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Re: [Ecologia] Ancora in calo la quotazione del petrolio,il greggio Opec ad alto prezzo non ha piu' mercato



La novità' poco approfondita e' il picco della domanda di petrolio considerato ormai vicino.
Se fossero attuati gli accordi Cop21 la domanda smetterebbe di crescere già' nel 2020.

Cosa potrebbe succedere con il picco della domanda (non della produzione) del petrolio ?

La transizione energetica sarebbe velocissima

Sarebbero in situazione piu' favorevole i paesi avanzati tecnologicamente e meno forti nella produzione fossile, vedi Cina,Germania,Giappone,India.

Sarebbero piu' in difficoltà' USA, Paesi produttori, quelli Non Opec, perché' il loro greggio piu' costoso sarebbe fuori mercato, quelli Opec perché venderebbero ma a basso prezzo e le loro riserve enormi perderebbero valore.

Conseguenze possibili

Guerra  Arabia s. contro Iran e sciiti Iraq per concorrenza tra loro nella vendita di petrolio ....Guerra USA contro Cina che sta accelerando enormemente nelle rinnovabili e potrebbe avvantaggiarsi troppo da questa scelta.

Sono tutte ipotesi da seguire, ma se si capiscono i possibili rischi di guerre queste diventano piu' difficili e meno probabili.

Il giorno 24/apr/2017 22:37, "Davide Bertok" <davide at bertok.it> ha scritto:
Marco,
oramai le auto elettriche stanno prendendo sempre più piede.
E' ancora un settore di "nicchia" ma, con la sempre più crescente diffusione delle colonnine elettriche, prevedo che a breve prenderanno una bella quota di mercato.
I prezzi man mano si stanno abbassando e stanno anche aumentando i km su strada che si possono fare con una ricarica.
Per cui, non vedo sto gran problema rispetto a una volta questo raggiungimento di picco della produzione...

Ciao,
Davide

Il 22/04/2017 19:35, Marco Palombo (via ecologia Mailing List) ha scritto:

Ancora in calo la quotazione del petrolio, il greggio Opec ad alto prezzo non ha più mercato

Questa settimana il prezzo del petrolio ha perso nuovamente il 3% della quotazione di inizio settimana. Il WTI è ora leggermente superiore a 50$ il barile e il Brent a 53$.

Come al solito la diminuzione di prezzo viene attribuita solo allo sviluppo eccezionale dello shale gas, ma non è solo questa la causa dei bassi prezzi del petrolio. I media hanno scritto che nel 2017 comunque l' incremento della produzione Opec dovrebbe essere superiore all' incremento della produzione non Opec. Ricordo che la produzione non Opec è al momento sui 55 milioni di barili il giorno mentre il greggio Opec è attorno a 32 mb/g. I paesi non Opec senza gli USA nel 2017 dovrebbero ancora diminuire leggermente la produzione, e tutto l' incremento non Opec è dovuto agli Stati Uniti.

Quindi l'Opec nel 2017 espande comunque il proprio mercato,

ma c'è una concorrenza anche all' interno dell' Opec, soprattutto tra Arabia saudita e Iran-Iraq, e soprattutto i paesi Opec mantengono la loro quota di mercato solo con prezzi bassi.

Se i prezzi risalissero, riprenderebbe molta la produzione non Opec, non solo lo shale gas USA, ci sarebbe un incremento delle rinnovabili e la domanda di petrolio, già avviata al suo picco massimo, avrebbe una battuta d' arresto ulteriore. In caso poi di una nuova crisi finanziaria, la domanda di greggio probabilmente non toccherebbe più i livelli attuali.

Insomma, ci stiamo avvicinando al picco massimo della domanda petrolifera e l' incremento della domanda sta progressivamente calando.

Una stima dell' Iea fissa questo momento nel 2040 a 103 mb/g contro gli attuali 97 mb/g. Come vedete in 23 anni ci sarebbe un incremento di pochi milioni di barili il giorno, mentre per il solo 2017 l' incremento stimato è superiore a 1 mb/g.

Le conseguenze di questa transizione sono imprevedibili e se le analizzassimo subito potrebbero essere meno catastrofiche. Continuerò quindi a segnalare il processo in corso che ritengo inelluttabile e molto vicino.

Marco Palombo



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