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[Ecologia] Cansiglio non si vende:Digiuno dal 9.9, Festa il 17.9



Il Cansiglio è nuovamente in forte pericolo, purtroppo questo accade periodicamente ed il nostro non è un allarmismo infondato.

Trenta anni fa e per oltre 25 anni, il pericolo più grosso è stato il collegamento con impianti per lo sci da discesa tra il Pian Cavallo ed il Cansiglio veneto : un primo impianto avrebbe poi dato il via alla creazione del comprensorio Sciistico del Cavallo-Cansiglio che avrebbe snaturato per sempre un paesaggio rimasto pressoché intatto per millenni.

Ora invece il pericolo incombente è la vendita delle proprietà regionali, il cosiddetto demanio, a cominciare dall’ex albergo San Marco e non dobbiamo farci ingannare dalla apparente trascurabilità di questo evento: è vero che il San Marco è un rudere, è anche vero che la sua rimessa in funzione come struttura alberghiera potrebbe rivitalizzare un

po’ l’economia locale, ma a questa prima cessione al privato è più che ragionevole sospettare che molte altre parti del Cansiglio verranno messe in vendita: il San Marco venduto sarebbe la rottura di un principio, cioè della inalienabilità del Cansiglio, che dura da oltre 1000 anni. Ma non si tratta nemmeno di difendere un principio: col

Cansiglio interamente pubblico si può sperare di andare avanti con una selvicoltura sempre meno di sfruttamento economico e sempre più naturalistica, si può sperare che la Foresta diventi un’area naturale protetta, ad esempio una Riserva Regionale, oppure che sia accettata la sua designazione a Riserva della Biosfera Unisco, ma se vincerà la privatizzazione si parlerà solo di economia, di soldi, di sfruttamento a costo di qualsiasi sacrificio ambientale, come ora sta avvenendo per le colline del Prosecco.

Ecco perché inizieremo il digiuno a catena da sabato 9 settembre ed ecco perché ci ritroveremo nel maggior numero possibile domenica 17 settembre in Cansiglio, grazie all’aiuto degli amici di Radio Gamma 5, per tentare il salvataggio in extremis di questo grande patrimonio storico e naturalistico, visto che proprio in settembre partirà il quarto ed ultimo bando per la vendita del San Marco che, in caso di assenza di acquirenti, permetterà alla regione di procedere a trattativa privata o addirittura alla cessione non onerosa purchè chi accetta la proprietà si impegni a rimettere in piedi l’albergo ristrutturandolo.

Noi non siamo d’accordo, lo abbiamo sempre detto, piuttosto che vendere solo per avere un albergo in più, ma con un costo ambientale altissimo oltre che una perdita storica e culturale, è meglio demolire e fare sparire ogni traccia del rudere attuale e ricreare al suo posto uno spazio verde.





Allegato Rimosso