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  da lanuovaecologia.it Martedì 13 Giugno 2006
 
CAMPAGNA : CAMBIO DI CLIMA
Il bilancio della campagna itinerante

Città a tutto volume e benzene


Il traffico responsabile per il 56% del rumore rumore urbano, per il 30% delle polveri sottili e quasi per il 62% del benzene. I dati della Carovana del Clima

I livelli di rumore nelle città italiane sono preoccupanti da nord a sud. A far scattare il campanello d’allarme sono stati i rilevamenti fonometrici effettuati, durante due mesi di viaggio e otto tappe lungo tutto lo Stivale, dalla Carovana del Clima - la nuova campagna itinerante di Legambiente sui temi del risparmio energetico, inquinamento

Carovana del Clima
e mutamenti climatici, realizzata in collaborazione con Energia e Corepla.

Da Palermo a Pesaro, passando per Cagliari, Caserta, Potenza, Frosinone, Firenze e Genova, i livelli di rumore registrati hanno superato il limite di media annuale di 65 decibel diurni, consentiti dalla normativa vigente (Dpcm 14/11/97). A Palermo va il primato di città più fracassona dove in via Roma (angolo via G. da Procida) sono stati rilevati 78,3 db. A seguire Genova con 78,0 db in via di Francia (di fronte agli uffici comunali del matitone), Caserta con 77,6 db in via Camuso (ponte d’Ercole) e Firenze con 75,6 db in via Lavagnini (scuola elementare). Fuori legge 7 valori su 7 anche a Pesaro, nonostante il comune sia l’unico, tra quelli monitorati, ad aver attuato una zonizzazione acustica della città, prevedendo zone “sensibili” quali ospedali e scuole, dove il limite diurno si abbassa a 50 decibel. In tutte le città, invece, i rilevamenti fonometrici, effettuati in prossimità di scuole e ospedali, hanno fornito valori superiori a 70 db, sforando di ben 20 decibel il limite previsto in caso di zonizzazione acustica. Valori preoccupanti se si considera che il decibel è un’unità di misura esponenziale e, ad un aumento di 3 db, corrisponde una pressione doppia dell’onda sonora sul timpano.

«La fotografia scattata sui livelli di rumore – dichiara Roberto Della Seta, presidente
nazionale di Legambiente – fa riflettere sulla diffusione dell’inquinamento acustico in Italia, che non colpisce soltanto le grandi metropoli, ma anche città di medie e piccole dimensioni come Pesaro e Potenza. Da non sottovalutare, questa forma di inquinamento può arrecare seri danni alla salute, come indicato dalle linee guida dell’Oms: difficoltà nell’apprendimento per i bambini e patologie quali tachicardia, alterazione del campo visivo e della trasmissione degli impulsi nervosi».

Dai rilevamenti della Carovana del Clima di Legambiente emerge che tra le cause principali dell’inquinamento acustico e atmosferico c’è il trasporto su strada, che influisce per il 56% sui livelli di rumore urbano, per circa il 30% sulla concentrazione delle polveri sottili e quasi per il 62% sul livello di benzene. Le automobili continuano, però, a invadere le città italiane. Cinque su 8 le città raggiunte dalla Carovana del Clima il cui tasso di motorizzazione è uguale o superiore a 59 auto/100 ab, il valore medio nazionale. Nel dettaglio: 69 auto/100 ab a Frosinone, 68 auto/100 ab a Cagliari, 66 auto/100 ab a Potenza, 63 auto/100 ab a Pesaro e 60 auto/100 ab a Palermo. E per chi decide di lasciare l’automobile a casa, poco estese, o completamente assenti, sono, in 6 delle 8 città monitorate, le piste ciclabili, le zone a traffico limitato e le isole pedonali.

