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rifiuti: con la raccolta differenziata si risparmia



da lanuovaecologia.it Martedì 14 Febbraio 2006
 
 
Rifiuti, con la differenziata si risparmia

Il vantaggio delle buone pratiche ammonta a due miliardi di euro l'anno, un terzo di quanto spendiamo per gestire la raccolta urbana. Coldiretti: «Meno rifiuti in città, più qualità in campagna»

Due miliardi di euro l’anno, è la cifra che potremmo risparmiare se la raccolta della nostra immondizia fosse un po’ più ragionata. In occasione del convegno "Meno rifiuti in città più qualità in campagna" promosso da Coldiretti, Fare Verde e Consorzio Italiano Compostatori, assieme al ministero dell’Agricoltura, la Coldiretti ha evidenziato che la raccolta differenziata dei rifiuti, infatti, potrebbe consentire un risparmio annuo pari a un terzo del costo totale sostenuto per la gestione dei rifiuti urbani, 6 miliardi di euro circa. Secondo l’associazione agricola, inoltre, a queste economie nei conti degli enti locali, vanno aggiunti altri indubbi vantaggi generati dal recupero degli scarti alimentari e verdi, ricchi di sostanze organiche che possono essere restituite al suolo sottoforma di compost per migliorare la fertilità dei terreni agricoli, la crescita delle piante ed evitare i problemi ambientali determinati dall'abbandono in discarica.
«La produzione di rifiuti urbani - riferisce la Coldiretti - si è attestata intorno ai 31 milioni di tonnellate per una media di 533 chili per abitante, mentre le sostanze biodegradabili trattate negli impianti di compostaggio sono state appena 2,67 milioni di tonnellate pari a quasi 38 chili a persona, al netto di fanghi e residui non compostabili». Un dato che, seppure è in crescita del 40,5 % rispetto al 2000, «dimostra - precisa la Coldiretti - quanto molto ci sia ancora da fare per diffondere la cultura della raccolta differenziata dei rifiuti».
Secondo i dati di categoria, la produzione annuale di compost di qualità in Italia è di circa 900.000 tonnellate annue. Un prodotto interamente collocato sul mercato dei fertilizzanti. «La produzione e l’utilizzo di compost in agricoltura - rileva la Coldiretti - sono in grado di privilegiare quelle forme di gestione degli scarti per il recupero di materia e di energia, consentendo di limitare l’impatto ambientale, e di apportare fertilizzanti organici al terreno, per sopperire alla crescente carenza di sostanza organica».
Il 50% dei terreni italiani, infatti, è ormai classificabile come povero di sostanza organica. E per assicurare la diffusione del compost in agricoltura, dicono gli esperti, sono necessarie più condizioni. Dall’introduzione di un sistema di rintracciabilità, all’indicazione in etichetta delle matrici utilizzate e dello stabilimento di provenienza, dal marchio per il sistema produttivo alla certificazione di prodotto. «Sono condizioni importanti – sottolinea la Coldiretti – per permettere al compostaggio di qualità di inserirsi con efficacia nei processi produttivi, nella consapevolezza di un patto di responsabilità stipulato con i consumatori».
La trasformazione in compost delle frazioni organiche dei rifiuti e il loro successivo impiego per il ripristino ambientale delle aree degradate o per altre forme di utilizzo, potrebbero dunque rappresentare un elemento nodale nella gestione integrata dei rifiuti. «I compost, e in particolare quelli di qualità da matrici selezionate alla fonte – conclude la Coldiretti – potrebbero dimostrarsi molto utili per la conservazione della fertilità e la limitazione dei fenomeni di erosione e desertificazione, assai accentuati in alcune aree del Paese».

(Rita Salimbeni)