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[Ecologia] R: Re: [disarmisti esigenti] IL "BANDO ATOMICO" PROPOSTO DALLA GOMEZ E' UNA NUCLEAR FREE ZONE GLOBALE



Caro Angelo,

gli "emendamenti" che sottopongo non vanno ovviamente presi in senso letterale, testi da sottoporre in modo formale, forse la tempestività del ricercare subito uno scambio di opinioni sul draft della presidentessa Gomez appena uscito ha potuto darti questa impressione, ma come punti di discussione che ho proposto a caldo su cui riflettere (ma anche nascenti da un lungo lavoro, ad esempio dal seminario di Villar Focchiardo da cui è praticamente scaturito il libro "La follia del nucleare: come uscirne?"), da aggiungere ad altri punti di discussione che provengono da Luigi Mosca e spero anche da altri, oltre te e Joachim Lau.
Senza nessuna precipitazione, ma prendendosi il tempo di confrontarsi ed esaminare le varie analisi e soluzioni, come sto sollecitando e come stiamo fortunatamente facendo, bisogna innanzitutto capire il senso politico di quello che sta succedendo (e da questo punto di vista, quale sostenitore del paradigma della complessità e e della democrazia cognitiva devo ribadire, se proprio dobbiamo fare delle classifiche, che un giurista vale quanto o meno di un diplomatico, che è un esperto di politica estera il quale fa i trattati internazionali con i suoi colleghi).
Quello che bisogna politicamente evitare - la vera questione che sottopongo all'attenzione di tutti - è che il bando generale si configuri come un Trattato alla NFZ tipo Tlatelolco: un qualcosa che vale solo per gli Stati firmatari e non cambia la cornice giuridica globale che resta determinata dal TNP.
Precisamente la situazione attuale, che vede quattro NFZ avere un effetto solo simbolico sulla realtà. 
Al contrario dovrebbe verificarsi quello che spera Mosca con l'ICAN insieme a tutti noi disarmisti delle varie reti internazionali: il nuovo bando deve rappresentare la nuova cornice in cui il TNP, realtà residuale, deve collocarsi.


Quello che però sta politicamente succedendo (è una mia impressione che deriva dalla lettura del testo, spero pessimista oltre il dovuto, come spesso mi capita) è che dalle 4 NFZ si passi ad una sola con più impatto simbolico ma lo stesso effetto pratico nullo.
Come - ripeto - si evita tutti insieme questo rischio? 
Lottando perché si abbandoni politicamente l'ottica del singolo Stato che prende impegni per sé stesso e pensando in termini di legge universale che deve valere per tutta l'Umanità, anche se adottata in principio solo da una maggioranza, con alcuni che restano fuori.
Una volta che si è definita la deterrenza (in quanto implicita minaccia dell'uso del nucleare) un crimine (come anche tu concordi), nasce il problema logico, e quindi anche giuridico, su come sanzionarlo.
Mi aspetto che i tecnici, IALANA in primis, ci lavorino su.
Sapendo benissimo, pur non essendo un esperto, anzi proprio perché non sono un esperto, che il diritto internazionale attuale è, politicamente e culturalmente, un diritto internazionale degli Stati sovrani, non un diritto dell'Umanità.
Anche se la situazione, pur confusamente, si va evolvendo verso questo obiettivo - il diritto dell'Umanità - che noi dobbiamo favorire: è la tesi de "La follia del nucleare: come uscirne?".
Il problema, da affrontare con  le competenze sinergiche dei tecnici giuridici, degli scienziati, dei diplomatici, dei politici di base, diventa allora quello di come evitare che la forma presente del diritto (la sovranità tendenzialmente assoluta dei singoli Stati) vada a seppellire il contenuto nuovo sostanziale dell'esigenza umana che dobbiamo affermare: il disarmo nucleare come condizione di vita dell'Umanità; una condizione che deve venire prima dell'astratta e formale facoltà statale di recedere da un qualcosa che - evidentemente - viene considerato nel draft della Gomez semplicemente un contratto e non un principio vitale imprescindibile di convivenza, anzi di sopravvivenza.
Anche su questo punto quindi concordiamo: l'art. 18 del Draft è da cambiare, anche se ora, mi scuso per questo, non ricordo la soluzione proposta da Lau.
Quindi un risultato storico richiede una innovazione storica.
Con senso realistico: perché ripeto, il problema politico è come fare entrare il contenuto nuovo (le esigenze dell'Umanità) nelle forme giuridiche vecchie (la comunità internazionale quale accordo contrattuale di Stati dotati di sovranità illimitata) sapendo che il tempo è tiranno e dobbiamo di necessità procedere a soluzioni in un certo senso confuse, di compromesso, prima che si salti in aria, e, come diceva lo scrittore antimilitarista Carlo Cassola,allora buonanotte ai suonatori!

