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energia rinnovabilità democrazia



da aprileonline Numero 105 del 18/02/2006
 
Se si vuole sapere quale sia stata la proposta energetica italiana al Forum Sociale Mondiale 2006 appena conclusosi, è indispensabile leggere “Energia. Rinnovabilità. Democrazia”, sorta di vademecum pubblicato dalle Edizioni Punto Rosso nella sua collana tascabile “Ambiente” (pp.112, € 6).
Il libro infatti è la fedele riproduzione di un documento a sostegno di mobilitazioni ed elaborazioni, necessarie per iniziare anche in Italia una campagna di sensibilizzazione visibile e concreta riguardante il sistema energetico nazionale, le sue attuali condizioni di salute e i possibili scenari che potrebbero aprirsi in termini di peggioramento del servizio, dedicando in tal senso anche una significativa parte del testo ad alcune ipotesi di soluzione.
In dieci brevi capitoli ben articolati, vengono affrontati argomenti non ancora effettivamente recepiti dal sentire collettivo dell’opinione pubblica, che spaziano dalla riflessione sulla fruibilità energetica come bene comune al pericolo delle privatizzazioni, dal ruolo dell’Europa alla peculiare situazione dell’Italia, sino a considerare la crisi delle risorse convenzionali di energia (e il ruolo da questo punto di vista fondamentale dell’interpretazione “sostenibile” che può darsi al protocollo di Kyoto), oltre la possibilità di una diversa politica energetica, attraverso gli strumenti del risparmio di energia e della cooperazione internazionale.
Ma è nelle pagine conclusive che viene presentata la “Proposta di gestione del documento”, prendendo spunto dalle possibiltà offerte dalle forme rinnovabili di energia (sole, vento, biomasse, geotermia, mini idroelettrico e maree), da utilizzare in sostituzione di quelle basate sui combustibili fossili, destinate a un esaurimento sempre più prossimo. Come dunque è facile intuire, vengono trattati temi divenuti talmente stringenti per la vivibilità e la sopravvivenza stessa del pianeta, da non poter ulteriormente permettere disinformazione o atteggiamenti di passività al riguardo, in luogo di una partecipazione e di una organizzazione da parte di tutti gli abitanti del pianeta.
Ecco perchè nell’incipit del libro vengono messe in evidenza quelle che sono state le conclusioni del Forum Sociale Mondiale dello scorso anno, tenutosi a Porto Alegre:
“Condividiamo l’esigenza di costruire un’alleanza tra movimenti e reti per un contratto mondiale per il clima: un mondo solare è possibile. L’energia è un diritto alla vita e un bene comune. La lotta contro la povertà e il cambiamento climatico esigono che l’energia sostenibile sia tra le priorità delle iniziative e delle campagne del movimento sociale”.
Un movimento sociale che oggi chiama alla militanza attiva ognuno di noi, per evitare di sentirsi responsabili o conniventi, di coloro che alimentano quotidianamente un crollo quasi certamente irreparabile dell’intero sistema energetico mondiale: con la speranza di essere ancora in tempo a invertire la rotta.