Città a tutto volume e benzene fuori legge
13/06/2006 11:21 - Ecco il bilancio di 2 mesi di viaggio della Carovana del Clima
Da Nord a Sud, preoccupanti i livelli di rumore nelle città italiane. A far scattare il campanello d’allarme sono stati i rilevamenti fonometrici effettuati, durante due mesi di viaggio e otto tappe lungo tutto lo Stivale, dalla Carovana del Clima - la nuova campagna itinerante di Legambiente sui temi del risparmio energetico, inquinamento e mutamenti climatici, realizzata in collaborazione con Energia e Corepla.
Da Palermo a Pesaro, passando per Cagliari, Caserta, Potenza, Frosinone, Firenze e Genova, i livelli di rumore registrati hanno superato il limite di media annuale di 65 decibel diurni, consentiti dalla normativa vigente (DPCM 14/11/97). A Palermo va il primato di città più fracassona dove in via Roma (angolo via G. da Procida) sono stati rilevati 78,3 db. A seguire Genova con 78,0 db in via di Francia (di fronte agli uffici comunali del matitone), Caserta con 77,6 db in via Camuso (ponte d’Ercole) e Firenze con 75,6 db in via Lavagnini (scuola elementare). Fuori legge 7 valori su 7 anche a Pesaro, nonostante il comune sia l’unico, tra quelli monitorati, ad aver attuato una zonizzazione acustica della città, prevedendo zone “sensibili” quali ospedali e scuole, dove il limite diurno si abbassa a 50 decibel. In tutte le città, invece, i rilevamenti fonometrici, effettuati in prossimità di scuole e ospedali, hanno fornito valori superiori a 70 db, sforando di ben 20 decibel il limite previsto in caso di zonizzazione acustica. Valori preoccupanti se si considera che il decibel è un’unità di misura esponenziale e, ad un aumento di 3 db, corrisponde una pressione doppia dell’onda sonora sul timpano. “La fotografia scattata sui livelli di rumore – dichiara Roberto Della Seta, presidente nazionale di Legambiente – fa riflettere sulla diffusione dell’inquinamento acustico in Italia, che non colpisce soltanto le grandi metropoli, ma anche città di medie e piccole dimensioni come Pesaro e Potenza. Da non sottovalutare, questa forma di inquinamento può arrecare seri danni alla salute, come indicato dalle linee guida dell’OMS: difficoltà nell’apprendimento per i bambini e patologie quali tachicardia, alterazione del campo visivo e della trasmissione degli impulsi nervosi”.
Sorvegliato speciale, durante le 8 tappe della Carovana del Clima, anche il livello di benzene nell’aria, monitorato tramite il ‘radiello’, un campionatore passivo, brevettato dalla Fondazione Maugeri di Padova. Nella maggior parte dei casi sono stati rilevati valori off limits, da 5 a 10 µg/m3 superiori al limite di media annuale di 10 µg/m3 consentito, per il 2006, dal D.M. 60/2002. E’ a Potenza che il monitoraggio personale ha fornito i valori più elevati. In otto ore di monitoraggio, nel capoluogo lucano, sono stati rilevati 38,7 µg/m3 da un fioraio presso Borgo San Rocco e 24,6 µg/m3 da un bambino, camminando da Portasalza al rione Lucania e da via S. Vito a Via G. La Pira. 24,3 µg/m3, quasi quindici unità oltre il limite di legge, è la concentrazione di benzene respirata da un edicolante a Pesaro, mentre lavorava presso Piazzale Innocenti.
Per quanto riguarda il monitoraggio ambientale, il record spetta a Palermo, dove in via Strasburgo sono stati rilevati, dal 27 marzo al 2 aprile, 128 µg/m3 di benzene nell’aria.
“Il risultato dei monitoraggi spot – sottolinea Della Seta – evidenzia come i bambini e le persone che lavorano in prossimità delle strade, come i vigili, i fiorai e gli edicolanti sono tra le categorie più a rischio benzene, che dallo IARC (Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro) viene indicato tra le sostanze cancerogene più pericolose. In queste condizioni – continua Della Seta - raggiungere gradualmente i 5 µg/m3, la soglia prevista per il 2010, sta diventando, per le città italiane, un obiettivo quasi impossibile”.
Dati allarmanti provengono anche dal monitoraggio della concentrazione delle polveri sottili, realizzato dall’iniziativa di Legambiente “Pm10 ti tengo d’occhio”. Da gennaio, a Pesaro sono stati 99 i giorni di sforamento del limite giornaliero di 50 µg/m3 previsto dal D.M. 60/2002. Insomma, in soli cinque mesi, si è quasi triplicata la soglia dei 35 giorni annuali di superamento consentiti per legge. Al secondo posto Frosinone con 68 sforamenti, seguita da Palermo (53) e Cagliari (30). Le polveri sottili sono tra gli inquinanti più pericolosi in grado di arrecare seri danni alla salute, soprattutto al sistema respiratorio e cardiovascolare.
