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il diritto alla buona acqua



Giorgio Nebbia
Professore emerito di Merceologia, Università di Bari
http://www.entilocalipace.org/
L'ACQUA: QUATTRO LINEE D'AZIONE

Giorgio Nebbia, dal sito
www.entilocalipace.org
La vita è nata nel mare e per 3,2 miliardi di anni è rimasta esclusivamente
marina, fino a 245 milioni di anni fa, epoca in cui l'atmosfera si arricchì
di ossigeno favorendo lo sviluppo di forme di vita esterna ai mari.
Chiamiamo il nostro pianeta "Terra", ma abbiamo scoperto che a guardarlo
dallo spazio il suo colore dominante è il blu dell'acqua, che infatti
rappresenta il 70% della sua superficie. L'acqua l'unica sostanza che esista
sia in forma solida (ghiaccio), sia in forma liquida (acqua), sia in forma
di vapore (nebbia). In genere ogni sostanza è più pesante nella sua forma
solida rispetto alla forma liquida. Nel caso dell'acqua avviene esattamente
il contrario: il ghiaccio è più leggero dell'acqua (e infatti rimane a
galla). (Ndr. Questo e gli altri incisi sono a cura della redazione)

Quanta acqua c'è ?

Come è ben noto, l'acqua è presente sulla Terra in quantità grandissime:
1.400 milioni di kilometri cubi, pari a 1.400 milioni di miliardi di
tonnellate. A titolo di confronto si pensi che l'ossigeno e l'azoto dell'
atmosfera terrestre (i gas ugualmente essenziali per la vita) pesano
 "appena" 5 milioni di miliardi di tonnellate; tutti gli esseri viventi,
vegetali e animali, esistenti sulla Terra pesano meno di 1milione di
miliardi di tonnellate; tutta la materia organica fissata e trasformata ogni
anno nei grandi cicli naturali sui continenti e negli oceani pesa appena 0,2
milioni di miliardi di tonnellate (espressa come biomassa secca) - e tutti
gli esseri umani pesano appena 0,3 miliardi di tonnellate

Acqua totale
Acqua dolce nel sottosuolo, fiumi, laghi, atmosfera
Precipitazioni totali annue
Precipitazioni annue sulle terre emerse
Portata annua dei fiumi
Produttività primaria netta annua Miliardi di tonnellate
1.400.000.000
11.000.000
500.000
100.000
40.000
200

La maggior parte dell'acqua sulla Terra è presente nei mari e negli oceani
sotto forma di soluzione salina con un contenuto di sali che rende l'acqua
inadatta per la vita vegetale e animale e per le attività umane. Le acque
dolci, cioè a basso contenuto salino, presenti nel sottosuolo ammontano ad
appena 11 milioni di miliardi di tonnellate e quelle dei fiumi e dei laghi
ad appena 0,13 milioni di miliardi di tonnellate.
In generale la quantità di acqua sul nostro pianeta rimane la stessa e muta
di stato attraverso il ciclo che la trasforma in liquido, vapore, ghiaccio.
L'acqua evapora per effetto del calore dei raggi del sole; forma le nuvole e
ricade nuovamente sulla terra sotto forma di pioggia o neve; per vie
sotterranee o seguendo il corso dei fiumi scorre verso i mari e riprende il
suo ciclo. Il 97,5% dell'acqua presente sul nostro pianeta è salata. Solo il
2,5% dell'acqua è dolce e si trova, per la maggior parte, sottoterra.

È da notare che l'irrisoria quantità localizzata in fiumi e laghi e quindi
potenzialmente disponibile (che pare tuttavia eccessiva quando un fiume
straripa e provoca inondazioni) è distribuita in modo ineguale sulla
superficie terrestre, infatti la maggior parte di essa è concentrato in
alcuni bacini: in Siberia, nella regione dei Grandi Laghi in Nord America,
nei laghi Tanganika, Vittoria e Malawi in Africa, mentre il 27% è costituita
dai cinque più grandi sistemi fluviali: il Rio delle Amazzoni, il Gange con
il Bramaputra, il Congo, lo Yangtze e l'Orinoco.
Un'analisi dei volumi d'acqua disponibili ogni anno ci permette di
constatare che essi sono estremamente variabili da regione a regione:

Spesso le risorse più importanti sono localizzate in luoghi distanti dai
centri urbani, pertanto esse, a causa degli elevati costi di trasporto dell'
acqua, non possono essere utilizzate per soddisfare la domanda (WMO-UNESCO,
1997). Inoltre, i valori assoluti non riflettono la reale disponibilità di
acqua per persona, in quanto i continenti sono differenti per superficie e
popolazione (Shiklomanov, 1998).

