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genova erzelli molte luci ma anche tante ombre



 
 
Erzelli molte luci ma anche tante ombre
 
La vicenda degli Erzelli, il progetto Leonardo così coerentemente portato avanti dal professor Castellano ha fatto un'altro passo in avanti verso la sua realizzazzione.
L'idea di concentrare in una sola area cittadina tutto il comparto industriale e della ricerca della new economy ha un che di suggestivo e certamente delle ragioni di base che nel pensiero più volte espresso dal professor Castellano ha una sua dignità e una sua ragione d'essere.
Ma come in tutti i disegni "alti" , e proprio perchè sono alti, in basso si muovono pensieri ed azioni non altrettanto degne , men che meno condivisibili.
Il progetto nasce da lontano, qualche decennio, sulla falsariga di una politica economica di grande successo, quella dei distretti industriali che molto hanno fatto per lo sviluppo economico e la crescita del nostro paese. Se ben ricordiamo il professor Castellano ha collegato la sua idea ad un'esperienza molto importante sviluppatasi in altri momenti e con ben altra determinazione nel sud della Francia a Nizza.
Un distretto della ricerca e dell'alta tecnologia da fare invidia alla silicon valley californiana.
Questa idea è stata accolta dalla nostra Amministrazione Comunale che ha deciso di sostenerla facendone un fiore all'occhiello del recupero , della "restituzione" al ponente cittadino, così vessato nei decenni da interventi massicci e demolitori, di una identità territoriale. Proprio al vertice di uno di queste ferite , la collina degli Erzelli, si pensava e si cerca di attuare un progetto di recupero territoriale e di innestare un volano di crescita e di sviluppo.
La scelta politicamente legittima è stata portata avanti in sede di Piano Regolatore dall'Amministrazione che ha fatto uno strappo importante a tutta la politica urbanistica che ne ha ispirato l'attività acconsentendo alla trasformazione di un'area collinare verde in zona residenziale e industriale.
Dopo è arrivato Renzo Piano, illustre figlio della nostra città e più specificamente del ponente cittadino che ha presentato in più riprese un progetto di forte impatto architettonico e urbanistico volto alla massimizzazzione economico - urbanistico - ambientale di tutta l'operazione.
Due sono stati gli elementi decisivi sempre presentati in sede istituzionale e comunicativa : un forte volano occupazionale per la città, occupazione di qualità, un luogo attrattivo dal resto d'Italia e dall'estero di personalità scientifiche di primo piano e di lavoratori ad alto livello di qualificazione ( e reddito ), la salvaguardia , anzi la riqualificazione di un'area verde attualmente pesantemente degradata , in sostanza la creazione di un polmone verde per il ponente cittadino.
Non solo, alle nostre orecchie è stato più volte dato di ascoltare la parolina magica ( soprattutto a Genova ): costo zero. Cioè i costi dell'acquisto dell'area, della costruzione degli edifici, della gestione ( si suppone anche del parco ) tutta a carico dei privati. Una volta tanto una persona di alto livello come il professor Castellano l'abbiamo trovata anche noi , ce l'abbiamo in casa. Che bello! Nessun costo per il pubblico e per i cittadini.
Ma ecco che arrivano le ombre, a latere di una mangiata ben reclamizzata fatta a slow fish con invitati di primordine a cominciare dal presidente della Regione, dell' architetto Piano, del Prof Castellano e di altri illustri commensali ci vengono dette alcune cose:
Primo, che il consorzio di banche di primaria importanza mondiale , di aziende di primaria importanza internazionale non ce la fanno, cioè i soldi ce li mettono, ma ne hanno solo 480 milioni dei 600 che occorrerebbero. Gli altri 120 ce li deve mettere il pubblico. Detto così suona male. Ma come banche importanti del mondo, imprese di primaria importanza internazionale che credono nel progetto e poi si fermano a 480 e non fanno 600? Ma vogliamo scherzare ? Ebbene si, siamo tornati per terra, come avviene sempre fuori dalle fiabe: gli imprenditori privati, le banche, senza i soldi pubblici col piffero che fanno qualcosa. Il dato grave è che il pubblico ben lontano dal pensare a una trappola, questi soldi li sgancia , la regione, l'università, i soldi per l'Itt e pace per Morego, Quarto, Hennebique a ponte Parodi. Tutti progetti già varati, già finanziati, tutti accordi già presi con tanto di contratti e impegni scritti.
