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[Ecologia] R: R: R: Come si fa senza Euro? Con gli orti!



ricorderai che facevamo il vino a Comiso - la Verde Vigna ... e il raccolto d'uva non ci veniva molto bene (ma siamo migliorati col tempo)
questo per dire che non ci si può improvvisare tutti agricoltori biologici da un giorno all'altro, pur con la migliore buona volontà!
E quando impostiamo strategie politiche dobbiamo pur tenere conto di questo problemino.
Così come non basta la buona volontà per dire: ora - siccome sono un esperto nella teoria dei giochi - frego la Troika nei negoziati ed esco dall'euro quando mi pare e piace...
Ti segnalo che oggi una mia lettera è stata pubblicata sul Manifesto.
Qui sotto me la auto-commento! Ecco una frase chiave proposta come suggerimento ad Iglesia per non ripetere la parabola di Tsipras: per combattere contro l'euro bisogna mettere subito le mani sulla Banca Centrale di Spagna (deve essere ripubblicizzata!) e prepararsi la possibilità di emettere "IOU" paralleli.
ciao



Oggi sul Manifesto il mio commento (sono Alfonso Navarra) all'accordo Eurozona-Grecia è pubblicato nella rubrica delle lettere sotto il titolo: "Meglio nessun accordo".

Ribadendo che se fossi nel Parlamento di Atene voterei "OXI", devo però aggiugere che condivido il commento apparso oggi (14 luglio 2015) apparso sullo stesso quotidiano, a firma di Dimitri Deliolanes. "Tsipras si è dimostrato ingenuo e impreparato... non aveva un piano B (gestire l'uscita eventuale dall'euro - ndr) ... (Oggi possiamo capire che) il neoliberismo predatorio è ormai regola dell'eurozona, Costituzione materiale... Si intravvede l'eventualità di una scissione di Syriza ... (Ma) Tsipras rimane tuttora il primo leader politico del Paese... i greci hanno compreso il suo sforzo ... ha ritenuto giustamente che le sue dimissioni sarebbero state interpretate come un gesto di viltà (....) Tsipras non è un vile. E non è un venduto. È il capo di un governo che ha tentato la via autenticamente europea ed è stato crudelmente bloccato e represso. Il suo tentativo è per il momento fallito, ma è riuscito a scongiurare l’espulsione del paese dall’eurozona e, soprattutto, sa oramai con chi ha a che fare. Come lo sanno tutti in Europa. Per il momento, l’offensiva greca contro il neoliberismo è stata respinta con perdite. Ma la causa è giusta e altri giocatori si preparano a entrare in campo".

La newsletter "Comune Info" mi propone oggi un articolo di Bifo sul "colpo di Stato in Grecia" (vai su: http://comune-info.net/2015/07/colpo-di-stato-grecia/). Nel sottotitolo leggo: "Non possiamo prendercela con Tsipras del voltafaccia. Ha una pistola puntata alla tempia". Sono d'accordo, ripeto, su questo. Alexis non va trattato come un "traditore", atteggiamento che riserverei a chi veramente se lo merita, come Matteo Renzi. (Ma naturalmente non seguo i castelli in aria del nostro amico ex indiano metropolitano quando profetizza che il problema oggi è "l’alternativa tra dittatura finanziaria globale e prospettiva di un rinascimento fondato sulla fine del Regime del Lavoro Salariato". Addirittura vorrebbe riattualizare lo sglogan leninista: "trasformare la guerra imperialista in guerra civile"! Preferisco non commentare queste sparate da intellettuale neodadaista iper-creativo che mi ricordano Giovan Battista Marino: "E' del poeta il fin la meraviglia"...).

