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come risparmiare energia : l'illuminazione



da cunegonda.org
lunedi 7 febbraio 2005

Risparmiare energia elettrica.
L'illuminazione
 La nostra illuminazione, anche se non ce ne accorgiamo direttamente, è
ancora a petrolio. Gran parte dell'energia elettrica in Italia è prodotta,
infatti, da centrali termoelettriche, e solo una minima parte è prodotta
mediante fonti alternative al petrolio (idroelettrico, eolico, solare). La
liberalizzazione del mercato della fornitura di elettricità aprirà le porte
ai privati in questo settore: centinaia di progetti per la costruzione di
nuove centrali termoelettriche sono già stati presentati. I privati non si
faranno certo scrupoli: bruceranno petrolio di bassa qualità, scarti di
raffineria, aumentando sia i profitti che il numero dei decessi causati
dalle malattie da inquinamento atmosferico. Non sareste d'accordo se si
potesse avere meno inquinamento e, allo stesso tempo, un prezzo dell'
elettricità più basso? Ebbene, non è poi così complicato.

Come evidenziato già per la campagna a favore della limitazione dell'
acquisto di carburanti (
http://www.cunegonda.info/diritti.htm), siamo noi
consumatori che possiamo influire nelle dinamiche economiche del settore
energetico. Il bisogno di petrolio, così come quello di energia elettrica,
lo creiamo noi. Non è, infatti, il libero mercato che fa scendere i prezzi
(ne abbiamo una dimostrazione con le tariffe RC auto o con quelle
telefoniche, persino con il prezzo del pane, ma gli esempi potrebbero essere
centinaia). Il libero mercato produce "cartelli", lobby, che si accordano
per mantenere alti i prezzi e aumentare i profitti. Il solo modo per
abbassare i prezzi è diminuire la richiesta di un prodotto. Allora perché
non impegnarci noi in prima persona per diminuire la richiesta di energia
elettrica? Incominciamo ad affrontare il tema dell'illuminazione domestica.

L'ENEA, Ente per le Nuove tecnologie, l'Energia e l'Ambiente
(
http://www.enea.it) ha messo in evidenza che risparmiando sull'
illuminazione domestica si potrebbero risparmiare 5 miliardi di
chilowattora, equivalenti a un milione di TEP (tonnellate equivalenti di
petrolio). Ma ci pensate? Un milione di tonnellate di petrolio invendute!
Bush in persona ci verrebbe a fare il pieno a metà prezzo pur di intascare
qualche spicciolo: "controlliamo anche l'olio, dotto'?". Nonostante il
settore dell'illuminazione copra solo il 3,5% dei consumi elettrici
nazionali, è un fattore che potremmo controllare agevolmente perché
coinvolge un oggetto a noi molto familiare: la lampadina. Ma come si giudica
una lampadina sotto il profilo energetico? Semplice, con il concetto di
rendimento, che è la quantità di luce prodotta (LUMEN) per ogni watt
consumato. Il rapporto LUMEN/WATT è il rendimento luminoso. Difficilmente i
produttori di lampadine lo indicano, ma è molto facile calcolarlo. E'
sufficiente dividere i LUMEN (indicati sulla confezione con l'abbreviazione
"lm") per la potenza della lampadina: se compro una lampadina da 60 W e 630
lm, ho un rendimento di 630/60=10,5 (piuttosto basso! infatti i dati
provengono da una lampadina a incandescenza: come vedremo, una vera
sanguisuga di energia elettrica).

