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la sovracrescita urbana in europa una sfida ignorata



da ecodallecitta.it dicembre 2006 
“La sovraccrescita urbana in Europa. La sfida ignorata”
Una relazione dell’Agenzia europea dell’ambiente, l’Aea, analizza le conseguenze ambientali della sovraccrescita urbana in Europa.
L’Agenzia europea dell’ambiente, l'Aea, ha presentato una nuova relazione dal titolo “Urban sprawl in Europe. The ignored challenge” - La sovraccrescita urbana in Europa. La sfida ignorata -. La relazione mette in luce i problemi ambientali provocati dalla rapida espansione urbana in Europa negli ultimi anni. Nella relazione sono contenuti studi riguardanti le attività di pianificazione urbane applicate, negli ultimi 50 anni, in sette diverse città europee.

La sovraccrescita urbana avviene nel momento in cui il livello di trasformazione d’uso del suolo supera il tasso di crescita della popolazione. Secondo la relazione, oggi già un quarto del territorio dell’Unione Europea risulta urbanizzato. La continua espansione urbana provoca un aumento del fabbisogno energetico e di infrastrutture per i trasporti. Le conseguenze: un aumento delle emissioni di gas serra che generano il surrisclaldamento del pianeta. 

La sintesi del documento europeo

La sovraccrescita urbana in Europa
L’Europa è uno dei continenti più urbanizzati del pianeta: circa il 75 % della sua popolazione vive
in aree urbane. Il futuro urbano dell’Europa è, tuttavia, fonte di notevole preoccupazione. Più di un
quarto del territorio dell’Unione Europea è ormai direttamente destinato ad usi urbani.
Entro il 2020, circa l’80 % degli europei vivrà in aree urbane. In 7 paesi, tale proporzione salirà
al 90 % o addirittura oltre. Pertanto, sta crescendo notevolmente la domanda di suoli disponibili
all’interno o nei dintorni delle città. Nella vita quotidiana, tutti noi assistiamo a cambiamenti
rapidi, tangibili e contrastanti nell’utilizzazione del territorio, che stanno rimodellando i paesaggi e
modificando l’ambiente delle città e delle zone limitrofe, come mai prima d’ora.
Le città tendono ad ingrandirsi, riducendo al minimo i tempi e le distanze che le separano le une
dalle altre, nonché i percorsi di entrata e di uscita dall’abitato. Questa espansione si sta verificando
in maniera non regolare in tutta Europa, per effetto di cambiamenti negli stili di vita e nei
consumi, ed è comunemente denominata sovraccrescita urbana o espansione urbana incontrollata.
Le testimonianze di cui disponiamo dimostrano inequivocabilmente che questo fenomeno ha
caratterizzato la crescita delle città in tutta Europa negli ultimi 50 anni.

