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[Ecologia] Fwd: [asud.informa] HUFFINGTON POST e FATTO QUOTIDIANO: Un pessimo clima. L'Italia si ricorda del riscaldamento globale solo se passa Naomi Klein






-------- Messaggio Inoltrato --------
Oggetto: [asud.informa] HUFFINGTON POST e FATTO QUOTIDIANO: Un pessimo clima. L'Italia si ricorda del riscaldamento globale solo se passa Naomi Klein
Data: Tue, 10 Feb 2015 11:12:29 +0100
Mittente: associazione A Sud <redazione at asud.net>
Rispondi-a: associazione A Sud <redazione at asud.net>
A: asud.informa at lists.riseup.net <asud.informa at lists.riseup.net>




 A  Sud  informa 


Segnaliamo di seguito le nostre analisi, uscita oggi sull'Huffington Post e su Il Fatto Quotidiano sulla completa rimozione, nell'agenda politica e nel dibattito pubblico italiano, della minaccia rappresentata dai cambiamenti climatici e della sistematica sottovalutazione dell'urgenza di operare scelte politiche in netta controtendenza con quanto previsto dai recenti provvedimenti del governo (tra cui spicca lo Sblocca Italia). 

Alle porte vi è il più importante Summit Onu di Parigi 2015, dove verrà siglato l'accordo per il post Kyoto.
Con quali posizioni e con quale livello di dibattito l'Italia arriverà a Parigi? 

Vi invitiamo a leggere, commentare e diffondere.


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HUFFINGTON POST

Un pessimo clima. L'Italia si ricorda del riscaldamento globale solo se passa Naomi Klein

di MARICA DI PIERRI / A SUD - 09 febbraio 2015 

NAOMI KLEIN

Si è concluso venerdì 6 febbraio il tour italiano dell'attivista e scrittrice canadese Naomi Klein, pluvi insegnata autrice di due testi divenuti pietre miliari nella scarna letteratura main stream che approccio ad una critica di sistema rispetto agli assetti dell'economia globale.
Uopo No Logo e Shock Economy, best seller da un milione di copie ciascuno tradotti in 30 lingue e distribuiti in tutto il mondo, la Klein è in giro per il pianeta per presentare la sua nuova fatica. Più di cinque anni di lavoro profuso in oltre 700 pagineUna rivoluzione ci salverà - Perchè il capitalismo non è sostenibile è appena uscito anche in Italia, edito da Rizzoli.
La Klein ha l'indiscusso merito di aver portato la questione del cambiamenti climatici all'attenzione di un pubblico molto più ampio dell'ambito dei tecnici e degli attivisti interessati a tali questioni. Dopo le presentazioni a Mantova e Venezia, la scrittrice è giunta a Roma per l'ultima data italiana tenutasi il 4 febbraio: un grande evento promosso da diverse realtà sociali in collaborazione con la Rizzoli: l'Associazione A Sud, Action e Spin Time, il cantiere di rigenerazione urbana ubicato a San Giovanni, recuperato ed autogestito da oltre un anno dopo 10 anni di abbandono, che ha ospitato il partecipatissimo evento per il quale sono giunte circa 1.000 persone.
Salvare il clima o il capitalismo?
Il titolo originale This change everything - Capitalism VS The Climate rendeva di certo maggior giustizia alla tesi di fondo contenuta nel libro: il 97% degli scienziati sono concordi nel ritenere che il clima sta cambiando in maniera rapida e irreversibile e che per farvi fronte è necessario ridurre le emissioni del 70% entro il 2050. Questi i numeri contenuti nell'ultimo rapporto dell'Ipcc, il panel delle Nazioni Unite creato nel 1988 con l'obiettivo di studiare le variazioni del clima, valutandone cause e soluzioni. Una tale riduzione sarebbe possibile soltanto con un radicale e repentino cambiamento di paradigma economico: transizione energetica, riconversione ecologica, rivoluzione dei modelli di consumo e di trasporto. Tutte misure che necessitano di pianificazione pubblica e di distogliere fondi dagli investimenti speculativi per investirli in politiche di decarbonizzazione, in netta rotta di collisione con il mantenimento delle regole di funzionamento del capitalismo deregolamentato, per dirla alla Klein, aiutato nella generazione di disuguaglianze da politiche di austerity, trattati di libero commercio e privatizzazioni. [...]
 
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IL FATTO QUOTIDIANO

Naomi Klein: la sinistra alla prova del clima

di SALVATORE ALTIERO / A SUD - 09 febbraio 2015


This changes everything: capitalism vs the climate”, nella traduzione italiana: “Una rivoluzione ci salverà. Perché il capitalismo non è sostenibile”. Sembra uno slogan della piazza globale che da Seattle a Genova, dalla Conferenza Ministeriale della Wto del 1999 al G8 del 2001, è stata il luogo di un movimento di massa senza confini. Come fenomeno carsico, la eco dell’impianto culturale e politico della critica new global al modello capitalistico riprende forma nel titolo a caratteri cubitali sulla copertina dell’ultimo libro di Naomi Klein che la scorsa settimana ha chiuso a Roma il tour italiano di presentazione.
Non mancano dati e analisi che sembrerebbero dar ragione a quella stagione di mobilitazione sociale. A partire dall’ultimo rapporto dell’Intergovernmental Panel on Climate Change, il Gruppo intergovernativo di esperti delle Nazioni Unite, su cui dovrebbero fondarsi gli accordi mondiali sul clima, quali la Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici e il Protocollo di Kyōto che la attua. [...]
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Per approfondire leggi anche:



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