Per quanto mi riguarda, voglio rassicurare te come chiunque altro, non commetterò nemmeno l'ingenuità di sottovalutare gli aspetti tecnici che vanno a costituire la complessità del problema: comunque nei nostri programmi di "disarmisti esigenti" c'era quello, lo dovresti sapere, di mettere su un gruppo di lavoro giuridico (non di soli giuristi!) ed abbiamo diversi nomi di tecnici da mettere in contatto, oltre a quelli che appaiono su questa lista. 
Fabio Strazzeri ha partecipato al nostro piccolo ma a modo suo importante seminario giuridico di Villar Focchiardo e siamo in contatto con gli eredi accademici (Marco Mascia) della buonanima di Antonio Papisca, che a Padova ha messo su il Centro Diritti Umani...

Alfonso Navarra








----Messaggio originale----
Da: "angelo baracca" <angelo.baracca at gmail.com>
Data: 24-mag-2017 11.30 PM
A: "alfonsonavarra at virgilio.it"<alfonsonavarra at virgilio.it>
Cc: "jo lau"<jlau at inwind.it>, <johnburroughs at lcnp.org>, <disarmisti-esigenti at googlegroups.com>, "semprecontrolaguerra"<semprecontrolaguerra at googlegroups.com>, <fermiamo-il-fuoco-atomico at googlegroups.com>, <cercalarotta-mi at googlegroups.com>, <direnergiafelice at googlegroups.com>, <ak at accademiakronos.it>, "Ennio La Malfa"<accademiakronos at gmail.com>, <coordinamentoregionale at nomuos.info>, <no-nucleare-piemonte at googlegroups.com>, <disarmo at peacelink.it>, "MIR forum"<forum at miritalia.org>, "lista Mir dibattito"<MIR-Riconciliazione at yahoogroups.com>, <lista-di-lidia-menapace at googlegroups.com>, <comitatoticinese at googlegroups.com>, <collegamento.comitati at autistici.org>, <pace at peacelink.it>, <consulta at periferiemilano.it>, <movimenti at movimentimetropolitani.it>, "Comitato Fermiamolaguerra"<comitato-fermiamolaguerra at googlegroups.com>, <avv.giangiacomo at libero.it>, <ecologia at peacelink.it>
Ogg: Re: [disarmisti esigenti] IL "BANDO ATOMICO" PROPOSTO DALLA GOMEZ E' UNA NUCLEAR FREE ZONE GLOBALE

Caro Alfonso,
intanto in bocca al lupo per l'intervento della tua compagna.
Quanto alle cose che scrivi, in primo luogo credo che un trattato non possa stabilire sanzioni per Stati che non lo firmino, non penso che nel TNP si possa introdurre a posteriori una scadenza (e ovviamente tanto meno sanzioni).

Sulle altre cose che scrivi, devo dire in tutta sincerità che mi sembrano un po' confuse: dobbiamo fare, ed elaborare collettivamente, una riflessione più organica e ponderata.

D'accordo che le armi nucleari devono essere definite un crimine contro l'umanità: chiedo ai giuristi, è possibile una dizione simile in un trattato internazionale? Le proposte che vogliamo fare devono essere ben fondate, anche giuridicamente, non stiamo lavorando a una mozione ma a un trattato.

Sul fatto che la minaccia sia illegale lo avevamo già discusso settimane fa in scambi di mail mie, di Luigi e Lau: fuori discussione che lo dobbiamo pretendere!

Quando ci si avventura in trattati temo che si vada sempre in un terreno minato, spero non un "pantano" come tu lo chiami, ma temo spinoso: e inciso, troppi di noi siamo digiuni sul terreno giuridico. Temo che non saremo noi in grado di individuare tutti i trabocchetti.

Mi stupisce molto che non metti nelle tue considerazioni come prioritaria la questione dell'Art. 18 del Draft Treaty, che io denunciai nelle prime osservazioni di getto, e su cui Lau ha fatto una controproposta. A me sembra una delle cose più gravi! Confesso che non ho ben capito la proposta di Lau, ma questo è secondo me un punto cruciale da affrontare. Certamente a New York (ma spero ben prima) la IALANA farà una proposta su questo. Insisto che la collaborazione tra pacifisti e giuristi (pacifisti) è secondo me fondamentale, per tradurre le istanze pacifiste in termini giuridici formulati correttamente e tali da prevenire pericoli di trabocchetti.

