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sbilanciamo la finanziaria



 
da aprileonline.org
13 ottobre 2006,
 
Sbilanciamo la Finanziaria
 Massimo Serafini,  

Colpisce negativamente che nessun rappresentante del governo Prodi abbia partecipato alla bella e stimolante assemblea tenuta da "Sbilanciamoci" per presentare, come ogni anno, la sua finanziaria. E' decisamente un segnale negativo da parte di un governo di centro sinistra, che dovrebbe favorire il massimo di partecipazione democratica alle decisioni e restituire alla politica una capacità di ascolto delle istanze della società civile organizzata.
Stupisce tanto più, questa assenza, se si guarda la diversa considerazione che invece ministri e lo stesso presidente del Consiglio hanno riservato alle richieste di categorie come industriali e commercianti o alle proteste ingiuste e corporative di farmacisti e tassisti. Viene da chiedersi perché il governo, dopo aver giustamente sentito ed accolto, almeno in parte, le proposte delle autonomie locali, non si sia aperto anche al contributo del vasto schieramento associativo e di movimento che si organizza in "Sbilanciamoci".
Se non altro si sarebbe misurato con associazioni e movimenti che sono portatrici di interessi generali e collettivi oltre a riproporre valori decisivi della democrazia come quelli della solidarietà, dell'ambiente, della pace e della giustizia.
E' in nome di questi interessi che "Sbilanciamoci" ha presentato la sua finanziaria in una assemblea molto partecipata. E' una manovra, quella che propone "Sbilanciamoci", che riconosce a quella del governo di avere distribuito i sacrifici necessari a risanare il debito pubblico con una relativa equità. Molte le proposte però tese a rendere ancora più forte questa scelta: da una più significativa lotta all'evasione a una maggiore tassazione della rendita, ed infine ad un più coraggioso spostamento del carico fiscale dal lavoro e dalle imprese al consumo di risorse e beni comuni. E' sul futuro che la manovra del governo delinea per il Paese che si sono concentrate le critiche dell'assemblea e della finanziaria alternativa. A partire da una richiesta forte di misure capaci di invertire la tendenza alla precarizzazione e svalorizzazione del lavoro, che sono cresciuti con le politiche liberiste della destra in questi anni, per arrivare a proposte di rilancio dello Stato e della coesione sociale. Altrettanto importante è la richiesta di una finanziaria che renda il Paese capace di governare le grandi sfide ambientali che lo aspettano, dal mutamento climatico all'esaurimento delle risorse, dall'inquinamento diffuso alla tutela dei beni comuni, acqua, territorio, aria.
Ecco quindi che alla sottolineatura positiva di misure contenute nella finanziaria del governo, come quelle sull'efficienza energetica di edifici ed elettrodomestici o a favore della difesa del suolo, subentra poi la domanda di inquadrare queste stesse scelte in una decisione più generale,  di favorire un modello energetico distribuito e rinnovabile o a una sicurezza territoriale basata su politiche della prevenzione del rischio e non della riparazione del danno. Ed ancora la domanda di una finanziaria capace di investire in scuola, formazione, cultura ricerca. Ed infine una manovra che delinei un Paese di pace (riduzione delle spese militari) e in aperta lotta con guerre e terrorismi e con il veleno della guerra di civiltà. Non valeva la pena, va chiesto al governo, di misurarsi con queste proposte? Sicuramente si. Averle invece ignorate chiama l'insieme delle forze che si riconoscono in "Sbilanciamoci" ad una più forte capacità di mobilitazione e di conflitto, attraverso cui richiamare l'attenzione del governo e del parlamento. Forse la riuscita della manifestazione contro la legge obiettivo di sabato 14 e di quella contro la precarizzazione del 4 novembre prossimo potrebbero già far capire molte cose a questo governo e a questa maggioranza.