L'acqua è, per usare un termine tratto dall'ecologia, un "fattore limitante"
dello sviluppo. Anche in presenza di altri fattori (mano d'opera, capitale,
terra, minerali, risorse naturali) la scarsità o la mancanza di acqua
impedisce una vita domestica e urbana decente e moderna, l'agricoltura, l'
attività manifatturiere, il turismo.
Una parte dell'acqua, circa 500.000 miliardi di tonnellate all'anno, è
tenuta continuamente in moto da un ciclo di evaporazioni e condensazioni la
cui energia è fornita dal Sole. L'acqua che cade, in media, sulla superficie
delle terre emerse è circa 100.000 miliardi di tonnellate all'anno, una
quantità che corrisponde ad uno spessore di circa 0,7 metri (700 millimetri)
per ogni metro quadrato all'anno.
Sembrerebbe molto, ma non bisogna lasciarsi trarre in inganno: le
precipitazioni dipendono dalle condizioni geografiche e climatiche: in certe
zone dei continenti cadono anche 2.000 millimetri di acqua; in altre poche
decine di millimetri. In molte zone le precipitazioni sono intense, ma
concentrate in poche settimane o mesi dell'anno.
In un paese come l'Italia, nel Nord, nella valle attraversata dal grande
fiume Po e dai suoi affluenti, cadono circa 1.000 millimetri di pioggia all'
anno; nel Sud cadono circa 500 millimetri di pioggia all'anno. Eppure la
valle padana dista dalla Sicilia appena 1.000 kilometri.
L'evaporazione e le precipitazioni dell'acqua dipendono dall'intensità della
radiazione solare, ma anche dalle condizioni dei venti, dalla presenza di
vegetazione, dallo stato della superficie del suolo.

Benché apparentemente l'acqua sia una risorsa rinnovabile, le cui riserve
sono continuamente reintegrate attraverso il grande "ciclo naturale" dell'
acqua, in molte zone della Terra l'acqua è scarsa; in altre l'acqua è
abbondante, ma la qualità delle riserve viene continuamente peggiorata dagli
inquinamenti e la disponibilità di "acqua dolce", di buona qualità si fa
sempre più scarsa.
Tali attentati alle risorse idriche, tipico bene collettivo, sono una forma
di violenza: non c'è perciò da meravigliarsi se, per la conquista dell'acqua
vengono combattute guerre, proprio come per la conquista di altre materie
essenziali per la vita umana.
D'altra parte l'utilizzazione delle risorse di acqua dolce, dei fiumi e del
sottosuolo, a fini umani è possibile soltanto attraverso un progetto di
solidarietà : occorre che molte persone lavorino insieme per sollevare acqua
dai pozzi; regioni e Stati devono collaborare per regolare il flusso dei
fiumi ed evitare le alluvioni; e devono accettare regole comuni per
diminuire l'inquinamento che "distrugge" una parte dell'acqua adatta a fini
umani.
Per esempio l'eccessivo sfruttamento economico del suolo --- distruzione dei
boschi, agricoltura intensiva, eccessiva edificazione --- provoca
alterazioni e squilibri nel ciclo dell'acqua: diminuiscono le precipitazioni
e aumenta la richiesta di acqua per l'irrigazione e per le città.
Le comunità umane, allora, hanno bisogno di estrarre più acqua dal
sottosuolo, di "importare" acqua da zone lontane, sottraendola ad altre
comunità e ad altri usi; nello stesso tempo le attività agricole e urbane e
industriali generano crescenti quantità di scorie e rifiuti che vengono
immessi nei fiumi e nei laghi e che peggiorano la qualità delle acque
contenute nelle riserve da cui vengono estratte crescenti quantità di acqua.
Questa è una delle forme di violenza esercitata da alcune comunità umane nei
confronti dell'acqua e nei confronti di altri esseri umani: più domanda,
peggioramento della qualità, meno acqua disponibile, più richiesta di altra
acqua, sottratta ad altri.
Una prima linea di azione per combattere la violenza e suscitare un senso di
solidarieta', dovrebbe consistere nella diffusione della conoscenza del
"ciclo dell'acqua" non solo a livello planetario, ma anche a livello di
singole comunita' , di cittadini o di Stati.
Sarebbe così possibile diffondere la consapevolezza che certi interventi,
apparentemente "economici", nell'uso del suolo --- disboscamento,
cementificazione, eccessivo sfruttamento agricolo, eccessiva concentrazione
urbana --- fanno aumentare la richiesta dell'acqua e diminuire la
disponibilità di acqua e fanno peggiorare la qualità dell'acqua esistente.
Sarebbe così possibile costatare che, mentre i cittadini dei paesi
industrializzati sprecano acqua per annaffiare i giardini, i tre quarti
della popolazione mondiale deve andare a raccogliere la poca acqua
disponibile, spesso contaminata, per la propria alimentazione.