Rimane anche il punto, giustamente ricordato da Luigi, di inserire in qualche modo una definizione di dispositivo nucleare esplosivo diverso da quello negli attuali trattati, più generale, che non faccia riferimento solo alla fissione, ma per lo meno anche alla fusione (vedi National Ignition Facility USA e Megajoule francese).

Il rimpianto Emilio Del Giudice ci spiegava l'uso della "fusione fredda" per ordigni nucleari, io ero piuttosto d'accordo con lui (ma devo ammettere che non ne so abbastanza, quando non sono più che certo di una cosa, mi fermo). Temo che sia fuori dalla realtà porre questo problema in questa sede. 
Comunque non credo si possa prevedere quali scoperte o innovazioni verranno fatte nei prossimi decenni: dobbiamo essere più lungimiranti possibile.

Concludo. Tutto il taglio che è stato dato al Draft Treaty in generale più ci penso e meno mi convince. Anche in questo caso temo - come denunciava Luigi per l'Advisory Opinon della Corte Internazionale del 1996 - che gli Stati Nucleari, se non partecipano, non stiano alla finestra, ma usino tutti gli strumenti per condizionare il Trattato che verrà fuori!

Cerchiamo comunque di mettere a fuoco meglio e in maniera più organica i problemi, e di individuare delle priorità.

Un saluto

Angelo

Il giorno 24 maggio 2017 19:11, alfonsonavarra at virgilio.it <alfonsonavarra at virgilio.it> ha scritto:

IL "BANDO ATOMICO" PROPOSTO DALLA GOMEZ E' UNA NUCLEAR FREE ZONE GLOBALE


di Alfonso Navarra (cell. 340-0736871)


Nel testo di "bando atomico"  (vedi sotto estratto riveduto e corretto) elaborato e diffuso il 22 maggio 2017 dalla presidente Gomez  per la sessione conclusiva della Conferenza ONU di New York, fissata  dal 15 giugno al 7 luglio pv, manca indubbiamente un punto fondamentale e lo faceva notare Luigi Mosca all'incontro che abbiamo organizzato il 23 maggio alla LOC di Milano: non c'è una chiara condanna della MINACCIA DELL'USO DELLE ARMI NUCLEARI.

La deterrenza nucleare in sé, a veder bene, non è additata come pericolo inaccettabile perché tutto il ragionamento della proposta Convenzione parte dai danni che può provocare la Bomba atomica quando viene usata (viola il diritto umanitario, cioè in sostanza il diritto che si deve seguire in tempo di guerra), non c'è un accenno alla orribile ma concreta possibilità della guerra nucleare per errore, che sussiste nel momento stesso in cui si predispone un arsenale atomico in funzione "dissuasiva".

Non c'è, allora, un punto di vista dell'Umanità minacciata, ma l'approccio è dei SINGOLI STATI, per il quale ciascun firmatario si impegna a non fare delle cose, ma può, guarda caso, recedere dal Trattato se, ad esempio, valuta che la sua sopravvivenza, anzi letteralmente, il suo "interesse supremo" è a rischio.

Quello che viene fuori dal testo mi sembra una Nuclear Free Zone globale, che riconosce la legittimità del Trattato di Non Proliferazione vigente e si affida alla sua organizzazione per il controllo e per le misure di salvaguardia (mentre per le attuali quattro NFZ continentali e semicontinentali esiste perlomeno un'organizzazione autonoma).

La debolezza culturale che, ad es. con il Seminario di Villar Focchiardo, individuammo a suo tempo - l'umanità quale popolo globale deve imporre dei limiti alla sovranità degli Stati che non possono agire contro il suo diritto alla sopravvivenza -  rischia di portare il movimento disarmista mondiale in un pantano: quello di perdere tempo ed energie sull'interpretazione autentica di un testo debole, una rete di norme piena di buchi da cui gli squali nucleari, imponendo il semplice stato di fatto, potranno sfuggire con tutta facilità.

E non si tratta solo del buco, bene individuato e riempito da Luigi Mosca, che manca la definizione scientifica di arma nucleare!

La società civile internazionale si sforzerà di sostenere che la deterrenza nucleare legittimata dal TNP è da considerarsi fuori legge.

