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clima la salvezza è nei rifiuti



La Repubblica
10-11-04,

Alla fiera di Rimini 'Ecomondo' gli esperti mettono in campo una nuova
speranza contro l' allarme ambientale. Ma occorre incentivare il 'riuso'
Clima, la salvezza è nei rifiuti Il riciclo abbatte i gas serra
In Italia i valori dello smaltimento sono costanti, in molti paesi europei
calano

ANTONIO CIANCIULLO

RIMINI - La firma di Putin ha posto il suggello definitivo sul protocollo di
Kyoto, che entrerà automaticamente in vigore all' inizio del prossimo anno.
Gli impegni per la riduzione dei gas serra sono dunque diventati
improrogabili e chi è in ritardo deve trottare. Forse anche per questo la
proposta spuntata ad Ecomondo, la fiera di Rimini sul recupero di materia e
di energia, ha trovato particolare attenzione. L' idea è semplice: far
scendere in pista un nuovo corridore. Accanto all' industria (che ha dato le
prove più convincenti), alla mobilità (disastrosa) e alla casa (prestazioni
mediocri) è spuntato un altro concorrente in grado di far scendere le
emissioni serra che minacciano la stabilità del clima: la spazzatura. «In
Italia», calcola Duccio Bianchi, direttore dell' istituto di ricerca
Ambiente Italia, «lo smaltimento dei rifiuti genera più di 13 milioni di
tonnellate di anidride carbonica l' anno, cioè il 2,4 per cento delle
emissioni nazionali. Si tratta di un valore in linea con l' Europa, ma
mentre in molti altri paesi dell' Unione queste emissioni sono in calo, in
Italia restano costanti». Per correggere la rotta la soluzione più semplice
è migliorare il quadro esistente. «Sommando il recupero energetico del
biogas, la riduzione della quantità totale di discariche decisa dalla Ue e
una migliore raccolta differenziata si può arrivare a un buon 10 per cento
dell' obiettivo di riduzione di gas serra che l' Italia ha di fronte»,
valuta il direttore generale del ministero dell' Ambiente Corrado Clini. Ma
accanto a questa possibilità, immediatamente disponibile, se ne comincia a
profilare un' altra, ancora più interessante dal punto di vista ambientale
perché legata al risparmio dei materiali e al riuso (le due priorità
indicate dall' Unione europea nel decalogo per il buon trattamento dei
rifiuti). Si tratta di affinare il «metro» per calcolare il peso esatto
delle emissioni serra evitate grazie a risparmio, riuso e riciclo in modo da
garantire un vantaggio economico a chi lavora nella direzione giusta: un
meccanismo analogo agli incentivi per le energie rinnovabili. Secondo Clini
questa mossa potrebbe comportare un vantaggio analogo al precedente. Il che
farebbe dei rifiuti un pacchetto che vale un quinto dell' obiettivo di
riduzione totale. Dai primi dati prudenziali citati dal direttore del Conai
(Consorzio obbligatorio per il recupero degli imballaggi) Giancarlo Longhi,
risulta che per ogni tonnellata di acciaio riciclato si risparmiano 1,5
tonnellate di anidride carbonica, per ogni tonnellata di alluminio se ne
risparmiano 9, per ogni tonnellata di carta 0,6, per ogni tonnellata di
legno 1, per ogni tonnellata di plastica 0,5 e per ogni tonnellata di vetro
0,3. Al 2008 l' industria del riciclo degli imballaggi varrà 4,8 milioni di
tonnellate di anidride carbonica evitata, cioè circa un centesimo delle
emissioni serra nazionali. Ma gli imballaggi rappresentano solo una piccola
frazione dei rifiuti in gioco (5 milioni di tonnellate su un totale di circa
80-100 milioni) e per allargare lo scenario virtuoso all' intero settore la
strada appare lunga. Secondo Massimo Ferlini, direttore dell' Osservatorio
nazionale sui rifiuti, oggi va in discarica l' 80 per cento dei rifiuti, se
ne brucia il 9 per cento e solo l' 11 per cento dei materiali viene
recuperato. è già un disastro, ma il futuro si annuncia peggiore: da un lato
la Ue punta al dimezzamento delle discariche entro il 2050, il che per l'
Italia comporta una rivoluzione di cui non si vedono neppure le premesse;
dall' altro è prevista una crescita del 43 per cento dei rifiuti urbani in
25 anni, come dire che il problema reso oggi insolubile dalla mancanza di
scelte coerenti andrà crescendo a velocità esponenziale. Come uscire da
questa trappola riducendo gli sprechi e le emissioni serra? Occorrerebbe
allargare la quantità di merci e di servizi che entrano nel circuito
virtuoso del risparmio e dell' uso efficiente. Una prima indicazione in
questo senso viene dalla stessa Ecomondo che ha scelto di diventare la prima
fiera carbon neutral. Grazie a un accordo con AzzeroCo2, la società creata
da Kyoto Club, Ambiente Italia e Legambiente, le 300 tonnellate di anidride
carbonica prodotte dai 44 mila visitatori, dagli 860 espositori, dai 900
relatori e dai 255 giornalisti sono state azzerate: verranno compensate
comprando impianti di energia rinnovabile nelle aree più povere del pianeta.