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quando l'urbanistica scappa di mano..........



Un commento condivisibilissimo , non avrei saputo fare di meglio
 
andrea agostini
 
dal secoloxix del 17 agosto 2005
 
 L'urbanistica sfuggita di mano

Dopo anni che si parla della metropolitana a Sarzano, l'assessore
all'Urbanistica Bruno Gabrielli si è accorto che l'opera è brutta,
ingombrante, incompatibile con il tessuto pregiato della piazza. Il
problema è che non se n'è accorto guardando il progetto approvato in via
definitiva. No. L'assessore lo ha capito a lavori ormai ben avviati, tre
mesi dopo la pubblicazione da parte del Secolo XIX della foto del cantiere
aperto a Sarzano, nella quale si vedevano già chiaramente i triangoli di
calcestruzzo che stavano crescendo.
«Nessuno mi aveva detto che il progetto era stato cambiato dalla Conferenza
dei servizi. La situazione è sfuggita di mano». La soluzione? Demolire e
cambiare tutto, buttando via soldi pubblici e tempo. Come se per il metrò
di Genova non si fosse già perso abbastanza di entrambi.
Ma l'aspetto più incredibile della vicenda riguarda le motivazioni. Perché
sono le stesse che l'assessore Gabrielli aveva utilizzato nell'ottobre del
2003, quando vennero ultimati i lavori di un'orripilante palazzina da
destinare a centro anziani, in piazza Ragazzi. «Quel progetto è
un'indecenza, la situazione ci è sfuggita di mano». In quel caso, fu tardi
per demolire. E l'orrore rimase.
Come si spiegano questi scivoloni di Gabrielli? La prima ipotesi è che ci
sia un difetto di base, una sorta di dislessia architettonica del
personaggio. Lontano da Genova, l'assessore Gabrielli è noto per il suo
lavoro di architetto e urbanista, eppure potebbe darsi che trovi più facile
scrivere i progetti che leggerli. Se fosse così si potrebbe ovviare, ad
esempio, realizzando a uso e consumo dell'assessore giganteschi plastici a
grandezza naturale (magari gonfiabili, per occupare meno spazio).
Costerebbe caro, ma sempre meno che costruire opere che poi Gabrielli fa
demolire. La seconda ipotesi è che l'assessore non si accorga delle opere
che crescono in città perché non gira a sufficienza per Genova. In questo
caso sarebbe sufficiente organizzare dei tour a scadenze fisse, con un
costo non eccessivo per la comunità.
La terza ipotesi è che i funzionari dell'assessorato ragionino su canoni
estetici opposti a quelli di Gabrielli, non tengano in minima
considerazione le sue indicazioni e appena lui volta lo sguardo cambino i
progetti, aggiungendo calcestruzzo a piene mani. Se fosse così, dopo otto
anni che l'assessore ha questo incarico, sarebbe il caso di parlarne
pubblicamente.

Andrea Castanini
 
   Sarzano, stazione da rifare

METRO' Era firmata da Penaranda. L'assessore Gabrielli: il progetto che
avevo visto era diverso da quello approvato
«Impatto troppo alto». Tursi ordina la demolizione dell'opera

