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politiche incisive per la qualità dell'aria



da libertaegiustizia.it
 
Politiche incisive per la qualità dell'aria
di Luciano Greco*¹ e Lucia Vergano*²
23/02/05
I livelli allarmanti di inquinamento atmosferico raggiunti in molti centri
urbani impongono, in Veneto come nel resto d'Italia, di ripensare gli
interventi volti a migliorare la qualità dell'aria che respiriamo.
Le caratteristiche climatiche e ambientali della pianura padana e l'impianto
urbanistico delle città di medie dimensioni, solitamente imperniato attorno
al centro storico, non favoriscono lo smaltimento delle sostanze nocive
liberate nell'atmosfera. Le misure tampone adottate dalle amministrazioni
locali (targhe alterne, blocco della circolazione) limitano i danni ma non
rimuovono le cause strutturali del problema.
L'inquinamento atmosferico rappresenta una conseguenza negativa per la
collettività di alcune azioni che i singoli cittadini compiono
quotidianamente. È questo tipicamente il caso dell'inquinamento prodotto dai
gas di scarico dei mezzi privati di trasporto (automobili e motocicli, una
delle principale causa dell'aria irrespirabile). Per spostarsi da una parte
all'altra della città, ciascuno privilegia "razionalmente" il mezzo di
trasporto (attualmente quello privato) che, a costi relativamente contenuti,
gli consenta di viaggiare più comodamente e rapidamente, senza curarsi degli
effetti sociali negativi della sua scelta. Sebbene il contributo individuale
all'inquinamento sia trascurabile, l'effetto complessivo dei comportamenti
dei singoli esercita un impatto considerevole sull'ambiente.
Il contrasto tra interesse privato (comodità e rapidità degli spostamenti) e
collettivo (qualità dell'aria) richiede politiche pubbliche che incidano
strutturalmente sulle scelte individuali. Occorre intervenire su due fronti:
incrementare il costo di utilizzo dei mezzi privati inquinanti, in rapporto
a quello dei mezzi "puliti" e pubblici; migliorare l'offerta dei servizi di
trasporto collettivo.
Il primo intervento può essere realizzato introducendo un tributo per l'
accesso al centro urbano, sull'esempio della congestion charge introdotta
con successo nella città di Londra, dove chiunque acceda ad alcune zone del
centro a bordo di un veicolo privato paga circa 7 ? al giorno. Grazie alle
moderne tecnologie, la rilevazione dei numeri di targa dei veicoli che
accedono alle aree a traffico limitato garantisce una riscossione efficace e
poco costosa del tributo. Questa misura dovrebbe essere opportunamente
adattata ai diversi contesti urbani, determinando un sistema di tariffe
proporzionato al costo della vita locale, stabilendo le aree interessate
dall'iniziativa, introducendo esenzioni per categorie di residenti.
Nonostante possa apparire impopolare perché incide maggiormente sui
cittadini meno abbienti, il tributo avrebbe anche effetti positivi sulle
entrate degli enti locali, consentendo di migliorare l'offerta dei servizi
di trasporto pubblici, tipicamente utilizzati dalle fasce sociali più
deboli.
Il potenziamento dei trasporti pubblici permetterebbe di moltiplicare gli
effetti positivi sulla qualità dell'aria, ampliando la frequenza e la durata
del servizio tradizionale di trasporto con autobus e tram, e introducendo
forme innovative di servizio collettivo, quali ad esempio il car sharing
(condivisione di veicoli da parte di più utenti). Come evidenzia l'
esperienza di altre città europee e, più recentemente, italiane, questo
sistema, gestito dalle aziende pubbliche di trasporto oppure da associazioni
di utenti, contribuirebbe nel medio periodo alla razionalizzazione del parco
veicoli privati, riducendo il numero di immatricolazioni e, quindi, il
volume di traffico.
Indubbiamente per migliorare la qualità dell'aria e dell'ambiente urbano
occorre intervenire su più fronti e con molteplici strumenti, tuttavia i
risultati della lotta all'inquinamento dell'aria dipenderanno dalla capacità
delle politiche pubbliche di correggere efficacemente e rapidamente i
comportamenti individuali.
*¹ Università di Padova

*² Fondazione ENI "Enrico Mattei", Venezia