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La cellula, la testa e l'organismo



Abbiamo sempre lottato per una democrazia allargata, con controlli e partecipazione dal basso, che metta fine allo stato di corruzione permanente e agli abusi del potere, ma il mezzo indicato è tutt'altro che funzionale a questo.
 
Viene anzi da soggetti in forte contraddizione tra loro  che hanno fattivamente operato per immettere nella legislazione italiana norme restrittive del potere democratico e delle garanzie dei cittadini e dei lavoratori, riducendo progressivamente le nostre libertà e i nostri diritti.
 
Quando parliamo di democrazia allargata non intendiamo lo scatenarsi degli egoismi locali, tribali o territoriali, di casta o classe e nemmeno certo gli accentramenti di potere nelle mani di uno solo, a scapito dei principali organi costituzionali e della sovranità popolare, ma una cura maggiore e migliore della cosa pubblica che parta dal basso con partecipazione di tutti per il bene finale di tutti, senza discriminazioni aberranti ed egocentriche.
 
E' questa finalità che adesso viene potentemente violata!
 
Lo stato è come un organismo dove la parte è funzionale al tutto.
Se la cellula impazzisce o si separa dall'unità organizzata dell'intero corpo, avremo una metastasi.
Se la testa pensa di poter servire a se stessa riducendo in servitù il corpo, avremo la morte.
 
La logica della democrazia allargata non è la logica egocentrica di chi si separa, né quella arrogante di chi si mette sopra, ma è la logica della cellula che cura il suo intorno immediato con la finalità di far star meglio tutto l'organismo.
E' una logica democratica e solidale che trascende ogni egoismo e  ogni arrivismo.
 
Cosa pubblica vuol dire cura dell'intero, e ciò non si ha né con la secessione  che distrugge l'unità né col peronismo che prelude a un nuovo fascismo.
Qui sono presenti questi due mali, due scopi che, per di più, non stanno nemmeno insieme tra loro:  la riforma di un arto che vuole separarsi dal corpo per stare da solo,  e la riforma  di una testa che vuole stare sopra il corpo per dominare arbitrariamente a proprio vantaggio.
 
Viviana vivarelli