’inchiesta “Ambiente svenduto” ha 
> invece messo in luce discutibili rapporti fra ILVA, Curia e Sindaco. Società civile e 
> magistratura per fortuna hanno colmato questo fallimento, sia a Taranto sia nella Terra 
> dei Fuochi. La speranza nasce dal fatto che vi è un gran fermento legato alla 
> possibilità di individuare alternative economiche ed ecologiche alla grande industria e 
> che persino alcune associazioni datoriali si sono unite a questa richiesta. Lo stesso 
> vescovo di Taranto ha promosso iniziative di !
> ascolto della cittadin
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