Tra le cause principali dell’inquinamento acustico e atmosferico va citato il trasporto su strada, che influisce per il 56% sui livelli di rumore urbano, per circa il 30% sulla concentrazione delle polveri sottili e quasi per il 62% sul livello di benzene. le automobili continuano, però, a invadere le città italiane. Cinque su 8 le città raggiunte dalla Carovana del Clima il cui tasso di motorizzazione è uguale o superiore a 59 auto/100 ab, il valore medio nazionale. Nel dettaglio: 69 auto/100 ab a Frosinone, 68 auto/100 ab a Cagliari, 66 auto/100 ab a Potenza, 63 auto/100 ab a Pesaro e 60 auto/100 ab a Palermo. E per chi decide di lasciare l’automobile a casa, poco estese, o completamente assenti, sono, in 6 delle 8 città monitorate, le piste ciclabili, le zone a traffico limitato e le isole pedonali. Firenze e Pesaro rappresentano le due realtà più a dimensione di pedoni e ciclisti. Nessuna eccezione per il trasporto pubblico, che negli otto capoluoghi di provincia, purtroppo, non costituisce una valida alternativa al traffico veicolare privato.
Eppure, a testimoniare, ancora una volta, la convenienza, in termini di tempo e di costi, della mobilità alternativa e l’inefficienza del trasporto pubblico è stato il Trofeo Tartaruga, la gara tra diversi mezzi di trasporto organizzata in 6 città dalla Carovana del Clima. È stata la bicicletta a vincere 5 sfide su 6, bruciando sempre sul tempo sia l’automobile sia l’autobus.
“Contro il caos metropolitano e lo smog – conclude Della Seta – i provvedimenti tampone come le targhe alterne non possono bastare. Servono cure efficienti ed efficaci che Legambiente propone da tempo: interventi su ZTL, corsie preferenziali potenziate e controllate, isole pedonali, piste ciclabili, car sharing, potenziamento dei mezzi pubblici e road pricing”.
Le targhe alterne, per altro, troppo spesso non vengono rispettate. A dimostrarlo i volontari della Carovana del Clima che, il 19 aprile, contando per Palermo le automobili transitate con divieto di circolazione, hanno assegnato a viale Strasburgo, con 12 infrazioni al minuto, il guinness dei primati.
“Dai risultati della Carovana del Clima emerge con chiarezza quali siano gli effetti sull’ambiente delle nostre abitudini quotidiane” – commenta Massimo Orlandi, Amministratore Delegato di Energia Spa, che continua “Le conseguenze globali dei comportamenti privati sono altrettanto evidenti quando si parla di energia. Voglio proporre solo uno spunto di riflessione: se in Europa tutti eliminassimo gli stand-by dei televisori (la lucetta rossa che resta accesa anche dopo aver spento con il telecomando), in un anno risparmieremmo una quantità di energia pari a quella consumata da un Paese come il Belgio. Solo in Italia, gli stand-by dei televisori consumano ogni anno più di 1 miliardo e 300 milioni di kWh di elettricità.
Anche per questo stiamo per distribuire in Italia alcuni semplici apparecchi che permettono di annullare i consumi da stand-by di televisori, lettori DVD, ma anche di stampanti, monitor, PC e delle varie apparecchiature audiovisive comuni sia in casa sia in ufficio.
Eliminare gli stand-by è un esempio di uso efficiente dell’energia. Non meno importante è l’efficienza nella generazione dell’energia. Per questo, noi di Energia Spa stiamo potenziando la nostra produzione puntando, oltre che sulle fonti rinnovabili, sugli impianti a gas “a ciclo combinato”: una tecnologia che assicura un rendimento del 56% (contro il 37-39% di una centrale tradizionale) e una riduzione delle emissioni di anidride carbonica del 49% rispetto a un impianto a olio combustibile e del 60% rispetto a uno alimentato a carbone”.
"Carovana del clima, seppur alla prima edizione, si è subito presentata - afferma Cesare Spreafico, Direttore Generale di COREPLA - come un'ottima possibilità di promuovere a livello locale le tematiche di cui il Consorzio si occupa e di cui è responsabile nei confronti delle aziende consorziate, delle istituzioni e non ultimi dei cittadini. Il futuro del nostro sistema sta nella conoscenza del territorio e nell'ottimizzazione dei servizi sul territorio. Per questa ragione COREPLA affianca Legambiente in occasione di questi road show di informazione e di sensibilizzazione e supporta più in generale i Comuni nelle loro necessità di comunicazione fornendo loro format e kit di promozione completi.Queste operazioni sono fondamentali per seminare un maggiore senso civico:l'imballaggio in plastica, una volta esaurita la propria funzione, può trovare una nuova valorizzazione attraverso il riciclo ed il recupero. Questo è però possibile se ciascuno di noi dà il proprio contributo attraverso la differenziazione dei propri rifiuti."

Ecco in sintesi il check up sulla sostenibilità ambientale realizzato in due mesi di viaggio dalla Carovana del Clima che, inoltre, attraverso una mostra interattiva, ha fatto conoscere a un vasto pubblico, tra cui più di 9.000 studenti, semplici e utili consigli per il risparmio energetico, i vantaggi delle fonti rinnovabili e le soluzioni più innovative in favore della mobilità sostenibile e della corretta gestione dei rifiuti.