Cambio di giro, cambio di giostra.
Ma l'occupazione voi direte e l'occupazione ? I numeri ( qui mi rifaccio a Renzo Piano ) parlavano di un villaggio di diecimila persone ( bambini e nonni compresi si suppone ), diciamo 5000 nuovi posti di lavoro ad alto valore aggiunto per la città ? Eh , no, ci siamo sbagliati, perchè la facoltà di Ingegneria i posti di lavoro ce li ha , li trasferisce solo da Albaro a Cornigliano ( sai che gioia ), l'Itt pure anche il piano occupazionale è già definito, e le industrie: Be',  l'Esaote presieduta dal prof Castellano occupa alcune centinaia di persone e potrebbe trasferirsi al villaggio degli Erzelli ( ma niente nuovi occupati ) se non la vendono alla multinazionale di turno con annesso spezzatino e abbattimento occupazionale a Genova , ma no ci sono altre industrie...quali? La Marconi se la sono appena venduta agli svedesi e li i tagli ci saranno e dolorosi, le aziende di finmeccanica ? Ma perchè alcuno hanno sedi belle e funzionali, altre hanno sedi proprie perchè dovrebbero vendere i loro terreni di proprietà e comprare ( a caro seppur giusto prezzo ) agli Erzelli? Altre aziende non se ne vedono, le grandi multinazionali del settore o investono in aziende di nicchia o trasferiscono occupazione in India e in Cina, non pagano certo gli ingegneri italiani quando possono pagare un decimo ( quando va bene ) quelli cinesi.
Ma allora direte chi ci guadagna ?
Ma al solito chi ci guadagna sempre e comunque è la rendita fondiaria e immobiliare, il ciclo del cemento e l'immancabile mega centro commerciale ( stavolta in collina ) e, of course gli architetti.
E si perchè i terreni sono di Spinelli , comprati a coso irrilevante ai tempi in cui era consigliere comunale della maggioranza di centro-sinistra senza che l'amministrazione o le banche pubbliche abbiano pensato di investire sulla città, poi ci sono le banche. Una vasta porzione di quelle aree sono in mano a una importante realtà bancaria ligure,  anche li aree agricole comperate a prezzi irrisori e rivendute rivalutate eccome. Li vicino ci sono tantissime case di proprietà pubblica in affitto controllato che con la rivalutazione dell'area diventeranno molto appetibili alla speculazione e sacrificabili per far cassa dal comune. E i palazzi in Albaro, be certo, sicuramente vendibili, ma a prezzi contenuti e poi, previa ristrutturazione rivenduti a costo "oro", Morego ? Be quello lo lasciamo li a marcire, meglio gli Erzelli, e quarto? Quarto stava per diventare un centro d'eccellenza per la ricerca Italiana , poi stava per diventare una foresteria per i ricercatori, e adesso ? Be adesso ci facciamo una bella ristrutturazione, dei bei ufficietti, degli appartamenti vista mare, una cosa che piace da matti!! E l'Hennebique? Be li la faccenda è più complessa , ma siamo alle solite. L'azienda privata che avrebbe vinto e gestirebbe tutta l'area di Ponte Parodi, c'ha dei problemi, anche qui i soldi non ci sono. Tutto fermo? Ma no, mettiamoci il carico da 90 al posto della facoltà di ingegneria che fa tanto scic ma che non rende economicamente un'altra bella area giochi, ristoranti, cinema, negozi, negozietti e magari un supermarket.
Tutti i signori che si occuperanno di questi progetti faranno affari d'oro, i soldi, i finanziamenti, le aree, gli immobili ce li mette il pubblico ( a volte li regala ).
E il villaggio tecnologico?
Be intanto si comincia dal grasso, magari qualche ufficetto per qualche azienda del settore dell'alta tecnologia sbucherà fuori.
E l'ambiente? l'ambiente , il parco? Avete presente il parco di Nervi, quello di Villa Pallavicini a Pegli, Villa Galliera a Voltri ? L'Acquasola? Avete in mente un solo parco genovese sposorizzato e curato da un'industra, una banca, una fondazione? Be non comiceranno certo dagli Erzelli ( la banca ligure volesse lo potrebbe già risanare da sola il suo latfondo in zona , e non lo ha fatto, non lo fa, non lo farà ).
Insomma un patto del pesce Serra benedetto da un officiante di rango come Carlo Petrini di slow food che rischia di diventare un patto del pesce cefalo , o del'alga, o del germano reale, brutta fine e mal di pancia per tutti.
 
andrea agostini