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siccità in italia: a rischio laghi e raccolti



da lanuovaecologia.it Martedì 20 Giugno 2006

AGRICOLTURA| In pericolo riso, cereali e mais

Siccità, a rischio laghi e raccolti


Il Po a seccoSe non piove entro dieci giorni i campi del Nord resteranno asciutti. La denuncia di Cia e Coldiretti. Nel ferrarese il Po ha toccato i 2,58 metri sul livello del mare, il più basso di tutti i tempi. E gli esperti avvertono:
«Servirà l'acqua dei bacini»

I grandi laghi potrebbero dimezzare la quantità di acqua rilasciata se non pioverà nel giro di una decina di giorni, il che potrà significare un ulteriore calo della portata del Po e l’impossibilità di irrigare le colture di quattro regioni, Veneto, Lombardia, Emilia e Piemonte. È quanto afferma la Coldiretti nel riferire i risultati dell'incontro tra Autorità di Bacino del Po e i Consorzi di bonifica, dal quale è emerso che attualmente, a causa del basso livello, i grandi laghi prealpini rilasciano solo il 70 per cento dell’acqua che è di loro competenza.
«Il Po – precisa la Coldiretti – è sceso a una portata d acqua di 300 metri cubi al secondo, un sesto della media che si aggira sui 1.800 mc/secondo. A Bondeno nel Ferrarese, dove l’acqua del grande fiume padano viene captata dal Cer (Canale emiliano romagnolo) per portare l’acqua in buone parte dell Emilia e in tutta la Romagna, il fiume ha toccato i 2,58 metri sul livello
del mare, il più basso di tutti i tempi (nella grande siccità del 2003 tale livello non scese mai sotto i 2,90 metri). Per far fronte a questa situazione - sostiene la Coldiretti - sarà necessario nell’immediato che venga rilasciata acqua dai bacini idroelettrici a monte dei grandi laghi dalle società che hanno la concessione per la produzione di elettricità, ma occorre anche - conclude la Coldiretti - attivare interventi strutturali con la realizzazione, soprattutto al Centro-Nord, di invasi per la conservazione dell’acqua e la diffusione di tecnologie per il risparmio idrico».
«L'eccezionale stagione siccitosa che affligge il Nord Italia conferma che attualmente i problemi legati all'acqua non sono più episodici o saltuari ma ricorrenti e strutturali - è quanto denuncia la Cia che sollecita una riorganizzazione complessiva del sistema idrico». Secondo la Confederazione italiana agricoltori lo spettro del 2003 incombe minaccioso sull'agricoltura del Nord Italia che causò una perdita secca di 5 miliardi euro per mancata produzione. Al Nord sono in pericolo un terzo dei raccolti di riso, cereali e mais, mentre sussistono forti timori anche per il pomodoro. Un'analoga situazione critica si sta avendo anche in Sardegna e manifesta una forte preoccupazione per le pesanti ripercussioni che si prospettano per i produttori.