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centrali elettriche il carbone ci costerà caro



dalla  Repubblica
20-11-04,

La riconversione di Civitavecchia e Montalto di Castro riaccende le proteste
degli ambientalisti

La battaglia delle centrali Il carbone ci costerà caro

ANTONIO CIANCIULLO


ROMA - Il fabbisogno energetico aumenta e i vincoli ecologici si fanno più
severi: servono centrali efficienti e a basso impatto ambientale. Ma le
risse locali paralizzano la costruzione di nuovi impianti e l' inquinamento
cresce. Colpa, sostiene Ermete Realacci, presidente onorario di Legambiente,
di una politica energetica che «insegue una strategia vecchia, non investe
in tecnologia avanzata ed è incapace di scelte di largo respiro». A
scatenare le polemiche è il progetto di rilanciare il carbone, un
combustibile fossile ad alto contenuto di carbonio, proprio l' elemento che
esaspera l' effetto serra rischiando di modificare in maniera drammatica il
clima. La riconversione a carbone delle centrali Enel di Civitavecchia e di
Montalto di Castro ha scatenato un' ondata di proteste da parte dei comitati
locali e del fronte ambientalista anche perché, come ha denunciato Giuseppe
Fioroni, dell' esecutivo della Margherita, la situazione sanitaria dell'
area interessata è già critica per l' alta percentuale di tumori, leucemie e
patologie infantili come l' asma. L' Enel risponde alle accuse sostenendo
che i valori delle emissioni saranno ben al di sotto di quelli previsti
dalle normative che entreranno in vigore nel 2008: «Le nuove tecnologie
adottate e la riduzione della taglia (da 2640 a 1980 megawatt) consentiranno
di abbattere tutte le emissioni. Il nuovo impianto ridurrà tra il 60 e l' 80
per cento la produzione di polveri sottili, di anidride solforosa e di
ossidi di azoto. Anche la produzione di anidride carbonica, nonostante il
cambio di combustibile, sarà ridotta di circa il 18 per cento». Questi dati
vengono contestati dagli ambientalisti e dall' opposizione. «Il punto è che
l' Enel ottiene vantaggi economici dalla riconversione a carbone», obiettano
Realacci e Fioroni. «Ma il meccanismo funziona solo perché i costi vengono
scaricati sui cittadini. Da una parte l' ente elettrico risparmia mantenendo
in vita centrali obsolete, dall' altra i mancati investimenti in innovazione
impediscono di raggiungere gli obiettivi di Kyoto, cioè la riduzione delle
emissioni serra. Questo giochetto costerà molto caro al paese». Sulla stessa
linea Gianni Silvestrini, direttore del Kyoto Club: «L' Italia sarà
costretta a comprare all' estero i crediti di carbonio che non riesce a
ottenere in casa. Ci troveremo costretti a pagare una tassa valutabile
attorno ai 5 miliardi di euro». Il paradosso è che l' accelerazione sul
carbone fa finire in secondo piano una tecnologia matura come le centrali a
metano a ciclo combinato. Dai calcoli di Pippo Onufrio, presidente dell'
Issi (Istituto sviluppo sostenibile Italia) risulta che costruendo una
centrale a ciclo combinato si ottiene il 55 per cento di anidride carbonica
in meno rispetto a quella emessa da un' analoga centrale a carbone. Poiché
in base al protocollo di Kyoto le emissioni di anidride carbonica costano,
si avrà dunque una spesa pubblica supplementare dello stesso ordine di
grandezza del vantaggio ricavato dall' Enel. A completare il quadro dell'
accusa è arrivato un verdetto autorevole. Un comitato formato da esperti del
Cnr, del Politecnico di Milano e dell' Arpa Lombardia ha analizzato le
emissioni di polveri sottili di tre centrali a gas a ciclo combinato: due in
Lombardia (Cassano d' Adda e Turbigo) e una in Emilia Romagna (Porto
Corsini). Le emissioni di polveri primarie sono risultate pari a 15
microgrammi per metro cubo in Lombardia e a 63 microgrammi per metro cubo
nella centrale di Ravenna (l' areosol marino fa la differenza): un livello
di emissioni cento volte più basso di quello al quale sono osservabili
effetti sanitari. Non basta: nella pianura padana le polveri sottili
viaggiano attorno ai 40 - 80 microgrammi per metro cubo, con punte molto
superiori. Dunque l' aria che esce dalle centrali a ciclo combinato è più
pulita dell' aria che entra.