[Date Prev][Date Next][Thread Prev][Thread Next][Date Index][Thread Index]

certificati bianchi in salsa italiana



da qualenergia ott.2006

Certificati bianchi in salsa italiana
 L'Autorità per l'energia elettrica e il gas ha pubblicato il primo “rapporto annuale” sul funzionamento in Italia del meccanismo dei certificati bianchi. La parte del leone la fanno le lampadine Cfl
Il rapporto oltre a illustrare brevemente i contenuti dei decreti ministeriali, le funzioni dell’Autorità e le attività specifiche svolte dall’Autorità fino al 31 maggio 2006 illustra anche un primo bilancio del meccanismo. In rapida sintesi ecco i numeri del rapporto: 30 aziende soggette agli obblighi di risparmio energetico (10 nel settore elettrico, 20 nel settore gas), 573 aziende distributrici non soggette agli obblighi ma partecipanti al mercato. 577 ESCO accreditate (50% al Nord, 30% al Centro, poco meno del 20% al sud). Tutti i distributori obbligati hanno rispettato l’obbligo di raggiungere almeno il 50% del proprio obiettivo (condizione necessaria richiesta dal decreto) tranne tre aziende (due operanti nella distribuzione elettrica e due nel gas naturale) che potranno compensare la loro inadempienza nel biennio 2006-2007 senza incorrere in sanzioni. Sul fronte dell’offerta l’AEEG ha autorizzato il GME per l’emissione di complessivi 286.837 TEE (214.244 titoli di Tipo I elettrico, 62826 titoli di Tipo II gas, 9767 titoli di Tipo III). Oltre il 60% dei Titoli sono stati emessi in favore di ESCO. I progetti realizzati hanno riguardato per il 33% interventi di efficienza negli usi elettrici nel settore civile, il 27% nell’illuminazione pubblica, per il 21% nella produzione e distribuzione di energia in ambito civile, per il 14% nei fabbisogni termici nel settore civile e infine per il 5% nell’industria. Per quanto riguarda il costo degli interventi il rapporto mostra i benefici economici indotti dal meccanismo sulla collettività: il dato più interessante riguarda il valore del costo energetico evitato dagli utenti finali che passa dai 600-800 €/tep per i risparmi di energia elettrica e gas a circa 1200 – 1600 €/tep per i risparmi di combustibili liquidi valori che superano ampiamente sia l’entità del rimborso riconosciuto ai distributori obbligati (100 €/tee) sia il prezzo medio di compravendita dei tee sul mercato.

Il 60% del risparmio è associabile a piccole apparecchiature elettriche di uso comune (lampadine CFL) il 20% a risparmi da teleriscaldamento, l’8% da impiego di pannelli solari termici. Oltre il 60% dei TEE generati sono associati ad interventi realizzati ante 2005. Il 70% degli interventi deriva da interventi standardizzati, il 20% da metodologie analitiche , il 10% da metodologie a consuntivo. La distribuzione territoriale dei TEE emessi segue perfettamente la presenza territoriale delle ESCO (51% nord, 29% Centro, 20% Sud). Per quanto riguarda la compravendita dei TEE il rapporto sintetizza i dati relativi ai volumi scambiati e ai prezzi di scambio mostrando un quadro dinamico della borsa attivata dal GME anche se con una prevalenza degli scambi effettuati sul mercato bilaterale. Conclude con valutazioni sul meccanismo, proposte di implementazione sia a livello governativo che regolatorio e infine vengono annunciate le aree su cui l’autorità intende concentrare gli sforzi nei prossimi mesi in particolare potenziamento delle schede standardizzate, aggiornamento delle schede tecniche già pubblicate e avvio delle attività di controllo e ispezione.

MG