Le potenze nucleari diranno invece che proprio la Convenzione antinucleare ribadisce l'autorità del TNP e quindi il loro legittimo (al momento) oligopolio atomico nella misura in cui alla cornice stessa del TNP si danno (ambiguamente -ndr)  le chiavi del controllo giuridico della Convenzione.

Si farà riferimento, in particolare da parte di USA e Russia, alla premessa e all'articolo 19 della Convenzione.

La premessa riafferma "l'importanza fondamentale del Trattato sulla non proliferazione delle Armi nucleari come pietra angolare della non proliferazione nucleare internazionale".

Nell'articolo 19 si ribadisce che "la presente Convenzione non pregiudica i diritti e gli obblighi degli Stati Parti nel quadro del trattato sulla non proliferazione delle armi nucleari".

Quale interpretazione prevarrà?

Avanzo una previsione: concettualmente quella della società civile (pur con le mani legate dietro la schiena con la rinuncia al diritto dell'Umanità a non essere minacciata dalla deterrenza); ma praticamente - ed è ciò che più conta - quella delle potenze nucleari, come già oggi si verifica con le NFZ.

Come sapete, sono in procinto di partire per la Conferenza di New York, in rappresentanza dei “Disarmisti esigenti” (www.disarmistiesigenti.org), accreditato da WILPF Italia. Dovrebbero, a mio parere, ma aspetto le osservazioni e le proposte di coloro che da anni seguono tutto il percorso che ha portato alla speranza di New York, essere proposti i seguenti emendamenti, al testo redatto dalla Gomez, pur consapevoli che, al momento, vanno oltre la cultura "sovranista" imperante all'ONU:

1- il riferimento alla deterrenza nucleare come concezione e sistema costituente una minaccia INACCETTABILE per l'Umanità proprio perché non può garantirci dallo scoppio di una guerra nucleare non intenzionale;

2- lo stabilire NERO SU BIANCO che sicuramente il detenere, ma anche il solo preparare un'arma nucleare, costituisce un CRIMINE CONTRO LA PACE E CONTRO L'UMANITA' (nel senso culturale nuovo di attentato alla sopravvivenza della specie umana: ma disgraziatamente non esiste la fattispecie giuridica di attentato alla sopravvivenza – ed alla dignità (sto studiando un appello No Cyborg) - della specie umana in quanto tale);

3- il TNP è riconosciuto nel suo obiettivo se si dà una scadenza nella sua attuazione del disarmo nucleare: diciamo 20 anni, magari con immediato passaggio intermedio allo stadio della "deterrenza sufficiente", tipo quella messa in atto dalla Cina. 

4- gli Stati firmatari si impegnano a studiare delle SANZIONI contro gli Stati che, firmatari o meno, non provvedessero a muoversi in direzione del dissolvimento della deterrenza con la logica eliminazione delle armi nucleari.

  


 
"Draft Convention on the Prohibition of Nuclear Weapons", documento A/CONF.229/2017/CRP.1. (estratto. Per scaricare l'originale: http://www.icanw.org/wp-content/uploads/2017/05/DraftTreaty.pdf )


Gli Stati parte della presente Convenzione
(...)
Basandosi sui principi e le regole del diritto umanitario internazionale,
soprattutto il principio che non c'è per le parti di un conflitto armato il diritto a scegliere mezzi illimitati, che prescindano ad esempio dal danno all'ambiente naturale che può essere procurato, sino a pregiudicare la salute o la sopravvivenza della popolazione;
Dichiarando che qualsiasi uso di armi nucleari sarebbe contrario alle regole di Diritto internazionale applicabili nei conflitti armati e in particolare ai principi e alle regole del diritto umanitario;
(...)
Tenendo presente che il divieto di armi nucleari sarebbe un importante contributo al disarmo nucleare globale;
Sottolineando la necessità urgente di ottenere ulteriori misure efficaci di disarmo nucleare per facilitare l'eliminazione dagli arsenali nazionali delle armi nucleari;
(...)
Riaffermando l'importanza fondamentale del Trattato sulla non proliferazione delle Armi nucleari come pietra angolare della non proliferazione nucleare internazionale;
(...)
Sottolineando il ruolo della coscienza pubblica nell'avanzamento dei principi di umanità, come dimostrano gli sforzi intrapresi per l'eliminazione totale delle armi nucleari da parte di numerose ONG e dagli hibakusha;
hanno convenuto su quanto segue:
Articolo 1 - Obblighi generali
1. Ciascuno Stato Parte in nessun caso dovrà mai:
A) sviluppare, produrre, altrimenti acquisire, possedere o depositare armi nucleari o altri dispositivi nucleari esplosivi;
(B) trasferire direttamente o indirettamente a qualsiasi destinatario armi nucleari o altri esplosivi nucleari, nè dispositivi collegati al loro controllo;
(C) Ricevere direttamente o indirettamente il trasferimento o il controllo di armi nucleari o di altri Dispositivi nucleari esplosivi;
D) Usare armi nucleari;
E) eseguire qualsiasi esplosione di prova di armi nucleari o qualsiasi altra esplosione nucleare;
(F) Assistere, incoraggiare o indurre, in qualsiasi modo, chiunque a impegnarsi in qualsiasi attività vietata a norma della presente Convenzione;
(G) richiedere o ricevere assistenza in qualsiasi modo da chiunque per impegnarsi in qualsiasi attività vietata a norma della presente Convenzione.
2. Ciascuno Stato Parte si impegna a vietare e impedire nel proprio territorio o in qualsiasi luogo sotto la sua giurisdizione o controllo:
A) qualsiasi installazione o diffusione di armi nucleari o di altri Dispositivi nucleari esplosivi;
(B) qualsiasi esplosione di prova di armi nucleari o qualsiasi altra esplosione nucleare.


