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[Ecologia] Comunicato stampa Noscorie -Med No Triv:JONIO-NAVE DEI VELENI: INTERROGAZIONE PARLAMENTARE MS5 E INCONTRO GOVERNATORI AL MISE.







NOSCORIE TRISAIA

JONIO-NAVE DEI VELENI: INTERROGAZIONE PARLAMENTARE MS5   E  INCONTRO GOVERNATORI AL MISE.

PERCHE' PITTELLA CERCA DI DIFENDERE SOLO IL MAR JONIO E NON LA TERRA DALLE TRIVELLE?


Prime interrogazioni parlamentari circostanziate e non generiche sulle gravi questioni che riguardano le navi dei veleni nel mar Jonio e le ricerche petrolifere. . L’interrogazione parlamentare è stata presenta dai senatori del m5s Morra, Fuskia, Girotto, Donno, Cappelletti, Moronese, Bertorotta ai Ministeri dell’Ambiente e dello Sviluppo Economico anche sulla base delle nostre osservazioni  (Noscorie Trisaia  e Med No Triv) sulle istanze di ricerca petrolifera fatte al ministero dell’Ambiente in merito  al sottaciuto e grave problema presente nei mari meridionali relativo alle navi dei veleni.

Ai ministri è stato chiesto se non ritengano necessario adottare, nell'ambito delle proprie competenze, le opportune iniziative per l'individuazione esatta dei punti in cui sono affondate le navi dei veleni, per poi proseguire alla bonifica e alla salvaguardia delle acque marine interessate;

se non intendano, nei limiti delle proprie attribuzioni, attivarsi affinché venga interrotta ogni tipo di attività di ricerca di idrocarburi nel mar Jonio, che possa costituire un serio e grave pericolo per la sicurezza dei cittadini e per l'ambiente, sino quando le operazioni di individuazione e bonifica non saranno portate a termine.

http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/showText?tipodoc=Sindisp&leg=17&id=932805

Ci chiediamo su che base il ministro Guidi si è limitato ad affermare che la ricerca petrolifera dell’Enel Longanesi nel mar Jonio si farà e che non  c’e da preoccuparsi  ?
http://www.olambientalista.it/?p=39375

Quello che abbiamo sempre affermato è che non stato applicato il principio di precauzione e che il decreto Via  della D79 sia stato rilasciato dalla commissione Via ministeriale sulla base degli studi forniti dalla compagnia petrolifera, nel caso della D79 con il parere contrario di Puglia e Calabria e non della Basilicata perché inviato un anno e mezzo dopo i termini prescritti  (vedi decreto). Il ministero avrebbe dovuto fare uno studio scientifico e non di parte sul Golfo di Taranto e l’intero mar Jonio e Tirreno sulle gravi questioni troppo presto messe a tacere relative alle navi dei veleni  Nell’ultima VIA (Valutazione di Impatto Ambientale) di ricerca petrolifera con air guns relativo alla D79 il ministero dell’ambiente non ha prescritto nemmeno l’effettuazione del punto zero ambientale, questo significa che in caso  di dispersione di probabili rifiuti tossici e radioattivi presenti nei fondali marini noi non sapremo mai qual era, è quale e il livello di contaminazione e inquinamento del nostro mare, né ha prescritto di fare delle mappature dei fondali per escludere la presenza di sorgenti contaminati che potrebbero essere risvegliate dall’air guns. L’interrogazione pone anche interrogativi relativi ai reperti archeologici sommersi della Magna Grecia  e come evidenziati dallo studio Archeomar e  al golfo di Taranto che la stessa Ispra riconosce come area marina di alto interesse scientifico per la tutela dei cetacei candidabile ad area  protetta   come Area Aspim (altro che ricerche petrolifere).

In attesa di risposta da parte del Ministri competenti  è bene che i governatori delle famose tre regioni Joniche che andranno in visita al Mise dal sottosegretario Vicari giorno 29 luglio prossimo  portino avanti il dibattito in modo tecnico e scientifico, prima che politico e senza dimenticare che la questione non è relativa solo alle trivelle nel mar Ionio.

Non è possibile escludere dal recente dibattito istituzionale  le numerose istanze di ricerca e di estrazione in terraferma e che interessano quasi l'80% del territorio della Basilicata.

Eppure il  Governo Regionale della Basilicata già alla manifestazione flop del 15 luglio a Policoro e nei successivi incontri istituzionali, ha reclamizzato quale impegno solo la difesa del mar Ionio. Perché?

In merito non sono graditi accordi politici del tipo trivello la terra  per salvarti il mare considerato che i  154000 barili della Basilicata(nel tempo e nello spazio ) si potrebbero  tranquillamente estendere alle regioni di Calabria e Puglia . 

Il petrolio si estrae se ci sono le condizioni ambientali ed economiche per i territori, condizioni che attualmente non si sono verificate sulla terra con potenziale rischio per lo stato dell'acqua potabile, irrigua e anche per quella destinata all'uso industriale delle tre regioni di Basilicata, Calabria e soprattutto Puglia (Pertusillo docet). 

Le condizioni economiche poi non ci sono state ne ci saranno mai con le leggi attuali, figuriamoci con lo Sblocca Italia.