Metrò in piazza Sarzano, la stazione cambia forma, l'inaugurazione slitta a
fine anno. La struttura trapezoidale è già stata parzialmente costruita -
due pareti triangolari erette davanti la farmcia - ma il Comune ha cambiato
idea e perciò sarà presto demolita, per lasciare spazio a forme più
leggere, «meno impattanti», per dirla con le parole dell'assessore
all'Urbanistica Bruno Gabrielli. Così Tursi dice addio al disegno dello
studio di architettura Penaranda: pareti in cemento armato rivestite di
silipol all'esterno e mosaico bianco riflettente all'interno, copertura in
lastre di vetro temperato e stratificato, supporti in acciaio inox. Il
progetto Penaranda era stato approvato dalla Conferenza dei servizi a suo
tempo, oltre un anno fa. Alla costruzione stava provvedendo Ansaldo, a
cominciare dalle due pareti triangolari (finite), sulle quali avrebbe
dovuto essere montata una struttura in vetro.
Lo stop è arrivato dal Comune. L'assessore all'Urbanistica giudica l'opera
«troppo impattante». «Quando avevo visto il progetto - spiega Bruno
Gabrielli - le due pareti erano in vetro, non in calcestruzzo». Eppure
l'ultima versione del disegno (quella con le pareti in calcestruzzo) ha
ricevuto l'okay della Conferenza dei servizi, dove siede anche il Comune.
«I funzionari - chiarisce Gabrielli - non l'assessore». Ma i funzionari non
devono dare attuazione alle indicazioni dell'assessore? «No, decidono in
autonomia». Fatto sta, continua Gabrielli, «che la questione è sfuggita di
mano» e alla fine il progetto approvato, e in parte costruito, sarà
azzerato.
Sostituirà l'opera trapezoidale una struttura «più semplice», la cui
progettazione è stata affidata ad Ansaldo. «Gli architetti sono al lavoro -
conferma Gianfranco Medri, project manager per la metropolitana di
Ansaldo - Certo, così si perde tempo e denaro. Eravamo già a buon punto,
abbiamo dovuto rallentare, e rimandare il montaggio della scala mobile». Il
cantiere riaprirà a settembre, «le pareti triangolari saranno segate con il
filo diamantato», spiega Medri. Solo dopo Ansaldo potrà rimettere mano
all'uscita.
«La nuova struttura - precisa Gabrielli - dovrà essere meno vistosa». Non
ci si poteva pensare prima, anche per non buttare via denaro pubblico? «Il
costo aggiutivo dovrebbe essere contenuto - risponde l'assessore - Più che
di perdita di denaro, parlerei di perdita di tempo». Di soldi parla Medri:
«Di certo la nuova struttura sarà più economica rispetto a quella
trapezoidale, che vale tra i 250 e i 300 mila euro. Ma il Comune rischia di
spendere ciò che risparmia in demolizione e nuova progettazione».
L'anno scorso, quando Tursi e lo studio Penaranda illustravano il progetto,
per l'inaugurazione della fermata metropolitana si ipotizzava giugno.
Quindi si è scivolati a luglio, anche a causa del ricorso presentato al Tar
dai residenti. Ansaldo, intanto, ha lavorato sulla galleria pedonale in
uscita in via della Marina, opera indispensabile alla sicurezza della
stazione di Sarzano, che a questo punto non sarà inaugurata prima di fine
anno.

Gilda Ferrari

Il Comune vuole pedonalizzare la piazza servono 350 mila euro per la
pavimentazione

Per la sistemazione di piazza Sarzano, una volta inaugurata la stazione
metropolitana, prevale l'ipotesi di totale pedonalizzazione, anche se
subordinata al completamento del parcheggio di mura della Marina.
Alla progettazione della nuova pavimentazione della piazza sta lavorando
Aster, come spiega l'assessore all'Urbanistica Bruno Gabrielli: «Si pensa
ad una lastricatura sobria, che possa integrarsi al meglio con
l'architettura della piazza. Aster sta seguendo la progettazione, la prima
ipotesi prevede un investimento intorno ai 350 mila euro». Al momento la
copertura finanziaria è tutt'altro che garantita. «Ci stiamo lavorando -
dice Gabrielli - Contiamo di recuperare fondi non spesi del 2004. Più che
fondi, si tratta di risparmi conseguiti sulle gare d'appalto al ribasso. A
questi potremo aggiungere oneri di urbanizzazione che ancora dobbia
riscuotere in salita del Prione».
Basteranno? Il timore è che non siano sufficienti. Anche perché, oltre alla
pavimentazione di piazza Sarzano, in zona l'amministrazione comunale
dovrebbe inoltre provvedere alla pavimentazione di stradone Sant'Agostino,
che in questi anni ha ceduto sotto il peso dei camion diretti al cantiere
della metropolitana. Gabrielli ammette: «La situazione non è facile. Stiamo
attivandoci per reperire fondi, per quanto ci è possibile». Conscio delle
difficoltà, il Comune punta al risparmio. Sia in piazza Sarzano, sia in
stradone Sant'Agostino, si progettano pavimentazioni non interamente in
pietra. «Per la piazza - continua Gabrielli - si pensa a una bordatura in
pietra con interno in cemento, magari di qualità. Così pure in stradone,
contiamo eseguire un lavoro simile a quello di via Balbi, con lastricatura
ampia sui lati della strada e fascia interna asfaltata».
La piazza sarà pedonalizzata per intero, «ma solo dopo che sarà terminato
il parcheggio di mura della Marina». Il cantiere della pavimentazione,
invece, dovrebbe aprire in autunno. «Contiamo di cominciare l'intervento
prima che la stazione metropolitana inauguri», dice l'assessore. La
pavimentazione potrebbe essere ultimata in primavera, ma la
pedonalizzazione totale non arriverà prima del prossimo anno.

Gil. F