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nasce il negozio dell'economia intelligente



da IL SOLE 24 ORE mercoledì 21 settembre 2005
 
A N T I D O T I A L C A R O G R E G G I O
Nasce il negozio dell'energia intelligente
autore: GIUSEPPE CARAVITA

Non tutto il petrolio caro vien per nuocere. E questo
vale per l'intera Europa. « Il barile a caro prezzo
è anche una forza positiva — afferma Eberarth
Rhein, senior adviser dell'European Policy Center,
uno dei maggiori think tank di Bruxelles— guardiamo
che cosa è avvenuto nei primi sei mesi di
quest'anno un po' in tutta Europa. Il consumo di
benzina in Germania e Belgio è crollato del 10%
(in Italia il calo è stato del 9,7%, ndr). Non abbiamo
mai visto un dato simile da molti anni. Significa
che il meccanismo del mercato continua a funzionare,
e piuttosto velocemente.
Non solo. La comunità internazionale ha lavorato
per dieci anni al protocollo di Kyoto, con estenuanti
negoziati per raggiungere un obiettivo di
minori emissioni energetiche del 10% al 2012. Invece
il mercato ha compiuto, in soli sei mesi, lo
stesso lavoro. Ma senza burocrati, resistenze politiche
Usa e cinesi e quant'altro. È una lezione da
cui dobbiamo trarre insegnamento » .
« Conviene quindi avere un prezzo del petrolio alto
e stabile, e per molti anni — sostiene Rhein—
proprio perché i mercati siano indotti ad assumere
una soglia da cui non si torna indietro, e che giustifichi
investimenti anche a medio lungo termine
di sostituzione e di risparmio, meglio ancora se
innovativi. Basti, al proposito, guardare che cosa
sta succedendo sui mercati azionari. La crescita
delle quotazioni delle nuove imprese di energie
rinnovabili, in particolare di solare fotovoltaico » .
Evergreen Solar, DayStar Technologies, Energy
conversion devices, Spire. Questi sono solo quattro
esempi, tratti dal Nasdaq Usa, di piccole imprese
innovative che hanno visto le loro quotazioni
raddoppiate negli ultimi dodici mesi. In agosto
la Cypress Semiconductor ha visto una offerta iniziale
d'acquisto ( Ipo) per la sua consociata Sun-
Power: obbiettivo ( già in parte raggiunto) raccogliere
ben 100 milioni di dollari.
« E non sono soli i piccoli a muoversi — aggiunge
Rhein — la General Electric ha deciso una nuova
strategia da 2 miliardi di dollari sull'eolico e il solare
».
Mentre in Germania, in Spagna e in Francia, dice
uno studio della Deutsche Bank, i massicci incentivi
stanno facendo crescere il mercato degli impianti
solari al ritmo del 40%, che dovrebbe durare
fino al 2010.
Ma anche in Italia i segnali non mancano. Giuseppe
Zanardelli, piccolo imprenditore, vive per
esempio settimane di forte impegno creativo. Sei
anni fa avviava a Brescia la Tge, uno dei primi
grossisti italiani di energia nati sull'onda della liberalizzazione
elettrica. La sua, come le altre dieci
simili spuntate in questi anni, è ancora una piccola
impresa, intermedia mezzo miliardo di euro di energia
all'anno con un quindicina di addetti.
Fino all'anno scorso la Tge cresceva su una traiettoria
regolare: « Abbiamo sempre offerto ai nostri
clienti professionali— spiega il fondatore della Tge
— dei contratti di fornitura di energia standard ma
con sconti sostenuti sulle tariffe Enel. Da quest'anno,
però, qualcosa ha cominciato a cambiare,
e seriamente. Non è solo lo sconto quello che ci
chiedono le imprese ma energia rinnovabile». Una
sorpresa anche per un addetto ai lavori come Zanardelli
che distribuisce elettricità provieniente da
impianti idroelettrici e, ora, anche di nuovi produttori
dell'eolico e del solare.
« Non credevamo che la nostra clientela, tutta di
imprese, esprimesse una così netta preferenza.
Al punto da accettare sconti inferiori a patto di ottenere,
come noi la chiamiamo, energia intelligente.
Sembra quasi una scelta di campo, etica. Anche
se, in non pochi casi, il nostro bollino con l'energia
verde l'appiccicano sulle vetrine del negozio,
come segnale di qualità per i clienti » .
Oggi la Tge sta scindendosi in due: « Ci sta crescendo
intorno il mercato del risparmio energetico
e degli impianti di autoproduzione a energia rinnovabile.
Per esempio abbiamo avviato un progetto
con la Fippa, l'associazione dei panificatori, per
una serie di soluzioni a minor consumo elettrico. I
nostri tecnici sono oberati di lavoro. Stiamo quindi
varando una seconda Tge, un'unità sistemistica
per lavorare con i clienti sulle nuove frontiere. L'epoca
del grossista energetico che forniva soltanto
uno sconto su una commodity sta finendo. Il valore
aggiunto, per noi, è sui servizi, sui progetti. E
qui c'è spazio per tanti giovani » .
Pur nei tempi difficili degli uragani, dell'effetto serra
e del caropetrolio l'ottimismo pratico di Zanardelli
è condiviso da altri. Per esempio da Gianni
Silvestrini, direttore scientifico del Kyoto Club, un
network che oggi conta circa 140 tra imprese energetiche
e non, enti locali e associazioni « e che
Rassegna Stampa del 21.9.2005 – Comunicato di informazione a cura della Federazione Italiana Bancari e Assicurativi 22
quest'anno è cresciuto, in numero di partecipanti,
di quasi un terzo » .
Dall'inizio di quest'anno — spiega Silvestrini— è
cominciata in Italia una sorta di rivoluzione silenziosa,
ma ben conosciuta agli addetti ai lavori. «
Quella dei certificati bianchi, ovvero della legge
che incentiva i progetti di rispamio energetico nelle
imprese. Il certificato riconosce un centinaio di
euro per ogni tonnellata di petrolio equivalente risparmiata,
per almeno cinque anni. Il risultato è
che noi stimiamo almeno 500 tra imprese sistemistiche,
studi di ingegneria, società professionali,
sguinzagliate sul territorio a sviluppare progetti, a
caccia di inefficienze, a offrire soluzioni in cui ci
guadagnano loro insieme al cliente » .
« Qui in Italia c'è tanto ritardo da recuperare— osserva
Silvestrini —. Il prezzo del petrolio alto e
stabile è un'occasione d'oro da sfruttare per innescare
un nuovo ciclo di investimenti, capaci anche
di ridare tono all'intera economia » .
« Noi di Tge siamo partiti da alcuni mesi con un
sito, www.la220. it, e una campagna radiofonica,
in cui si spiega la prossima liberalizzazione dell'energia
anche per i consumatori ( e non solo le imprese
a partite Iva) e il ruolo dell'energia intelligente,
compresa l'autoproduzione solare ( quella che
abbiamo chiamato "coltivazione dei tetti"). La risposta
da parte degli ordinari cittadini è stata tanto
forte al punto da farci mettere in cantiere un'idea.
Una rete nazionale di negozi della nuova energia,
in grado di aiutare l'intero Paese a dare
una risposta attiva alla nuova era del caro petrolio
».