Se mi è concesso fornire suggerimenti non richiesti, ritengo che comunque il leader greco, costretto per forza di cose a fare le capriole politiche per non avallare al 100% il commissariamento in atto, debba prendere quanto più possibile tempo, in attesa che Podemos vinca le elezioni in Spagna (mancano solo 4 mesi). Sarà molto più difficile ripetere il pestaggio cui abbiamo assistito contro un bambino quando lo si dovrà ripetere contro un soggetto alquanto più grosso. Senza contare che, se a Bruxelles non cambiano registro e tono, si ritoveranno prestissimo la Le Pen a capo di Parigi. Iglesias comunque dovrà imparare le lezione: per combattere bisogna mettere subito le mani sulla Banca Centrale di Spagna (deve essere ripubblicizzata!) e prepararsi la possibilità di emettere "IOU" paralleli. Il punto da tenere fermo è semplicissimo: l'austerità è indigesta ai popoli europei e, se diamo loro la parola, se li rappresentiamo, se terremo a bada gli ideologismi (qualcuno è arrivato a scrivere che al referendum del 5 luglio i greci hanno votato contro il sistema capitalistico!), riusciremo a fare abbassare le corna (come si dice in cruda espressione siciliana) a usurai ed eurocrati dell'1%, disarticolando l'egemonia tedesca. L'Europa da rimettere insieme, attraverso la UE, probabilmente olte la UE, rappresentata da forze anti-austerità, avrà la forza persino di cacciare fuori la Germania, se l'opinione pubblica di quel Paese non dismette la mentalità "leghista" (prima gli appartenenti alla nostra comunità nazionale o macroregionale, dobbiamo respingere l'assalto degli "altri", specialmente se più poveri). Per quanto riguarda l'Italia, non mi unisco a coloro che oggi manifestano davanti alla sede della Deutsche Bank. I "sinistrati" ancora una volta dimostrano - è il mio modesto parere, per carità - di esserci e di farci. Perché non manifestano invece sotto Palazzo Chigi per sottolineare l'organicità del PD al progetto di instaurare una dittatura finanziaria in Europa (quello che volgarmente potremmo chiamare il "tradimento" di Renzi, sostanzialmente un maggiordomo della Merkel)? Perché non sono capaci di ricordare alla gente che i kapò che hanno torturato i greci sono anche le sanguisuche che, giorno dopo giorno, ci stanno dissanguando e ci faranno prima o poi fare la fine di quei disgraziati? Scusate ciò che può sembrare presunzione, ma non posso fare a meno di sfogarmi: pretendere qualcosa di serio e di intelligente da parte di Fassina e compagnia ammucchiante (risparmiatemi l'elenco dei soliti nomi, li conoscete benissimo anche voi!) è come sperare di cavare sangue da una rapa. Perché allora non prendiamo anche noi una iniziativa forte in senso democratico? Grillo propone un referendum sull'euro e mi pare di avere spiegato a iosa con vari post perché l'idea mi sembra del tutto controproducente: mettere in primo piano la moneta significa confondere le carte in tavola, è fissarsi sullo strumento e non sulla "casta" economico-politica che lo usa. Dovremmo invece esigere di votare in Italia sull'austerità e sulle regole del fiscal compact, del six pack, del two pack, etc. Vinceremmo a mani basse, ne sono convinto ... Ma dovremmo avere anche ben chiara la direzione dell'alternativa: conferenza europea sui debiti pubblici, contestazione dei debiti illegittimi e odiosi, ripubblicizzazione delle banche centrali nazionali e quindi nuovo Statuto della BCE, recupero di quanto malauguratamente "regalato" alle grandi banche (quindi loro nazionalizzazione se ciò le pone in condizione di default), piani di investimenti pubblici per la conversione ecologica dell'energia e dell'economia, nuovo welfare a partire dal reddito di cittadinanza. Tutte cose da chiedere alla UE battendo i pugni sul tavolo ma da fare lo stesso con chi ci sta. Sfruttando le "cooperazioni rafforzate", se necessario, come ho già scritto, potremmo tentare di fare partire un nucleo di Europa Mediterranea appoggiandoci su possibili "rivoluzioni democratiche". Sono quelle che avrebbero al centro il metodo "islandese" delle "assemblee costituenti nazionali", fino ad una nuova Assemblea Costituente Europea. Se la UE dà spazio alla volontà popolare, bene, se l'oligarchia al potere invece non "smolla" quella che in fondo è la sua costruzione, bene lo stesso: al diavolo la UE. Dobbiamo guardare alla sostanza delle cose e non alla nostalgie per le bandierine blu stellate. E di questa sostanza fa parte fare i conti con la NATO. Putin non è certamente uno stinco di santo ed il suo regime è forse più deficitario dal punto di vista democratico dello stesso ircocervo UE (ed è tutto dire). Per fare crescere la democrazia effettiva sia a Est che ad Ovest l'ultima cosa che serve ai popoli europei è comunque una nuova guerra fredda, verso cui ci sospinge la politica americana, che, con ogni evidenza, usa - lo dice Sergio Romano! - questo anacronistico blocco militare come sua leva egemonica.