La violenza degli inquinamenti

Una seconda linea di azione riguarda la comprensione che i fenomeni di
inquinamento sono fonti di distruzione di acqua, di beni scarsi, e arrecano
danno, anzi violenza, agli altri.
"[...] Come noto, ogni metro cubo di acqua contaminata scaricata nei bacini
o flussi idrici naturali rende inutilizzabili da 8 a 10 m3 di acqua pura.
Ciò significa che la maggior parte delle regioni e delle nazioni del mondo
si trovano già oggi di fronte alla minaccia di un catastrofico impoverimento
qualitativo delle loro risorse idriche".
(Shiklomanov, 1998)
Gli inquinamenti provengono dalle attività di produzione delle merci e di
uso delle merci, quindi dipendono dalla quantità e dalla qualità delle merci
che attraversano la tecnosfera. Ogni processo di produzione e di uso
comporta l'immissione nell'ambiente di scorie, piu' o meno tossiche, i cui
corpi riceventi finali sono l'atmosfera oppure le acque.
L'inquinamento rappresenta una vera e propria forma di distruzione dell'
acqua; piccole quantità di agenti altamente tossici (per esempio i
pesticidi) dispersi nel suolo e da qui nelle falde idriche sotterranee,
possono contaminare, e quindi rendere inutilizzabili come acqua potabile,
grandissime riserve di acqua.

Legambiente : le sorgenti? Sono più inquinate dei fiumi
Il 97% di tutta l'acqua dolce presente sul pianeta si trova nelle falde dove
l'inquinamento è generalmente irreversibile poiché il tempo medio di rinnovo
completo è di 1.400 anni contro i soli 20 giorni dei fiumi: come dire che
ora stiamo ancora bevendo la pioggia caduta alla fine dell'impero romano.
Sfruttare la falda acquifera per rispondere alla sete di oggi, fa rilevare
il rapporto di Legambiente, significa sottrarre acqua alle generazioni
future. Ma si fa tranquillamente un pò dovunque: più del 95% della
popolazione rurale negli Stati Uniti estrae la propria acqua potabile dalle
falde sotterranee, in l'Asia dipende dalle falde il 30% del consumo
complessivo, mentre megalopoli come Città del Messico, Lima o Jakarta
utilizzano 100% acqua di falda.
A minacciare l'acqua fossile, secondo l'associazione ambientalista, è
soprattutto l'irrigazione agricola, cui va globalmente il 70% del prelievo
di pozzi e fiumi.
A rendere pericoloso l'utilizzo di acqua di falda è l'inquinamento "spesso
irreversibile" da agenti chimici, magari accumulati 30 o 40 anni fa. Così in
quasi tutti i continenti, i figli di chi ha gettato DDT sui campi se lo
ritrovano nel bicchiere. In alcune regioni indiane, come il Bengala, si
rilevano concentrazioni dell'insetticida di 4.500 microgrammi per litro,
migliaia di volte superiori ai livelli di sicurezza. Ma anche i nitrati,
sospetti di trasformazioni in grado di provocare tumori all'apparato
digerente, invadono le acque sotterranee: in Danimarca le concentrazioni
sono triplicate in 60 anni, in piu' del 15% dei campioni di acqua di falda
superficiali degli USA vi sono quantità tali (10 milligrammi per litro) da
provocare la cianosi, mentre nello Yucatan, regione forestale del Messico,
in più della metà dei pozzi si registrano livelli di 45 milligrammi litro.
(
http://www.mybestlife.com/ambiente/News/30032001_acqua.htm)
Una efficace azione di "difesa" delle acque contro gli inquinamenti
presuppone lo sviluppo di ricerca scientifica, di educazione domestica, l'
aumento della cultura industriale, per identificare come e' possibile
progettare merci meno inquinanti, come e' possibile usare meglio gli oggetti
della nostra vita quotidiana.
Anche qui il ruolo dell'informazione e dell'educazione e' primario: si
tratta di sollecitare nei cittadini, ma soprattutto nei ragazzi, una
migliore comprensione di tutto cio' con cui si viene a contatto, che si usa,
e di chiedersi, in ogni caso, "che cosa succede" della merce dopo l'uso, sia
essa un detersivo, o il cibo, come ciascuna merce viene trasformata durante
l'"uso", e dove vanno a finire i residui, o gli escrementi umani e animali,
o le scorie solide.
La violenza viaggia sul suolo

