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[Ecologia] Comunicato Noscorie :Trivelle nello Jonio: subito un decreto legge di esclusione, altro che “passeggiate” a Policoro!






SI inoltra per opportuna diffusione il comunicato  di  noscorie 
,Vogliamo leggi e azioni contro i petroliri d aparte delel regioni  non passeggiate  salvafaccia
in merito alla manifestazione che il sindaco di Policoro leone vuole organizzare con il gov  Pittella e invitare i governatori di altre regioni  giorno 15 lugio 2015


CORDIALI SALUTI

Feòice Santarcangelo

 9 luglio 2015

Trivelle nello Jonio: subito un decreto legge di esclusione, altro che “passeggiate” a Policoro!

jonio[di No Scorie Trisaia] Il sindaco di Policoro, Leone, pensa a fare sfilate a Policoro dopo il suo sciopero della fame mediatico pro – Pittella, quando in realtà le istituzioni invece dovrebbero manifestare presso il governo al fine di ottenere un decreto legge che escluda lo Jonio ed il Gorfo di Taranto dalle trivellazioni, al pari del Golfo di Venezia. La “sfilate di cravatte” a Policoro i cittadini le trovano già nei saldi di questi giorni. L’istituzione deve fare l’istituzione ( soprattutto la Regione Basilicata), non deve dimenticare il suo ruolo e il suo compito quando proprio nelle manifestazioni contro il petrolio è stata ampliamente contestata dai cittadini in tutti questi anni .

La battaglia contro le trivellazioni in terra ferma sono iniziate a Policoro con gli agricoltori di Bosco Soprano già nel 2009 contro pozzo Morano e nel 2008 quelle sul mar Jonio contro la dr 148 della Appennine ,partendo da Metaponto e interessando tutta la fascia jonica lucana, calabrese e pugliese dove migliaia e migliaia di persone hanno fatto cortei, sit in e soprattutto catene umane (vedi gli 8000 della edizione 2014 per la tutela dell’acqua su terra e del mare dalle trivellazioni petrolifere ).

http://www.pisticci.com/territorio/7169-8000-in-una-catena-umana-per-l-acqua-e-per-i-diritti.html

Per poi finire nella vera grande manifestazione del 4 dicembre di potenza del 2014 proprio contro lo sblocca Italia, per poi continuare fino al 5 luglio 2015 alla foce del Crati. La gente è consapevole e informata ed è stanca d’istituzioni come la regione Basilicata che non opponendosi allo Sblocca Italia ha mantenuto aperte le porte ai petrolieri in Basilicata e che ora ci ritroviamo nel mar Jonio dove son proliferate a dismisura le istanze petrolifere. E’ stanca di una regione che non si oppone come nel caso dell’Enel Longanesi alle trivellazioni in mare (nei prossimi giorni vi daremo anche le risultanze su altre istanze in mare). E stanca delle politiche fossili che hanno impoverito un territorio e danneggiato le economie locali, prodotto inquinamento, consumo di acqua e prodotto rifiuti in modo esponenziale . Perdita dei fondi ue contro poche royalites bloccate dai patti di stabilità ( http://www.olambientalista.it/?p=39245 )

Il comune di Policoro non è stato capace nemmeno di far valere il protocollo di Heraclea cui abbiamo contribuito in modo diretto come gruppi e movimenti manifestando e scrivendo un protocollo che segnava un cambio di rotta nelle politiche ambientali del golfo di Taranto . D’altronde in quell’occasione la stessa regione Basilicata guidata da De filippo si astenne dal partecipare e da azioni per contrastare le trivelle in mare .

Pittella se verrà a Policoro evidentemente manifesterà contro se stesso insieme a Leone che nella messa in scena dello sciopero della fame si è prestato a una farsa politica offendendo i cittadini di Policoro che avevano creduto nella sua buona fede.

Servono invece azioni forti che la Regione Basilicata deve fare sulle estrazioni in terraferma, bloccando gli iter e applicando il principio di precauzione, colpendo negli interessi i petrolieri la regione Basilicata potrebbe ottenere qualcosa, altro che passeggiate a Policoro che non salveranno l’immagine di un fallimento economico, sociale e politico istituzionale sulle estrazioni petrolifere in Basilicata.

Nei prossimi giorni invece chiederemo a Leone azioni amministrative a tutela della salute pubblica in tema di estrazioni, azioni concrete e non messaggi mediatici poco credibili”.