Articolo 2 - Dichiarazioni
1. Ciascuno Stato Parte sottopone al Segretario Generale delle Nazioni Unite, entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore della presente Convenzione, una dichiarazione che attesti se ha prodotto, posseduto o altrimenti acquisito Armi o altri dispositivi nucleari esplosivi dopo il 5 dicembre 2001.
2. Il segretario generale delle Nazioni Unite trasmette tutte queste dichiarazioni ricevute agli Stati parte.
Articolo 3 - Misure di salvaguardia
Ciascuno Stato Parte si impegna ad accettare salvaguardie, al fine di prevenire la Diversione dell'energia nucleare da usi pacifici alle armi nucleari o ad altri Dispositivi nucleari esplosivi, come previsto nell'allegato della presente Convenzione.


Articolo 4 - Misure per gli Stati che hanno eliminato le loro armi nucleari
1. Ciascuno Stato Parte che ha fabbricato, posseduto o altrimenti acquisito armi nucleari o altri dispositivi esplosivi nucleari dopo il 5 dicembre 2001, eliminando del tutto tali armi o dispositivi esplosivi prima dell'entrata in vigore della Convenzione stessa, si impegna a cooperare con l 'Agenzia internazionale per l' energia atomica ai fini di verifica della completezza del suo inventario di materiale nucleare e di installazioni nucleari.
(...)


Articolo 5 (riassunto) - Misure per situazioni non contemplate dall'articolo 4
Proposte di ulteriori misure efficaci relative al disarmo nucleare, tra cui
Disposizioni per l'eliminazione verificata e irreversibile di qualsiasi arma nucleare rimanente
possono essere esaminati nelle riunioni degli Stati Parte o in Convegni di revisione.
La conferenza può concordare protocolli aggiuntivi che saranno adottati e allegati alla
Convenzione in conformità delle sue disposizioni.


Articolo 6 (riassunto) - Assistenza
1. Ciascuno Stato Parte in grado di farlo deve riguardare gli individui colpiti dall'uso o la sperimentazione di armi nucleari nelle zone sotto la sua giurisdizione o controllo, conformemente alla legge internazionale applicabile sui diritti umani (...)
2. Ciascuno Stato Parte contaminato a seguito di attività relative alla sperimentazione o all'uso di armi nucleari o di altri dispositivi nucleari esplosivi ha il diritto di richiedere e di ricevere assistenza nei confronti del risanamento ambientale delle aree così contaminate.
3. Tale assistenza può essere fornita, tra l'altro, attraverso il sistema delle Nazioni Unite, le Organizzazioni o istituzioni internazionali, regionali o nazionali, le Organizzazioni o istituzioni non governative, o su base bilaterale.
Articolo 7 - Attuazione nazionale
1. Ciascuno Stato Parte adotta, conformemente ai suoi procedimenti costituzionali, la Convenzione e le Misure necessarie per attuare gli obblighi derivanti dalla presente Convenzione.
2. Ciascuno Stato Parte prende tutte le opportune misure legali, amministrative e di altro tipo, tra cui l'imposizione di sanzioni penali, per prevenire e sopprimere qualsiasi attività vietata a norma della presente Convenzione intrapresa da persone o territori sotto la sua giurisdizione o controllo.
Articolo 8 - Cooperazione internazionale
1. Ciascuno Stato Parte collabora con altri Stati Parti per facilitare la cooperazione nell' Attuazione degli obblighi della presente Convenzione.
2. Nell'adempimento degli obblighi derivanti dalla presente Convenzione, ciascuno Stato Parte ha il diritto di cercare e ricevere assistenza.


