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Re:Delocalizzazione e responsabilità del sindacato.Documento da inviare e d iffondere se condiviso



volendo le potrei anche dare ragione signor Ceresa, però per favore 
non mi dica di più di prendere spunto dal modello cinese...se proprio 
non vogliamo affossare l'Italia più di quanto già vada male!!

Ciao,
Davide

On 16 Jan 2006 at 22:38, a.ceresa2002 wrote:

> Carissimo Davide Bertok,
> 
> Le sono grato per la risposta, dimodochè possiamo chiarire agli
> Italiani il grave difetto nel ragionamento di base:
> 
> L'elemento fondamentale non sono gli stipendi ma il costo della vita,
> ed è quello che facevo notare nel mio scritto. Se un dipendente riceve
> uno stipendio di 1200 Euro mensili e le deve spendere per l'affitto,
> unitamente alle spese energetiche, è chiaro che queste spese
> aggiuntive si ripercuoteranno sui costi che le industrie dovranno
> sopportare innalzando i costi dei prodotti finali, con il risultato di
> non concorrenzialità industriale. A questo si aggiungono tutte quelle
> diavolerie commesse in cinquanta anni di dominio politico, che hanno
> portato il paese nelle condizioni in cui si trova.
> 
> Portroppo, Lei caro Davide, sicuramente in buona fede si è soffermato
> sull'argomento scarpe e panino da me citato, ed ha sorvolato sugli
> argomenti più importanti i quali hanno il loro valore e responsabilità
> nella gestione di un paese. 
> 
> Non si tratta affatto di uno squilibrio dei costi come da Lei
> accennato, ma di una strafottente imposizione inflazionistica dove i
> Sindacati in prima persona, unitamente alle forze politiche di allora,
> ed i controllori al servizio dello Stato, sono i veri responsabili.
> 
> Quelli che avevano case del valore di 1 oppure due milioni, si sono
> ritrovati ingenti fortune ai danni dell'intero paese. I gravi errori
> di allora, che hanno fatto soffrire tantissime famiglie, sono venuti
> al pettine soltanto diversi decenni dopo, grazie ai sistemi
> informativi che hanno dato una mano a mantenere ben nascosta la
> realtà.
> 
> Anni or sono avevo offerto alle forze politiche la possibilità di
> sfruttare l'Energia Gravitazionale per ridurre i costi energetici,
> unitamente ad una consistente riduzione dell'impatto ambientale, che
> danneggia la natura e la salute di tutti. I grandi esperti in materia
> non hanno neanche risposto, delegando un Giudice di bloccarmi il
> Passaporto per impedirmi di andare all'estero. Caro Davide, le realtà
> dietro ai sipari della giustizia, sono alquanto sconcertanti. La
> schifante realtà di ritornare a quei tempi, mi fa venire il volta
> stomaco.
> 
> Anthony Ceresa
> 
> ===============================================================
> 
> Risposta di Davide Bertok:
> 
> > Questa situazione è figlia di uno squilibrio di costi, soprattutto
> > del lavoro, in giro per il mondo. Gli esempi delle scarpe e del
> > panino non sono direttamente confrontabili, però hanno un elemento
> > in comune: gli stipendi. Le grandi multinazionali come la McD
> > fissano i loro prezzi in base al stipendio medio di un paese, sennò
> > rischiano di rimetterci, non è nulla di sconvolgente, anche se è
> > chiaro che i due panini sono uguali. Però se compri un panino di McD
> > in Germania lo paghi decisamente più salato, perchè lì i stipendi
> > sono più alti che in Italia. Diciamo che sono "normali" leggi
> > economiche già viste da decenni. Differente è il discorso delle
> > scarpe. Non è nuovo il fatto che arrivino merci prodotte 
> > all'estero, l'anomalia è sul prezzo. Ci sono esempi di aziende
> > italiane che trasferivano le loro fabbriche di tessuti in Romania
> > per via del costo del lavoro più basso, ma il prezzo di vendita del
> > prodotto in Italia rimaneva lo stesso, con ovvi guadagni quindi di
> > queste imprese. I cinesi invece portano questi prodotti in Italia e
> > diciamo che si "accontentano" di vendere a un prezzo più basso,
> > anche quando la qualità del prodotto è la stessa di quello italiano
> > e potrebbero fare affari lo stesso ad un prezzo di vendita più alto.
