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genova milano terzo valico inutile: altro che necessità per lo sviluppo




Perché strozzare tutto il traffico portuale su una sola linea? Le linee di valico sono cinque
Genova-Milano, terzo valico opera inutile:
altro che necessità per lo sviluppo
Mauro Solari*

Il Prc si sta ponendo come forza di governo del paese. Compito di una forza di governo nel settore infrastrutturale è quello di individuare le priorità degli interventi avendo la massima cura di investire bene i soldi dei contribuenti. Ovviamente qualsiasi intervento infrastrutturale dovrebbe essere preceduto da un interrogativo: quale modello di sviluppo intendiamo perseguire? Ed in particolare per le infrastrutture di trasporto, ha senso ipotizzare una crescita costante del traffico merci in termini sia di reale sviluppo economico che di sostenibilità ambientale?
Recentemente Regione Liguria, Provincia di Genova e Comune di Genova si sono espressi a favore della realizzazione del terzo valico - sicuramente senza porsi gli interrogativi di cui sopra - ritenendola un’opera indispensabile per il territorio. Contro questa decisione ha preso posizione in tutte le sedi il Prc.
Perché la nostra contrarietà: innanzitutto ritieniamo sbagliata la procedura, basata sulla legge obiettivo, voluta dal centro destra e da abrogare immediatamente. La procedura corretta da seguire è quella indicata nel programma dell’Unione quando dice «l’individuazione delle priorità infrastrutturali deve avvenire alla luce delle risultanze della valutazione ambientale strategica (Vas), dall’esame del rapporto costi-benefici di ogni intervento (...) a partire dal riequilibrio modale». La Vas, prevista dalla rispettiva direttiva europea, disattesa dal governo di centro destra nonostante dovesse entrare in vigore nel 2004, prevede la valutazione comparata in termini di costi-benefici, di impatto ambientale, di accettabilità sociale della pianificazione territoriale o di settore.
In questo caso, dovrebbe essere elaborato un piano generale del trasporto merci ligure, dove confrontare la proposta del terzo valico con le proposte derivanti ad esempio dal mondo ambientalista o dai territori, contemplando anche l’opzione zero, in una visione unitaria e complessiva del problema. Tale confronto deve prevedere un percorso pubblico e partecipato con i cittadini (non a caso nel programma dell’Unione si parla di un percorso di agenda 21). Il percorso deve essere fatto sui piani e non solo sulla singola opera, quando, nei fatti, sia la Via che la partecipazione dei cittadini servono solo a giustificare l’opera e a ratificare scelte già fatte prevedendo al massimo qualche compensazione.
Nel merito consideriamo che la vicenda del terzo valico ha tutti i presupposti per diventare un ulteriore esempio di cattiva amministrazione. Infatti a fronte di un costo presunto di 5 miliardi di euro (quanto una finanziaria oppure più del ponte sullo stretto di Messina) gli attuali stanziamenti ammontano (forse) a 40 milioni di euro: quanto basta per avviare i cantieri, ma sicuramente non per ultimare l’opera.
E allora perché partire con i lavori e gli espropri se l’opera non è finanziata? Ma, ancora di più, quest’opera è davvero indispensabile?
Il nostro territorio (come gran parte di quello italiano) è caratterizzato da una potente infrastrutturazione e da elevati livelli di costruito. Ogni nuovo intervento ha quindi impatti ambientali elevatissimi. Per questa ragione, anche per le grandi infrastrutture, deve valere il concetto del riuso (pieno utilizzo delle infrastrutture esistenti) e del riciclaggio (ammodernamento e potenziamento dell’esistente): dobbiamo recuperare l’esistente prima di cementificare nuovi spazi.
Il trasporto delle merci è uno degli aspetti più importanti per la nostra regione. Occorre però pensare ai porti liguri come ad un unico porto: la distanza tra Genova e Savona è pari a quella di alcuni moli di grandi porti europei. Ragionando in termini di coordinamento dei porti, magari inserendo nel ragionamento anche quello di Livorno, ci accorgiamo che questi sono connessi non ad una unica linea ferroviaria (la Genova - Milano) ma ad una rete ferroviaria.
Oggi esistono 5 valichi appenninici a cui fanno corona 8 valichi alpini: 1) Savona - Cairo via Ferrania e via Altare 2) Genova - Ovada - Alessandria 3) Genova - Torino dei Giovi 4) Succursale dei Giovi 5) Pontremolese. A fronte di questa situazione e considerando che in questi ultimi 10 anni l’unica opera di cui si parla è il “terzo valico” la prima domanda da porsi è: perché strozzare tutto sulla linea Genova - Milano? Quando l’attuale sistema di trasporto merci è sempre più orientato al porta a porta perché ridurre la rete ferroviaria ad una unica linea convogliandovi tutti i finanziamenti, tra l’altro aumentando la vulnerabilità del sistema?
Potenziando, come proposto da anni dalle associazioni ambientaliste, le 5 linee di valico si avrebbe una capacità di 9 milioni di Teu/anno (i Teu sono l’unità di misura dei container), molti di più dei 5 milioni stimati necessari dall’autorità portuale (e del milione e mezzo cui siamo fermi da diversi anni!).
Il terzo valico quindi è una opera inutile ancor prima che impattante sull’ambiente. Non a caso finché - prima di Lunari - la Valutazione di impatto ambientale (Via) è stata una cosa seria il progetto del terzo valico è stato bocciato ben 4 volte, non solo per motivi ambientali, ma perché mancava la giustificazione dell’opera!
Altre dunque sarebbero le priorità: in particolare lo sviluppo del nodo ferroviario di Genova. Basti pensare che per effettuare i fori pilota della galleria Flavia (terzo valico) sono stati spesi 165 miliardi di lire tra il ’96 ed il ’97 e che con gli stessi soldi si sarebbe fatta la galleria Borzoli- Sampierdarena e completata la quadruplicazione dei binari da Voltri a Sampierdarena. Deviando il traffico merci e a lunga percorrenza sulla bretella Voltri - Borzoli - Sampierdarena, oggi la linea litoranea Principe - Voltri potrebbe già essere utilizzata quale metropolitana per il ponente genovese, risolvendo magari anche qualche problema economico ad Amt.
La nostra proposta è che i soldi stanziati per il terzo valico siano dirottati per completare il nodo ferroviario di Genova e dotare la città di una linea ferroviaria metropolitana che da Voltri arrivi a Pieve Ligure, collegando la bretella di Voltri con le attuali linee di valico: ripristinando i collegamenti tra il porto e le attuali linee per convogliare tutto il traffico, da e per il porto, su ferrovia.
*Assessore Provincia di Genova