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rifiuti, si brucia solo il denaro



 
da la stampa di martedi 31 ottobre 2006
 

Rifiuti, si brucia solo il denaro

L’emergenza costa 5 milioni il mese, riaperte le discariche delle cosche
29/10/2006
di Fulvio Milone

Andrà a finire come dice il presidente della Commissione ambiente del Senato, Tommaso Sodano: «Nel '94 vennero chiuse le discariche perché c'era il sospetto che fossero controllate dalla camorra. Ora siamo costretti a riaprirle senza aver eliminato la camorra dal ciclo dei rifiuti». Insomma, quasi una dichiarazione di resa davanti al disastro dell'emergenza senza fine in cui sta affondando la Campania.
E dire che tutto cominciò da lì, dai sigilli messi a quelle immense fosse maleodoranti affidate il più delle volte a ditte collegate ai clan, che sulla spazzatura macinavano miliardi: fu il principio di una rivoluzione che, sulla carta, avrebbe dovuto portare la regione all'avanguardia in fatto di smaltimento dei rifiuti. Sulla carta, solo sulla carta.
In realtà, la guerra all'immondizia che invade le strade e che nessuno ha saputo fino ad oggi dove mettere è quasi persa. Persa con disonore, se si considera lo spropositato esborso di danaro pubblico e il numero delle inchieste giudiziarie (40) aperte dalla magistratura decisa a vederci chiaro su un'emergenza che dura da dodici anni.

Macchina mangiasoldi
Il Commissariato straordinario per l'emergenza rifiuti sembra una macchina mangiasoldi più che un organismo messo su per risolvere un problema che neanche un funzionario esperto come Guido Bertolaso, da poche settimane alla guida della struttura, può far funzionare come dovrebbe. E così, due giorni fa, quando la Commissione ambiente si è presentata a Napoli per capire che cosa stia succedendo nella regione sommersa dalla spazzatura, i senatori si sono trovati di fronte a una situazione da brividi. I conti del Commissariato fanno spavento. Il deficit mensile si aggira sui cinque milioni di euro. Bisogna ad esempio coprire i costi di gestione dei Cdr, gli impianti per la lavorazione dei rifiuti destinati ai termovalorizzatori che, però, non sono mai stati realizzati.

Il risultato è che in Campania si sono accumulati 5 milioni di ecoballe: si calcola che per portarle chissà dove occorrerebbero 250 mila tir; e se per incanto i termovalorizzatori inesistenti cominciassero a funzionare, impiegherebbero non meno di 30 anni per smaltire gli arretrati. E poi c'è il capitolo sulla raccolta differenziata affidata ai 2.134 addetti: un'iniziativa lusinghiera, se non fosse per il fatto che la «differenziata» nella città più popolosa della regione, Napoli, è ferma all'8 per cento.

Le emergenze
Secondo le stime ufficiali, il Commissariato straordinario per l'emergenza rifiuti è costato fino al 2004 8.500 miliardi delle vecchie lire. Impiegati per far cosa, visto che nessuno è finora riuscito a tenere le strade sgombre dalle 7.200 tonnellate di spazzatura prodotte ogni giorno nella regione? E' quanto vuole accertare la magistratura. Le inchieste ipotizzano i reati più svariati, dall'associazione a delinquere alla frode, dalla corruzione al falso materiale. Alcune indagini riguardano anche la composizione e l'operato delle commissioni di collaudo degli impianti Cdr, oltre che i rimborsi spese liquidati ad alcuni funzionari e ritenuti a dir poco eccessivi.

Scarsa collaborazione
Guido Bertolaso ha evocato immagini sinistre paragonando la Campania a «un ammalato in sala di rianimazione». Quando viene a Napoli è protetto da una scorta: non ha ricevuto minacce precise, ma con il suo lavoro potrebbe toccare gli interessi di persone con pochi scrupoli. L'infiltrazione della malavita nel business dei rifiuti è un rischio, certo, ma Bertolaso ha fatto capire che per ora non è l'emergenza più grave.

«La camorra non deve diventare un alibi per coprire disfunzioni», ha detto, riferendosi alla scarsa collaborazione degli enti locali che «non hanno fatto la loro parte». Il Commissariato straordinario, ha detto Bertolaso, «spesso è usato come un parafulmine da chi non si assume le sue responsabilità. E' bizzarro leggere sui giornali di rappresentanti di comuni che si lamentano perchè non sanno come recuperare l'immondizia dalla strada: il compito del commissario è quello di indicare dove portare i rifiuti, e non come vanno raccolti».