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Dalla palude della politica, alle vette dell'eccellenza





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  Dalla palude della politica, alle vette dell'eccellenza 
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Immaginiamo di disporre, d'un tratto, di un innovativo strumento di partecipazione 
civile: un originale mezzo per esercitare una forma di democrazia diretta tramite cui ad 
un semplice cittadino si renda possibile presentare una o più proposte relative 
all'ordinamento giuridico del suo Paese. 

Ed immaginiamo pure che, tramite questo stesso dispositivo d'intervento politico, ognuno 
abbia facoltà di esprimersi direttamente in favore di quelle proposte, presentate da 
altri cittadini, che lo entusiasmino, potendo lasciare in una ignota oscurità le altre. 

Ad un certo punto, quelle proposte, che avessero incontrato il favore di un numero 
pre-stabilito di persone, sarebbero automaticamente portate all'attenzione dei 
tradizionali Organi di Governo per una considerazione finalizzata ad una loro 
promulgazione, dopo un adeguato perfezionamento, o ad un rigetto. Essendo tali organi 
tenuti, comunque andassero le cose, a condurre uno studio, ed a consegnare ai proponenti 
una relazione, sulla questione in oggetto. 

Non sarebbe stupendo disporre di una simile opportunità? 

Essa ci permetterebbe di integrare l'oligarchica forma rappresentativa della nostra 
presente struttura, ancora solo vagamente democratica, con una partecipazione popolare 
attiva e diretta. 

Inoltre, la ricca ricompensa spettante a chi avesse ideato una nuova tecnologia sociale 
che fosse infine approvata dal Governo, renderebbe tale partecipazione folta ed 
appassionata, soprattutto stimolata a concepire interventi di qualità sempre crescente. 
Nulla a che vedere coi tristi apporti, con le faziose furberie, che oggi provengono da 
formazioni politiche che, comunque agiscano, rimangono sempre in auge, perché non è 
prevista altra scelta. Bensì interventi contenenti genuine e veraci idee, il cui livello 
qualitativo si eleverebbe sempre più proprio in virtù della selezione operata dagli 
stessi cittadini. 


Già da un bel po' di tempo, quando ci occorre, o semplicemente desideriamo, un oggetto 
materiale, per averlo non dobbiamo far altro che recarci in un qualche negozio. Qui ci 
guardiamo intorno, chiediamo informazioni, verifichiamo quali sono le varie possibilità, 
magari concedendoci pure di rimandare l'acquisto ad una data successiva per avere 
l'opportunità di conoscere meglio la materia e di rifletterci un po' su. Dopodiché, 
quando abbiamo deciso, torniamo all'emporio ad acquistare l'oggetto, lo paghiamo, e ce lo 
portiamo a casa, iniziando da subito a goderci i benefici che esso introduce nella nostra 
vita. 

Il fatto che qualcuno tragga un guadagno dal nostro acquisto, che vi sia chi ne ricaverà 
un beneficio economico, non ci impensierisce affatto, preoccupandoci noi soltanto del 
fatto che l'oggetto sia di buona qualità e che il prezzo sia quello giusto, per non ceder 
più di quanto riceviamo. Ma il principio del "do ut des", del fatto che ringraziamo 
qualcuno, premiandolo, per ciò che ha saputo realizzare, non è da noi messo minimamente 
in discussione. 

Anzi, ci rendiamo conto che il pagamento è cosa semplicemente dovuta, ma soprattutto che 
è proprio l'esistenza di un mercato, in cui sia possibile selezionare l'oggetto che si 
preferisce, in cui sia possibile scegliere il miglior prodotto al miglior prezzo, ad aver 
fatto, ed a far ancora, progredire così tanto lo strumentario materiale che utilizziamo 
giorno dopo giorno. 


Ebbene: esiste un solo motivo per il quale questo stesso sistema basato sulla libera 
scelta personale non possa essere usato per procacciarci gli elementi di quello 
strumentario immateriale che sono i nostri ordinamenti giuridici, che per giunta una così 
onnipresente, e sempre più pesante, influenza hanno ormai nella nostra vita? La nostra 
risposta è: no, non sussiste alcun impedimento a che ciò accada. 

Non dimentichiamo infatti che il nostro sistema di governo non ci offre più, già da 
tempo, la possibilità di compiere una vera scelta. I politici, non solo i nostri ma non a 
caso anche quelli degli altri Paesi sviluppati, essendo stata loro permessa una 
prolungata, stabile permanenza nel ristretto ambiente dei luoghi del potere, non si 
differenziano più gli uni dagli altri, e le idee e proposte da loro partorite sono ormai 
prive di vero valore, specie se relazionate alle urgenti necessità della realtà che 
stiamo vivendo. 