> > Semmai a monte si può dire però che in Cina non è solo un discorso
> > di costo del lavoro più basso, ma anche condizioni di lavoro
> > diverse. Diritti sindacali non rispettati, sfruttamento frequente,
> > aumenti di stipendio che se lo sognano. Conseguenze
> > dell'introduzione del neoliberismo in un paese a partito unico:
> > neanche dalle nostre parti si possono fare così tanti danni. Direi
> > che insomma da una parte non c'è molto da imparare se in un paese
> > estero molto banalmente il costo del lavoro è più basso, è una
> > semplice questione di convenienza e fine. Ma sopratutto non è
> > proprio il caso di imparare da un paese come la Cina dove si violano
> > facilmente i diritti dei lavoratori.
> > 
> > Ciao,
> > Davide
> 
> >=========================================================== 
> > 
> On 15 Jan 2006 at 15:49, a.ceresa2002 wrote:
> > 
> > > Cari amici,
> > > 
> > > Vi pregherei di concedermi mezzora, per rispondere al Professore
> > > Arrico Colombo il quale mi è sembrato molto preoccupato per il
> > > fatto che le Industrie Candi chiudono e si trasferiscono altrove,
> > > dove poter lavorare e produrre in modo più coerente, di fronte
> > > alla concorrenza globale dei mercati.
> > > 
> > > Caro Professore,
> > > 
> > > Perdoni la mia ignoranza, la mia istruzione non supera la seconda
> > > elementare e quindi è possibile riscontrare qualche errore di
> > > orto/grammaticale unito alla scarsa concentrazione del
> > > ragionamento. A volte sono obbligato a prendere le pastiglie per
> > > sforzarmi a ragionare, ma qualche volta neanche quelle fanno
> > > miracoli.
> > > 
> > > Da trent?anni ad oggi non faccio che assistere allo sfascio
> > > dell?industria italiana, unita agli scandali di diversa natura:
> > > dalla giustizia, alle speculazioni, agli abusi di potere, agli
> > > imbrogli, ai grandi furti impuniti, sarà meglio che fermo la mano
> > > perchè aveva preso il via a descrivere la situazione disastrosa
> > > nella quale si trova il nostro paese dappoi gli anni 73.
> > > 
> > > Allora nessuno scioperava quando eleggevano incapaci nelle
> > > posizioni importanti del paese, le quali hanno trascinato la
> > > Nazione Italia nella situazione in cui si trova.
> > > 
> > > Dal 73 ad oggi centinaia di industrie hanno chiuso i battenti, e
> > > dal 73 ad oggi il costo delle abitazioni è salito alla
> > > sconvolgente inflazione del 11.500 % e nessuno ha mai scioperato.
> > > 
> > > L?altro giorno sono andato al Super Mercato ed ho comprato un paio
> > > di scarpe made in Italy ed ho pagato 78 Euro. Quindici giorni
> > > dopo, sono andato nello stesso mercato, ed ho comperato un altro
> > > paio di scarpe, identiche in tutto e per tutto però (made in Cina)
> > > ed ho pagato soltanto Euro 14,99 ? poi sono andato da Mac Donald
> > > ed ho pranzato con un Big Mac che mi è costato Euro 4,60 - mentre
> > > il medesimo panino in Cina costa soltanto Euro 1,25 seduto in una
> > > bella poltrona accompagnato dal sorriso di una bella Cinesina.
