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Re: [Ecologia] A Taranto il Comune taglia i pini, gli alberi che "mangiano" gli IPA cancerogeni



Ciao Alessandro,
mi manderesti le foto di cui parli nel tuo intervento?
Grazie
Cordiali saluti
Gianni



Gianni Avvantaggiato
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Il giorno 29/lug/2014, alle ore 15:11, Alessandro Marescotti <a.marescotti at peacelink.it> ha scritto:

COMUNICATO

A Taranto ci sono solo 0,2 metri quadri a testa di verde urbano. La media
italiana è 30. Per legge dovremmo avere 9 metri quadrati a testa di verde
urbano. Si veda l'articolo 3 comma c) del DM 1444/1968
(http://www.dipist.unina.it/2.PDF).

Nonostante ciò stamattina le motoseghe dell'AMIU, su ordine del Comune di
Taranto, hanno tagliato sette pini molto alti in via Pio XII.

Queste sono le foto scattate stamattina.

In un primo tempo siamo stati allertati perché sembrava una potatura
eccessiva (si veda la prima foto). Ma poi quando abbiamo raggiunto il
punto, sono entrate in funzione le motoseghe che - di fronte ai nostri
occhi - hanno cominciato a tagliare i tronchi pezzo per pezzo.

E' stato orribile.

Abbiamo allora telefonato all'AMIU e all'assessorato all'ecologia, ma non
hanno saputo fornire alcuna risposta ufficiale: stanno cercando la
pratica.

Abbiamo fatto presente che sulla base della Convenzione di Aarhus
(recepita con legge 108/2001) andavano consultati i cittadini e resi
partecipi delle scelte fin dall'inizio della fase progettuale. Abbiamo
chiesto se almeno siano state consultarte le associazioni ambientaliste.
La risposta è stata imbarazzante: "Non sappiamo".

Va sottolineato che il taglio degli alberi su suolo pubblico richiede una
precisa procedura (ad esempio occorre il parere di un agronomo) che è
fissata nel Regolamento Comunale per il Verde Pubblico. Ecco il
Regolamento (vedere articolo 11):
http://www.comune.taranto.it/allegati/10425_Verde%20pubblico.pdf

Non regge la tesi - informalmente espressa da alcuni - che questi alberi
sarebbero il frutto di scelte sbagliate di piantumazione: questi alberi in
molti casi preesistevano alle abitazioni. Fanno parte di quel che resta
del grande patrimonio boschivo di cui Taranto era ricca prima
dell'industrializzazione servaggia e della speculazione edilizia.

E' importantissimo sapere che, anche nel caso in cui le radici degli
alberi danneggino il marciapiede, vi sono soluzioni alternative
sperimentate in tutte le città civili per orientare le radici verso un
percorso non distruttivo, dando uno spazio adeguato.

In ogni caso il Comune è tenuto a curare la manutenzione dei marciapiedi,
che è pessima anche là dove non ci sono alberi. E non si possono tagliare
gli alberi per risparmiare magari sulla manutenzione dei marciapiedi.

Siamo atterriti all'idea che Taranto sia l'unica città in Italia in cui il
verde pubblico non è aumentato.
Si veda p. 84 e 85 di http://www.dipist.unina.it/2.PDF
Quel poco che c'è è anche tenuto male e, nel quartiere Tamburi, è
recintato e deve essere bonificato per la presenza di diossina.

Alcuni vorrebbero scaricare sugli alberi le colpe che sono degli uomini e
della cattiva politica. Il comune dovrebbe curarne la manutenzione del
verde ma manda le motoseghe per avere un problema in meno.

Stiamo diffondendo su Internet la relazione del prof. Francesco Ferrini,
docente presso la Facoltà di Agraria di Milano, che spiega come far
convivere gli alberi e i marciapiedi. Le soluzioni tecniche esistono!

Ma occorre sapere un'altra cosa sugli alberi, una cosa che ci interessa
dato che siamo una città inquinata.

Scrive il prof. Ferrini: "La capacità degli alberi di fissare polveri e
gas tossici nonché di liberare ossigeno attraverso la fotosintesi
clorofilliana giustifica l'attributo che è stato loro dato di "polmoni di
verde". Oltre a tutto questo gli alberi sono in grado di attutire i rumori
delle varie attività urbane apportando un contributo non trascurabile
anche alla salute acustica (Batistoni et al., 1995). Non secondarie sono
anche le funzioni di habitat per avifauna, miglioramento del microclima,
in termini di attenuazione degli eccessi di temperatura, vento e pioggia".

Infine abbiamo ricevuto una segnalazione dal chimico ambientale Federico
Valerio da Genova, colpito anche lui dal taglio dei pini:

"La cuticola cerosa degli aghi di pino e' un'ottima trappola per gli
idrocarburi policiclici aromatici (IPA) in aria ed assorbiti su
particolato. Successivamente ci pensano il Sole e i batteri a degradare
questi composti tossici sottratti dal pino all'atmosfera".

I pini sono dunque i nostri alleati per assorbire gli IPA cancerogeni. E
il Comune che fa, li taglia?

La miopia è enorme: consolidati studi dimostrano che il valore
dell'immobile si deprezza dopo il taglio degli alberi.



Alessandro Marescotti
Presidente di PeaceLink


FOTO E APPROFONDIMENTI SU
https://www.facebook.com/alessandro.marescotti

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