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la città e la speranza



 da Eddyburg
 
n.24, 24-30/06/2006 -
 La città e la speranza
Data di pubblicazione: 23.06.2006

La città è un magnete per la speranza: questo il tema della Giornata mondiale dell’habitat indetto dall’ONU per il 2 ottobre 2006. L’epicentro della manifestazione annuale – che si svilupperà con iniziative in tutte le città del mondo – quest’anno è in Italia, a Napoli. Tra le ragioni che hanno condotto alla scelta vi è quella che Napoli possiede uno dei centri storici più grandi del mondo, inserito tra i siti protetti dall’UNESCO, e che in questa città è in atto un lavoro volto al recupero ed alla riqualificazione del patrimonio edilizio di antico impianto, analizzato e tutelato dal PRG.

La scommessa è che le parole “città” e “speranza” possano coniugarsi, in un pianeta nel quale le città raccoglieranno nel 2050 due terzi della popolazione mondiale e nel quale, “mentre le città crescono, il luogo della povertà globale si sposta verso le città,specialmente negli insediamenti informali degli slums del mondo in via di sviluppo” (Anna Tibaijuka, Direttore di UN-Habitat)
Sarebbe utile aprire (anche su Carta) una riflessione: quale proposta possiamo avanzare a partire dalla esperienza delle nostre città? Dovremmo partire dal ricordare che la città della storia europea costituisce probabilmente una delle invenzioni della nostra civiltà che più hanno titolo a costituire, per tutti, una traccia di lavoro sulla quale operare per conferire, o restituire, ordine, bellezza, umanità, socievolezza e rispetto reciproco, igiene, soddisfacimento delle esigenze elementari e base per la crescita e l’appagamento di esigenze più alte. E dovremmo cominciare noi stessi a combattere i numerosi fattori di degrado che minacciano la vivibilità nei nostri centri urbani.