> > > 
> > > Tutto quello che guadagno serve appena per pagare l?affitto di
> > > casa, e qualche multa per la penosa situazione dei parcheggi,
> > > creata per sopperire alle speculazioni dei Comuni. I costi
> > > dell?energia hanno superato il costo di un barile di sangue e non
> > > si prevedono miglioramenti. Qualcuno si affanna a sventolare la
> > > sconcertante soluzione del Nucleare. Povera Italia, come è stata
> > > maltrattata.
> > > 
> > > Spero di non sbagliare nel mio ragionamento, per l?occasione ho
> > > preso tre pastiglie, la Fiat è prossima alla chiusura come pure
> > > l?Alitalia e tante altre Industrie che stanno accumulando soltanto
> > > debiti su debiti. Non sarà meglio chiudere la grande fabbrica
> > > Italia con tutti i suoi grandissimi amministratori super laureati,
> > > i quali hanno perso l?orientamento fra la grande confusione creata
> > > dai tantissimi colori che inebriano il carro politico/economico ? 
> > > 
> > > Non sarà meglio andare tutti in Cina ad imparare quelle tante cose
> > > che non conosciamo, oppure invitare i Cinesi a mettere ordine nei
> > > ragionamenti dei super scienziati politicanti, litiganti, per
> > > trovare una strada degna come esseri viventi Italiani ?
> > > 
> > > Caro Professore, non so se posso osare chiederle chi pagherà i
> > > madornali debiti creati dai politici in questi 50 anni di dominio
> > > politico/economico per vivere in un paese allo sfascio ?
> > > 
> > > Distinti saluti da Anthony Ceresa
> > > 
> > > 
> > > 
> > > 
> > > 
> > > 
> > > 
> > > 
> > > 
> > > > Movimento per la società di giustizia e per la speranza
> > > > 
> > > > Cari amici,
> > > >                     il Movimento ha preparato questo intervento
> > > >                     presso il Sindacato di fronte alla minaccia
> > > >                     di delocalizzazione di una importante
> > > >                     industria di elettrodomestici; per il quale
> > > >                     chiede il vostro aiuto, il documento può da
> > > >                     ognuno essere inviato come suo, anche
> > > >                     modificandolo. Gl'indirizzi:
> > > > Segr. Guglielmo Epifani, CGIL Corso d'Italia 25, 00198 Roma/
> > > > info at cgil.it
> > > > 
> > > > Segr. Savino Pezzotta, CISL Via Po 21, 00198 Roma / segreteria
> > > > generale at cisl.it
> > > > 
> > > > Segr. Luigi Angeletti, UIL Via Lucullo 6, 00187 Roma /
> > > > info at uil.it
> > > > 
> > > > Segr. Gianni Rinaldini, FIOM Corso Trieste 36, 00198 Roma/
> > > > organizzazione at fiom.cgil.it
> > > > 
> > > > Segr. Giorgio Caprioli, FIM Corso Trieste 36, 00198 Roma/
> > > > Fim at cisl.it
> > > > 
> > > > Segr. Antonino Ragazzi, UILM Corso Trieste 36, 00198 Roma/
> > > > uilm at uil.it  
> > > > 
> > > > Un saluto fraterno da Arrigo Colombo
> > > > 
> > > > 
> > > > 
> > > > Movimento per la Società di Giustizia e  per la Speranza
> > > > 
> > > > Lecce
> > > > 
> > > >  
> > > > 
> > > > Ai Segretari dei Sindacati Confederali CGIL, CISL, UIL
> > > > 
> > > > Guglielmo Epifani, Savino Pezzotta, Luigi Angeletti
> > > > 
> > > > Ai Segretari dei Sindacati Metalmeccanici FIOM, FIM, UILM
> > > > 
> > > > Gianni Rinaldini, Giorgio Caprioli, Antonino Ragazzi 
> > > > 
> > > >  
> > > > 
> > > > Ancora la delocalizzazione e le responsabilità del Sindacato
> > > > 
> > > >  
> > > > 
> > > > È di qualche giorno fa la notizia che un'altra impresa storica
> > > > di elettrodomestici, la Candy, ha deciso  di trasferire in
> > > > Cechia, entro il 2006, uno stabilimento che impiega 500 persone.
