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PRIVATIZZAZIONE POSTE - FERMIAMOLI



Partito Umanista - Comunicato
Roma, 24 febbraio 2005

PRIVATIZZAZIONE POSTE
FERMIAMOLI

La dichiarazione del signor Berlusconi sull'intenzione di privatizzare le Poste Italiane non ci meraviglia affatto. Per questo signore il valore del bene comune non esiste affatto.

Un nuovo affare per il signor Berlusconi? O il signor Berlusconi deve rispettare qualche promessa fatta in campagna elettorale? Comunque sia, il risultato è lo stesso: un altro bene comune, di tutti i cittadini e al servizio di tutti i cittadini, viene messo all'asta.
Non a caso tutto ciò avviene dopo un lungo periodo di ristrutturazione delle Poste Italiane, pagato da tutti i cittadini, e che ha rilanciato il servizio. Ora che questo periodo di rinnovamento volge alla conclusione e che stanno cominciando ad affiorare i risultati di questo processo di modernizzazione, proprio ora che milioni di italiani stanno ricominciando ad affidare i propri risparmi alle Poste Italiane, è giunto il momento per il signor Berlusconi, che di affari se ne intende, di vendere.  

Come la sanità, l'istruzione e altri servizi pubblici come quelli deputati all'erogazione di acqua, gas ed elettricità, le Poste devono rimanere un servizio per tutti i cittadini e non un'altra occasione di guadagno e di speculazione.

Giù le mani, Berlusconi.

      
Carlo Olivieri
Segreteria Stampa Nazionale
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