Si e' accennato prima che, nel grande ciclo naturale dell'acqua, ogni anno
circa 100.000 miliardi di tonnellate cadono sulle terre emerse; di quest'
acqua circa 60.000 miliardi di tonnellate evaporano e circa 40.000 miliardi
di tonnellate all'anno tornano al mare scorrendo sulla superficie dei
continenti.
La vita è divenuta possibile sulla Terra, apparentemente unico fra tutti i
corpi celesti, grazie alle proprietà chimiche e fisiche dell'acqua.
L'acqua e' continuamente in movimento; l'acqua precipita come pioggia e neve
sulle zone alte di ciascun paese e scorre lungo le valli verso il mare, da
dove riprende poi il ciclo di evaporazioni.
L'acqua di ciascun fiume, in questo suo continuo moto, sposta le particelle
e le sostanze disciolte del suolo da un posto all'altro, verso i fondo valle
e verso il mare.
Le molecole dell'acqua aderiscono alle molecole dei viventi e dei minerali,
penetrano nel suolo e, con l'energia di caduta, le gocce d'acqua disgregano
le rocce superficiali e ne trascinano i detriti verso il mare.
L'acqua è una molecola formata da due atomi di idrogeno uniti ad uno di
ossigeno legati fra loro da forze che possiamo chiamare "legami": l'atomo di
ossigeno lega - con un filo immaginario - un atomo di idrogeno da una parte
e l'altro atomo di idrogeno dall'altra parte formando un angolo di 104,5º-
(H-O-H).
Inoltre ciascun atomo è legato non solo con un "filo" all'atomo di ossigeno
della sua molecola, ma anche con "fili" più sottili e lunghi con gli altri
atomi di ossigeno delle molecole adiacenti. L'acqua è come un grande
aggregato in cui tutti gli atomi sono legati a quelli vicini con legami
"normali" e con "legami idrogeno", detti anche "ponti" di idrogeno. Questi
legami determinano "ordine" nelle molecole. Se non ci fossero l'acqua a
temperatura ambiente non sarebbe un liquido ma un gas con la conseguenza che
l'attuale forma di vita non esisterebbe sul nostro pianeta.
Questo fenomeno erosivo altera la capacita' ricettiva dei fiumi e dei laghi,
lascia alle spalle terre non più fertili e franose.
Inoltre l'acqua trascina e discioglie, nel suo moto, le sostanze inquinanti
e le scorie della biosfera e della tecnosfera verso il mare, grande
ricettore finale dell'acqua. L'erosione puo' essere contenuta mediante
opportune scelte nella localizzazione delle strade e degli edifici, nella
difesa e ricostruzione della copertura vegetale, degli alberi e della
macchia che trattengono le acque nel loro moto sulla superficie del suolo.
È questo un terzo campo di azione che presuppone l'educazione a guardare il
territorio alla luce del moto delle acque. Le continue alluvioni che
distruggono ogni anno, in tutto il mondo, terre fertili, strade, edifici,
ricchezza e vite umane, sono la conseguenza della crescente erosione del
suolo dovuta all'ignoranza dei cittadini e dei governanti.
La strada educativa dovrebbe mettere in evidenza il rapporto diretto fra
erosione e frane e alluvioni, fra cattivo uso del suolo e violenza contro le
vite e i beni altrui.

Acqua per che cosa ?