----Messaggio originale----
Da: micheleboato at tin.it
Data: 13-lug-2015 19.11
A: <ecologia at peacelink.it>
Ogg: [Ecologia] R: R: Come si fa senza Euro? Con gli orti!

ma davvero, Alfonso,  non ti crescono le zucchine? 
è una verdura che quest'anno cresce senza fatica.
Ma tu lo fai l'orto?   :D
michele boato

----Messaggio originale----
Da: alfonsonavarra at virgilio.it
Data: 13-lug-2015 10.51
A: <ecologia at peacelink.it>
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campa cavallo, caro michele, che le zucchine crescono!
E' con questi discorsi che la gente, nell'ambito dei No-euro, finirà per preferire gli analoghi dei Le Pen in Italia...
Non che non creda alla bontà delle soluzioni singole "alternative".
Il problema è la complessiva strategia di transizione... 



----Messaggio originale----
Da: micheleboato at tin.it
Data: 13-lug-2015 7.12
A: <ecologia at peacelink.it>
Ogg: [Ecologia] Come si fa senza Euro? Con gli orti!

Succede domani

COME SI FA, SENZA EURO?

di Michele Boato 

Molti avevano da parte pochi o parecchi euro, ma non sapevano che farsene: nessuno li voleva, non valevano più niente, non ci compravi neppure un chilo di pane.

“Il pane ce lo facciamo noi in casa e anche la farina: prendiamo le pannocchie di mais o le spighe di grano e ne pestiamo i grani. Con la farina di mais facciamo anche la polenta” dice Maria a Paola.

“E il pane, come lo fai?” chiede Paola.

“Farina di grano, acqua, un po’ di sale e pasta-madre che fa lievitare la massa”.

“E come la cucini?”

“Con la stufa a legna che abbiamo in cucina, naturalmente”

“Ma se la legna non c’è?”

“Noi di legna ne abbiamo, la raccogliamo dovunque, durante tutto l’anno; ma, in alternativa, ci sono le stufe elettriche”

“Ma come? – chiede Paola sempre più incuriosita – Se l’Enel non dà più elettricità da mesi, visto che non si sa come pagarla”

“L’elettricità ce la facciamo col solare fotovoltaico con cui abbiamo coperto tutto il tetto e la parete sud della casa. I pannelli ce li siamo auto-costruiti e ci ha aiutato a collocarli e collegarli un amico idraulico disoccupato. In cambio ci ha chiesto la bicicletta in buono stato, che mio figlio non usava da un decennio”.

“Ma le pannocchie e le spighe dove le trovi?” insiste Paola

“Le coltiviamo su un pezzetto di terra che abbiamo ereditato e che era rimasta incolta da chissà quanti anni. Se non bastano, allora le barattiamo con un po’ di frutta e verdura del nostro orto di Mestre”.

L’orto Maria lo faceva da molti anni, ma adesso era diventata un’attività sempre più importante.

“Hai ragione – si illumina Paola - invece di piante decorative ma senza frutti commestibili, anch’io quest’anno ho cominciato a piantare nel giardino condominiale alberi da frutta e a coltivare 20 metri quadrati di orto. I condòmini, all’inizio, erano contrari; poi altre due giovani coppie hanno deciso di farlo, così tutti si sono convinti. Ora non c’è più un metro quadrato incolto…Ho visto che, un po’ alla volta, tutti i giardinetti del nostro quartiere stanno trasformandosi in orti”.

“Eh già – commenta Maria – lo sapevi che all’inizio degli anni ’90 a Mosca e in tante altre città russe è stato grazie agli orti urbani che la popolazione è riuscita a far fronte alla tremenda crisi scoppiata con lo scioglimento dell’Unione sovietica, seguìta alla caduta del muro di Berlino?”

“No, non lo sapevo – risponde Paola – ma mi sembra che, ora, da noi stia succedendo un po’ la stessa cosa”.