Ci sono due tipi di lampadine. Il primo tipo è la lampadina a INCANDESCENZA.
Significa che un filamento di metallo (solitamente una lega speciale al
tungsteno) diventa incandescente per il passaggio di energia elettrica
producendo una certa quantità di luce. La definizione "a incandescenza" ci
fa già capire che perdiamo parte dell'energia per produrre calore, che a noi
non serve. Anche qui ci sono differenti lampadine. Ci sono le lampadine a
incandescenza "normali": hanno un rendimento piuttosto basso (10/12
lumen/watt), una vita media di 1000 ore. Il rendimento decade con l'
invecchiamento, il che vuol dire che oltre la vita media emettono meno luce
consumando la stessa quantità di energia, pertanto dopo 1000 ore conviene
sostituirle. Ci sono poi le lampadine a incandescenza "alogene", molto di
moda ultimamente. Queste hanno un rendimento pari a circa 22 lumen/watt, una
vita media di 2000 ore, doppia rispetto alle normali. Se le usate per l'
illuminazione diretta e per piccole potenze (meno di 100 watt) il loro uso è
conveniente rispetto alle lampadine a incandescenza normali. L'illuminazione
indiretta, invece, è sempre sconsigliabile in quanto non solo richiede
potenze maggiori (300/500 watt), ma anche perché comporta una minore
efficacia del sistema di illuminazione. Se proprio non ne potete fare a
meno, è consigliabile abbinare dei semplici ed economici regolatori che
consentono di variare il flusso luminoso.

Il secondo tipo di lampadina è la cosiddetta TUBOLARE FLUORESCENTE (o
 "neon"): anche qui esistono differenze. Ci sono quelle "tradizionali", e i
numeri sono eccezionali: 10000 ore di vita e un rendimento di circa 90
lumen/watt. Negli ultimi anni sono state messe a punto lampade "neon" per l'
uso domestico che consentono di ottenere tonalità di luce gradevoli
comparabili a quelle emesse dalle lampade a incandescenza. Ci sono poi le
lampade fluorescenti "elettroniche", contraddistinte dalla miniaturizzazione
della tecnologia e dalla lunga durata: 10000 ore. Il rendimento è alto:
varia da 40 a 60 lumen/watt, e rispetto alle lampade a incandescenza
consentono un risparmio del 70% di elettricità. La luce prodotta è calda e
gradevole. Come si evince dalla tabella, il confronto tra lampade
fluorescenti elettroniche e lampade a incandescenza è tutto a favore delle
prime: consumano di meno emettendo la stessa quantità di luce. Infine,
grazie al continuo miglioramento tecnologico, oggi si possono trovare in
commercio lampadine elettroniche anche da 4 watt che possono illuminare come
una 60 watt a incandescenza con un risparmio effettivo del 93 per cento!

Ma quanto possiamo risparmiare? Molto, se si pensa che con le lampade
fluorescenti elettroniche si salva fino al 70% del nostro denaro, anche se
al momento dell'acquisto risultano un po' più care di quelle a
incandescenza. Ma in questo caso, chi più spende meno spende, perché i
risparmi a medio termine sono veramente notevoli: date un'occhiata a questa
tabella (da notare che il risparmio è relativo alla sola illuminazione, ciò
significa che risparmiando anche sugli altri usi dell'energia elettrica -
lavatrice, lavastoviglie, boiler, frigo, ecc. - si potrebbero risparmiare
cifre enormi).

Vale poi un semplice consiglio pratico per ottimizzare l'illuminazione:
abbandonare il concetto di lampadario centrale: i vari punti vitali di una
stanza possono essere illuminati ad hoc con piccole potenze solo dove e
quando è necessario. Qualche esempio? Basta una lampada elettronica da 15/20
watt (luce pari a 75/100 watt normali) per illuminare il punto cottura di
una cucina, il tavolo da pranzo, un divano, lo specchio del bagno, una
scrivania per lo studio, un lavello, eccetera. E con questi semplici
accorgimenti potremmo ridurre il consumo di milioni e milioni di tonnellate
di petrolio che, dopo aver armato milioni di kalashnikov in giro per il
pianeta, continuerebbero a finire nei nostri polmoni.

Il documento Enea sul risparmio energetico con l'illuminazione, un testo
dettagliato sull'argomento dal quale sono tratte queste informazioni, si può
scaricare in versione Pdf nella sezione DOCUMENTI del sito.

[Gianni, Redazione Cunegonda]