Articolo 9 (riassunto) - Incontri degli Stati Parte
1. Gli Stati parte si riuniscono regolarmente per esaminare e, se necessario, prendere decisioni riguardo a qualsiasi questione riguardo all'applicazione o all'attuazione della presente Convenzione.
2. La prima riunione degli Stati parti è convocata dal segretario generale delle Nazioni Unite entro un anno dall'entrata in vigore della presente convenzione. Ulteriori riunioni degli Stati parti sono convocate dal Segretario generale ONU su base biennale, salvo diversa convenzione degli Stati Parti.
3. Dopo un periodo di cinque anni a decorrere dall'entrata in vigore della presente Convenzione, gli Stati Parte possono decidere di convocare una conferenza per esaminarne l'efficacia riguardo l'obiettivo della effettiva eliminazione delle armi nucleari.
4. Stati che non fanno parte di questa Convenzione, nonché delle Nazioni Unite, altre pertinenti Organizzazioni o istituzioni internazionali, organizzazioni regionali, internazionali, Il Comitato della Croce Rossa e le organizzazioni non governative pertinenti sono invitate a partecipare alle riunioni degli Stati Parti e alle Conferenze di Riesame come osservatori.


Articolo 10 (riassunto) - Costi
1. I costi delle riunioni degli Stati parti e delle Conferenze di riesame sono sostenuti dagli Stati partecipanti e dagli Stati non partecipanti alla presente Convenzione.
2. I costi sostenuti dal segretario generale delle Nazioni Unite ai sensi dell'articolo 2 della presente Convenzione sarà a carico degli Stati parti.


Articolo 11 - Emendamenti - Articolo 12 - dispute: omissis


Articolo 13 - Universalità
Ciascuno Stato parte incoraggia gli Stati che non sono parte di questa Convenzione a ratificare, accettare, approvare o aderire alla presente Convenzione, allo scopo di procurare l'adesione di tutti Stati della presente Convenzione.
Articolo 14 - Firma
La presente Convenzione è aperta alla firma a tutti gli Stati prima della sua entrata in vigore.
Articolo 15 - Ratifica
La presente convenzione sarà sottoposta alla ratifica da parte degli Stati firmatari.
Articolo 16 - Entrata in vigore
La presente Convenzione entrerà in vigore 90 giorni dopo il momento del deposito presso il depositario del quarantesimo strumento di ratifica, accettazione, approvazione o adesione.
Articolo 17- Riserve
Gli articoli della presente Convenzione non sono soggetti a riserve.
Articolo 18 - Durata
1- La presente Convenzione è di durata illimitata.
2. - Ciascuno Stato Parte, nell'esercizio della propria sovranità nazionale, ha il diritto di recedere dalla Convenzione se decide che eventi straordinari, relativi all' Oggetto della presente Convenzione, hanno compromesso gli interessi supremi del suo paese.
Deve notificare tale ritiro a tutte le altre Parti della Convenzione e al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite tre mesi prima.
Articolo 19 - Rapporti con altri accordi
La presente Convenzione non pregiudica i diritti e gli obblighi degli Stati Parti nel quadro del trattato sulla non proliferazione delle armi nucleari.
Articolo 20 - Depositario
Il segretario generale delle Nazioni Unite è designato come Depositario della presente Convenzione.
Articolo 21 - Testi autentici
I testi arabi, cinesi, inglese, francese, russo e spagnolo della presente Convenzione sono ugualmente autentici.
Annesso - Misure di salvaguardia (riassunto)
1. Le procedure per le salvaguardie previste dall'articolo 3 sono rispettate in riferimento al materiale fissile , sia che sia prodotto, trasformato o usato in una qualsiasi grande centrale nucleare sia al di fuori di tale struttura. Le garanzie richieste dall'articolo 3 si applicano a tutti i materiali fissili in tutte le attività nucleari pacifiche nel territorio di tale Stato.
(...)
3. Ciascuno Stato Parte si impegna a non fornire,senza rispettare le procedure previste dal TNP, materiali fissili, oppure Attrezzature o materiali appositamente progettati o preparati per la trasformazione, l 'uso o la produzione di speciale materiale fissile per scopi pacifici.


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