Allo stato attuale delle cose possiamo dire che, più che essere inseriti in un 
ordinamento democratico, siamo invece sottoposti ad una forma di oligarchia, un governo 
di pochi che malconducono e spesso sopraffanno le vite di molti. 


Proviamo, solo per un attimo, a pensare alla raccapricciante ipotesi che anche nel campo 
degli oggetti materiali fossimo sottoposti ad un sistema produttivo avente le stesse 
regole del nostro sistema di governo. Come pensate sarebbe la qualità di un 
elettrodomestico, di un'auto, di un computer, di un vino, di un pane, di un qualsiasi 
prodotto che provenisse da ditte ed aziende che fossero impostate ed agissero come 
partiti politici? 

Perché è proprio questo il punto! Che frigorifero pensate vi riportereste a casa senza 
aver mai avuto alcuna reale possibilità di scelta? Che prodotto pensate vi toccherebbe se 
non disponeste di quel meccanismo che vi consente di versare il vostro denaro con 
precisione nelle tasche di chi ha fatto un buon lavoro, evitandovi al contempo di doverlo 
distribuire ad una canea di incapaci? Solo un rottame, solo uno sfasciume, potremmo 
ricavare da un sistema di questo tipo! 

Pensiamo, allora, che per le leggi, per gli ordinamenti, le norme, i disegni, i progetti, 
le tecniche, le procedure di quelle strutture che ci tengono insieme, che ci danno la 
forma, e da cui quindi spesso non possono non derivare i nostri stessi sentimenti, 
avviene proprio così. Oggi deleghiamo TUTTO il nostro potere a chi è così ambizioso e 
superbo da ritenere di poterci rappresentare. Per noi stessi, manteniamo solo il potere 
di scegliere questo o quel presuntuoso, mentre altro e più preciso e conveniente atto di 
scelta, nonostante i progressi compiuti dalla popolazione in campo culturale, non ci è 
stato ancora reso possibile, i sistemi di ripiego quali le petizioni, gli esposti, etc. 
non potendo certo permettere espressioni di sufficiente creatività e novità. 


Oggi continuiamo a pagare politici (immersi in un sistema basato su continui scambi di 
favori, che, non foss'altro per questo motivo, non può non rovinare tutto ciò cui si 
avvicina) retribuendoli sempre, quali che siano i risultati del loro "lavoro". Al 
contrario, non abbiamo possibilità di proporre, scegliere e premiare alcun singolo 
intervento, con questo non avendo modo di incentivare qualità e ricchezza dell'offerta 
propositiva. Ciò che è possibile ottenere da un simile sistema non può certo essere un 
prodotto di qualità, bensì soltanto di scarto, qualcosa che in un sistema di mercato 
nemmeno verrebbe guardato, o se lo fosse lo sarebbe solo per l'ilarità che susciterebbe. 

Al contrario, proviamo ad immaginare cosa potremmo ottenere se quelle stesse capacità e 
qualità umane che rendono possibili così tanti ed incredibili conseguimenti nel mondo 
della scienza e della tecnologia industriale, se quelle stesse genialità che sono alla 
base dei tanti capolavori che si realizzano nel campo dell'arte e dello spettacolo, se 
quelle stesse doti di coraggio e tenacia che permettono così elevate performance nel 
campo dello sport e dell'avventura, venissero utilizzate allo scopo di far evolvere la 
nostra società. Continue scoperte, affascinanti meraviglie e record crescenti anche nel 
campo dell'evoluzione sociale: ecco cosa otterremmo! 

Perché: cos'è che genera scoperte, capolavori e record? E' certo, sì, una passione 
intrinseca alla persona, ma è anche e soprattutto la possibilità di un adeguato premio 
alla fine di tante fatiche. 


Premi congrui dobbiamo allora offrire a chiunque vorrà usare il suo ardore per fornirci i 
modi per tirarci fuori dalla nauseabonda palude in cui siamo finiti. Premi considerevoli 
siano concessi a chi userà la sua genialità per trasformare questo osceno film 
dell'orrore di infima categoria in un entusiasmante film d'avventura e d'amore di 
prim'ordine a lieto, lietissimo fine. 

Lungi dall'invocare una modifica di peso eccessivo, ben consapevoli che altrove 
competitività, mercato e privato vanno invece abbondantemente ridotti, semplicemente 
diretti a stabilire un equilibrio nel nostro sistema di governo con l'introduzione di un 
valido strumento di partecipazione democratica, soprattutto desiderosi di aprire una via 
maestra all'innovazione sociale, attualmente vergognosamente posta al bando, costretta 
all'esilio a vita, auspichiamo la nascita di un indispensabile quanto urgente Mercato 
delle Innovazioni Sociali.



I migliori saluti,

Danilo D'Antonio

Laboratorio Eudemonia
Via Fonte Regina, 23
64100 Teramo - Italy



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