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[Ecologia] a metà giugno desecretata la mappa per il DUN



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A caldo ricordo, appunto, che nel 2011 la SOGIN diffuse una mappa delle aree potenzialmente idonee per ospitare il deposito nazionale di rifiuti radioattivi. Essa coinvolgeva le seguenti Regioni: Emilia-Romagna, Toscana, Puglia, Basilicata.
Non escluderei, per logica, nemmeno le Regioni che hanno già ospitato centrali nucleari: Piemonte, Lazio, Campania...
O quelle in cui si ipotizzava di costruirle...

Le isole nella mappa nucleare

di Jacopo Giliberto - Sole 24 Ore 3 giugno 2015

 

Fra due settimane, il 15 giugno ma più facilmente il 18 giugno, dovrebbe essere tolto il segreto rigorosissimo (e stravagante) sulla mappa dei luoghi tecnicamente idonei a ospitare il futuro deposito nazionale delle scorie atomiche. E con la pubblicazione della mappa, una leopardata di aree che hanno le caratteristiche scientifiche adeguate, comincerà il percorso di scelta.
Bisogna procedere per indiscrezioni, in assenza di qualsiasi conferma causa segreto. I dettagli che seguono non possono essere stati sottoposti a verifica.
A differenza della mappatura di cinque anni fa, poi messa nel congelatore, la nuova mappa dovrebbe comprendere anche le grandi isole, cioè Sicilia e Sardegna. In precedenza erano state escluse per evitare i rischi del trasporto di materiali radioattivi via nave, rischi remotissimo vista l’esperienza di isole ben nuclearizzate come Giappone e Gran Bretagna. Quindi le preoccupazioni della Sardegna, i cui abitanti sono sensibilissimi all’ipotsi di una candidatura per il deposito, non sembrano mal riposte. Viceversa, a sconsigliare decisamente un deposito in un’isola è il costo proibitivo del trasporto via nave.

Per tranquillizzare le suscettibilità sarde il ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, aveva pensato di mandare alla Regione Sardegna una lettera rasserenante in cui si riassumevano i passi prossimi e ufficiali per la scelta del luogo ideale. Niente di impegnativo, sul piano formale, ma con un intento politico pacificatore. È prevedibile che, se il documento è stato spedito, le altre Regioni possano sentirsi discriminate rispetto all’isola. I nuovi presidenti regionali si annunciano assai reattivi; si stima che si sia organizzata più di un’ottantina di comitati nimby di "accoglienza".
Finora le rassicurazioni sono state asseverative ma al tempo stesso vaghe. Per esempio un mese fa la sottosegretaria all’Ambiente Silvia Velo ha risposto in termini generici a un’interrogazione del parlamentare grillino Mirko Busto. Come Galletti con i sardi, anche Velo s’è limitata a ripercorrere l’iter già noto che porterà alla scelta del luogo dove ospitare il deposito.

Perché la mappa, che avrebbe dovto essere pronta a metà aprile, è stata rinviata a dopo le elezioni regionali? Risposta vera: affinché il deposito atomico non diventasse un’arma di campagna elettorale. Risposta formale data dalla sottosegretaria: «Nel corso dell’attenta valutazione della documentazione pervenuta, i due ministeri interessati hanno tuttavia congiuntamente ritenuto necessario acquisire determinati approfondimenti tecnici, sia da parte della Sogin che da parte dell’Ispra, al fine di compiutamente valutare il documento nei confronti del quale rendere il proprio nulla osta alla pubblicazione. Conseguentemente, lo scorso 14 aprile sono state formulate nei confronti dei predetti enti formali richieste di approfondimenti tecnici, fissando in 60 giorni il termine per fornire riscontro». (I ministeri di cui fa cenno Velo sono Ambiente e Sviluppo economico, e i 60 giorni scadranno il 15 giugno).

In Sardegna scaldano già il motore della protesta preventiva. Per sabato e domenica i comitati hanno organizzato il No Nucle Day in cui chiedono a tutti gli isolani di strepitare con sveglie, telefonini, campane, clacson e altri attrezzi sonori alle ore 11 esatte dei due giorni.
Il deposito nucleare, con annesso un centro di ricerca, è indispensabile per ospitare le scorie oggi disseminate in una ventina di luoghi — alcuni dei quali in gravi condizioni di sicurezza — dispersi in tutta Italia. La scelta del luogo sarà trasparente, condivisa e si baserà sulla candidatura spontanea dei Comuni che, ricompresi fra le zone idonee della mappa, vorranno godere investimenti appetitosi e aumenti cospicui dei valori immobiliari della zona.