La scuola dovrebbe avere un ruolo fondamentale nell'informazione ed
educazione sui problemi della scarsità': quanta acqua viene usata? Da chi ?
Per fare che cosa? Come viene usata l'acqua? Come uso io l'acqua? Potrei
usarla diversamente ?
Per riconoscere quali usi sono essenziali e quali superflui bisognerebbe
perfezionare degli "indicatori" del valore dell'acqua, legati alla sua
scarsità. Si può per esempio parlare di un "costo in acqua" di un bene o di
un servizio, espresso in termini fisici, "naturali", come litri di acqua
necessaria per fare una doccia, per produrre un quintale di grano o di
patate o per allevare un maiale, per fabbricare un kilogrammo di zucchero o
di acciaio. Come nel caso di tutte le risorse scarse, "varrà" di più una
merce o un servizio che per essere prodotti hanno richiesto "meno" acqua per
unità di utilità umana prodotta.
Consumo di acqua m³/kg. (Tonnellate di acqua per un chilogrammo di prodotto)
Frumento:
Carne
Riso:
Semi di cotone:
Acciaio
Granoturco:
Carta
Automobile1-2 Tonnellate
circa: 5 Tonnellate
1-2 Tonnellate
2-10 Tonnellate
0,1-0,25 Tonnellate
1-2 Tonnellate
0,3 Tonnellate
0,03 Tonnellate
Un'industria dolciaria che occupa circa 3.500 operai, consuma circa 100.000
litri di acqua all'ora e scarica come residuo della lavorazione, dopo
opportuna depurazione, circa 70.000 litri/ora di acqua che è servita al
lavaggio degli stampi e delle macchine. Per una industria siderurgica con
circa 5.000 addetti, la richiesta di acqua equivale al fabbisogno di una
città con una popolazione di circa 420.000 abitanti.

Una quarta linea d'azione, sulla via della solidarietà, consiste nello
sviluppare forme di informazione ed educazione che spieghino bene che si
aiuta il prossimo se si sfruttano di meno i beni naturali, in primo luogo l'
acqua, che sono di tutti e che sono scarsi. L'eccessivo sfruttamento da
parte di alcuni è una forma di violenza; il contenimento dei consumi e' un
segno di solidarietà.
Il contenimento dei consumi non rende piu' poveri, anzi; esso richiede lo
sviluppo di ricerca scientifica e di innovazioni tecniche nell'irrigazione,
negli strumenti domestici, nei processi industriali. Anzi, la diffusione
della cultura del contenimento degli sprechi e dei consumi eccessivi di
acqua fa aumentare la ricchezza, crea nuova occupazione.

Bisogno di visione

Le precedenti sommarie indicazioni suggeriscono che, allo stato attuale
delle conoscenze, la scarsità di acqua può essere sconfitta attraverso
azioni combinate di pianificazione dell'uso delle risorse naturali, che
vanno dall'uso razionale delle foreste, alla regolazione del corso dei
fiumi, alla lotta all'inquinamento.
Il successo dipende dalla crescita di una cultura capace di affrontare il
problema dell'acqua anche attraverso lo sviluppo di una nuova contabilità
che sia economica ed ecologica insieme, ma soprattutto, attraverso una
"visione" complessiva e unitaria dei problemi, come dimostra quanto fu fatto
negli Stati Uniti all'epoca del New Deal di Roosevelt, negli anni trenta.
Si vide allora - e la lezione vale ancora oggi - che le opere lungimiranti
di regolazione del corso dei fiumi consentono di combattere l'erosione del
suolo, di aumentare la produzione di elettricita', di migliorare le
produzioni agricole, di offrire le infrastrutture per nuove citta' e imprese
produttive, soprattutto di far crescere le occasioni di lavoro.
Un lavoro motivato dalla sensazione che si sta rendendo un servizio alla
collettività, che si sta compiendo un'impresa di solidarietà e di pace.
Purtroppo le forze culturali e scientifiche, coloro che sono stati e sono
impegnati nell'educazione, nei vari paesi del mondo, sono state spesso
povere di visione del futuro e, rincorrendo i microproblemi di oggi, hanno
perso di vista i grandi orizzonti. Per cui la crisi del Nord del mondo ha
aggravato la povertà e le difficoltà del Sud del mondo; intorno all'acqua
sono esplose le contraddizioni fra le malattie del Nord del mondo, dovute
all'egoismo dei paesi ricchi, e le malattie del Sud del mondo, dovute alla
ribellione dei poveri, di fronte ad uno sfacciato egoismo.
Il coraggio e la solidarietà possono essere l'unica efficace cura per le
malattie di tutti e due.