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[Ecologia] Scienza & Coscienza







Si può fare ecologia, climatologia, demografia,
senza contestualmente occuparci di democrazia?
Può la specializzazione autorizzarci ad ignorare
i sistemi statali in cui gli umani si muovono?




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  Scienza & Coscienza
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Nelle menti delle persone avvedute, che avessero guadagnato (col proprio lavoro o con un'umiltà che avesse permesso loro di considerare il lavoro altrui) alcune importanti consapevolezze (cioé che: pur la democrazia necessitando di una forma complessa di Stato, il mandato pro tempore nel Potere Legislativo è certo una condizione senza la quale essa non può sussistere, il voto, elettorale o referendario, essendo più frutto di tale temporaneità che fondamento della democrazia; di conseguenza, essendo tre i poteri dello Stato, tutti e tre devono basarsi su mandati temporanei, gli assunti con concorso pubblico dovendo restituire al popolo impieghi, poteri e redditi esattamente come fanno gli eletti con voto, pena la non esistenza di uno Stato di democrazia completamente realizzata), sorgono inevitabili domande:

- può l'assenza a tutt'oggi di un reale Stato di democrazia, persino nei Paesi più culturalmente avanzati al mondo, non aver compromesso il buon andamento delle cose?

- gli scienziati, che fan politica spingendo i governi verso certe direzioni, possono non impegnarsi per portare a compimento democrazie ancora così appena abbozzate?

- possono gli scienziati affrontare temi così delicati, come la questione demografica, il cambiamento climatico, disinteressandosi dell'arretratezza dei nostri Stati?

Che considerazione si può avere di ricercatori e scienziati che, se si tratta di parlare del tempo che fa, sanno sbracciarsi fino a divenire pedanti ma, se si tratta di fornire alle società una organizzazione all'altezza delle conoscenze scientifiche, li si ode fischiettare e li si vede correre in tutt'altra direzione che quella giusta?

Come possono, cervelli di un acume tale da scoprire cose inimmaginabili per i normo-cerebrati, cedere laddove è così facile trovare magagne? Se i poteri dello Stato sono tre, amministrativo, giudiziario, legislativo, se quest'ultimo non può far a meno della temporaneità dei suoi addetti, perché gli altri due non sono parimenti democratici?

Può la specializzazione giustificare questo comportamento di grande sensibilità per certe cose e di totale indifferenza per altre? Può un cervello girar bene su una pista e rimaner immoto su di un'altra? La specializzazione, è vero, tende a trasformare chi la segue in un "idiot savant". Ma si può divenire idioti fino a questo punto? Non è forse dovere di ogni essere umano rimanere tale, continuare a perseguire una "wholeness", una organicità di visione, una maturità, nonostante la fissazione specialistica?

Anche da un punto di vista costituzionale e giuridico come si può accettare venga dato a vita un bene comune, una comproprietà, una multiproprietà come il Pubblico Impiego, quindi l'intero Potere Amministrativo e Giudiziario? Lo stesso nostro impianto di leggi esige che una proprietà collettiva (com'è appunto la Res Publica) non può essere data a vita pena la perdita del proprio stesso carattere: pena la perdita della possibilità di fruizione da parte di altri aventi diritto. Nel caso si fosse agito in tal avventato modo senza avvertire preliminarmente i legittimi proprietari (nel nostro caso i cittadini) della grave perdita che essi avrebbero subito, l'atto di cessione di un bene comune non può che essere considerato nullo a tutti gli effetti. Ebbene: lo stesso non può che essere per la cessione a vita di un pubblico impiego.

Se, quando si tratta di pagar tasse, noi siamo lo Stato, dobbiamo considerarci lo Stato anche quando si tratta di assegnar poteri. E non è quello legislativo l'unico potere. Anzi, per i cittadini e le persone per bene, modeste, che vogliono dar loro qualcosa al Paese invece di prendere, imporre e vietare, son ben più importanti gli altri due poteri, sarebbe a dire quelli concessi tramite il Pubblico Impiego. "... E' compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese ...". Così fu scritto, profeticamente, sulla Costituzione Italiana. Oggi è tempo di realizzare quell'ideale.

Abbiamo, sì, settant'anni di ritardo ma il ritardo non è mai grave quanto l'abbandono.

Il primo del prossimo mese ricomincio a digiunare per continuar a fare la mia piccola parte. Se qualcuno vuole aggiungersi, non potrò non gioire vedendo che l'Italia inizia a rinascere.


Danilo D'Antonio
Monti della Laga

http://dantonio.tk

Civilmente, legalmente, pacificamente,
rendiamo democratico l'intero Pianeta!

STATO DEMOCRATICO: APERTO E PARTECIPATO
http://Stato-Democratico.tk/


(*) Attenzione: il digiuno è una bella pratica ma
non è per tutti e comunque prima bisogna informarsi.
Non avventuratevi senza tutti i necessari preliminari.