> > > > 
> > > > Ci domandiamo se questo trasferimento è stato deciso
> > > > unilateralmente dall'impresa, o se è stato discusso coi
> > > > lavoratori; se il Sindacato è intervenuto per richiamare
> > > > l'impresa ai suoi doveri verso i lavoratori, come verso la
> > > > comunità locale e la nazione.
> > > > 
> > > >  
> > > > 
> > > > Se non lo ha fatto, lo deve fare sollecitamente. All'impresa
> > > > dev'essere detto con chiarezza che il suo patrimonio non
> > > > appartiene ai soli azionisti, ma anche e ancor più ai
> > > > lavoratori, che l'impresa hanno costruito e sviluppato; e alla
> > > > comunità locale che vi ha concorso creando infrastrutture; alle
> > > > banche e a tutti i cittadini che nelle banche depositano il loro
> > > > denaro, quel denaro che alle imprese viene poi prestato; e a
> > > > tutta la nazione che le imprese asseconda e sostiene con aiuti e
> > > > facilitazioni fiscali. L'impresa è un fatto sociale.
> > > > 
> > > >  
> > > > 
> > > > È tempo che abbia fine questo pregiudizio per cui l'impresa
> > > > appartiene soltanto ai padroni; che di essa e delle sue sorti,
> > > > nei momenti importanti che intervengono lungo la sua esistenza,
> > > > solo i padroni decidono; che i lavoratori devono soltanto subire
> > > > le loro decisioni. 
> > > > 
> > > > Bisogna che il sindacato s'impegni in una campagna mediatica per
> > > > inculcare e diffondere l'idea dell'appartenenza sociale delle
> > > > imprese. E anche una legge in proposito - comprensiva pure dei
> > > > problemi di delocalizzazione - dev'essere preparata, per essere
> > > > presentata al parlamento, se si pensa che questo parlamento
> > > > abbia sufficiente sensibilità per questi problemi. In ogni caso
> > > > dovrebb'essere discussa col Centro del Programma di Prodi, per
> > > > essere presentata poi nella prossima legislatura. 
> > > > 
> > > > Ma i casi che nascono e premono nel frattempo, devono essere
> > > > sollecitamente affrontati.
> > > > 
> > > >  
> > > > 
> > > > Il Movimento chiede al Sindacato un deciso intervento nel caso
> > > > Candy, e ancor più l'affrontamento del problema nei media e
> > > > l'impegno per un'adeguata legislazione.
> > > > 
> > > >  
> > > > 
> > > > Lecce, gennaio 2006
> > > > 
> > > >                              per il Movimento, il responsabile
> > > > 
> > > >                              Prof. Arrigo Colombo   
> > > > 
> > > >  
> > > > 
> > > >  Arrigo Colombo, Centro interdipartimentale di ricerca
> > > >  sull'utopia, Università di Lecce
> > > > 
> > > > Via Monte S.Michele 49, 73100 Lecce, tel/fax 0832-314160
> > > > 
> > > > E-mail arribo at libero.it/ Pag web
> > > > http://digilander.libero.it/ColomboUtopia
> > > > 
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> > > Mailing list Economia dell'associazione PeaceLink.
> > > Per ISCRIZIONI/CANCELLAZIONI:
> > > http://www.peacelink.it/mailing_admin.html Archivio messaggi:
> > > http://www.peacelink.it/webgate/economia/maillist.html Si
> > > sottintende l'accettazione della Policy Generale:
> > > http://www.peacelink.it/associazione/html/policy_generale.html
> > > 
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> > Per ISCRIZIONI/CANCELLAZIONI:
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