L’espansione urbana incontrollata
si verifica quando il tasso di
trasformazione e di consumo di
suolo per usi urbani supera il
tasso di crescita della popolazione
per una determinata area e in
un periodo specifico. Quello
dell’espansione incontrollata
dovrebbe ormai essere
giustamente considerato uno
dei principali problemi che oggi
affliggono le aree urbane europee.
Un recente studio pan-europeo
mostra un continuo e rapido
sviluppo spaziale delle città, con
un aumento di più del 5 % in un
decennio (figura 1), pari a tre volte
l’area del Lussemburgo. Le aree
in cui l’impatto dell’espansione
urbana incontrollata è
maggiormente visibile sono
localizzate in paesi o regioni con
elevata densità di popolazione e
intensa attività economica (Belgio,
Paesi Bassi, regioni meridionali
e occidentali della Germania,
Italia settentrionale, regione
di Parigi) e/o rapida crescita
economica (Irlanda, Portogallo,
Germania orientale, regione di
Madrid). La sovraccrescita urbana
è particolarmente evidente nelle
situazioni in cui i paesi o le regioni
hanno beneficiato delle politiche
e sovvenzioni regionali dell’UE.
Emergono inoltre nuovi modelli
di sviluppo, distinguibili attorno
a città di minori dimensioni o
in campagna, lungo corridoi di
trasporto, e in prossimità di tratti
di costa generalmente collegati con
valli fluviali.
Storicamente, la crescita delle
città, in Europa, è sempre stata
determinata dall’aumento della
popolazione urbana. Oggi,
invece, anche nei casi in cui
la pressione demografica è
irrilevante o addirittura inesistente,
il fenomeno dell’espansione
urbana incontrollata subisce
l’influenza di diversi altri fattori,
che scaturiscono dal desiderio di
realizzare nuovi stili di vita in aree
periferiche, lontane dal centro delle
città.
L’insieme di forze che danno origine
a questi fenomeni include tendenze
sia micro che macro economiche
e sociali. La qualità del sistema di
trasporti, il prezzo dei terreni, le
preferenze abitative individuali,
le tendenze demografiche, le
tradizioni e i vincoli culturali,
la forza di attrazione delle aree
urbane esistenti, sono tutti fattori
che orientano e determinano il
tipo di sviluppo di un’area urbana.
Un altro elemento cruciale è
l’applicazione di politiche di
pianificazione a livello sia locale
sia regionale. Alimentata dai
fondi strutturali e di coesione
dell’UE destinati a sostenere lo
sviluppo delle infrastrutture, la
sovraccrescita urbana è stata
accelerata in concomitanza con il
potenziamento dei collegamenti di
trasporto e dell’accresciuta mobilità
delle persone.
Per loro natura, le città sono luoghi
in cui grandi masse di persone
sono concentrate in aree ristrette.
Questo presenta alcuni evidenti
vantaggi in termini di sviluppo
economico e sociale, e, sotto
certi aspetti, può perfino recare
benefici all’ambiente. Ad esempio,
l’utilizzazione del suolo e i consumi
energetici tendono ad essere
inferiori nelle aree urbane, rispetto
ad aree in cui la popolazione è
distribuita in maniera sparsa. Il
trattamento dei rifiuti urbani e
delle acque reflue è facilitato dalle
economie di scala. Di conseguenza,
i tradizionali problemi di igiene
ambientale derivanti da consumo
di acqua potabile da fonti non
sicure, misure sanitarie insufficienti
e condizioni abitative inadeguate
sono ormai praticamente scomparsi
dalle città dell’UE. Ciononostante,
la popolazione urbana continua
a risentire di seri problemi
ambientali localizzati, basti
pensare all’esposizione al rumore,
a situazioni di inquinamento
atmosferico ad elevato impatto,
gestione dei rifiuti, scarsa
disponibilità di acqua dolce e
insufficienza di spazi verdi.
Tuttavia, l’attuale tendenza
verso nuove aree urbane
caratterizzate da minore densità
sta determinando un aumento dei
consumi. Lo spazio consumato
per persona nelle città europee è
più che raddoppiato negli ultimi
50 anni. Negli ultimi 20 anni,
l’estensione delle aree edificate in
molti paesi dell’Europa occidentale
ed orientale è aumentata del 20 %,
mentre la popolazione è cresciuta
soltanto del 6 %. In particolare,
quello dei trasporti (mobilità)
rimane un problema di vitale
importanza per la pianificazione
e la gestione urbanistica. Le
infrastrutture dei trasporti segnano
profondamente il paesaggio, in
diversi modi, basti pensare, ad
esempio, all’impermeabilizzazione
del suolo, che aumenta gli
effetti delle inondazioni, o alla
frammentazione delle aree naturali.
La mobilità e l’accessibilità sono
fattori essenziali per la coesione
territoriale europea, nonché
elementi fondamentali per il
miglioramento della qualità della
vita delle comunità. Il numero
di chilometri percorsi nelle aree
urbane su strada è previsto in
aumento del 40 %, tra il 1995
e il 2030. Il numero di veicoli
posseduti nei nuovi paesi della UE
(UE-10) non ha ancora raggiunto,
tuttavia, lo stesso livello di
quello dell’UE-15. Tutto ciò lascia
presagire che la crescita vera e
propria debba ancora verificarsi.
Si prevede che, se non si farà
nulla, la congestione stradale
aumenterà sensibilmente entro il
2010, e i costi che ne deriveranno
saliranno approssimativamente
all’1 % del PIL UE. Tuttavia, gli
interventi sulle infrastrutture
dei trasporti non dovrebbero
essere limitati alla semplice
costruzione di nuove strade
e ferrovie. Lo sviluppo delle
infrastrutture dovrebbe essere
inserito in un approccio globale,
che tenga in considerazione
l’impatto effettivamente prodotto
dagli investimenti finalizzati
alla creazione e al sostegno
delle economie locali e urbane.
Dovrebbe essere parte di uno
sviluppo equilibrato e policentrico
che riduca i danni all’ambiente.
Le strategie e gli strumenti
destinati al controllo della
sovraccrescita urbana dipendono
strettamente dalle attuali realtà
dei molteplici livelli interconnessi di
governo, da quello locale a quello
europeo. Ciò è particolarmente
evidente in relazione ai
consistenti flussi finanziari che
influenzano i bilanci delle attività
di pianificazione del territorio.
Attualmente, le politiche di
pianificazione rispecchiano spesso
la logica del mercato. Sarebbe
auspicabile che riflettessero
piuttosto una visione di sviluppo
urbano, in cui la sensibilità alle
questioni ambientali e sociali fosse
perfettamente inserita nell’ambito
delle politiche di ordinamento del
territorio. Questo deve coinvolgere
tutte le fasi del ciclo di sviluppo
delle politiche, a partire dalle fasi
di individuazione del problema e
di formulazione della proposta,
fino all’attuazione e alle fasi di
valutazione dell’efficacia e degli
impatti. Questo potrebbe produrre
diversi vantaggi, ad esempio:
• garantire coerenza politica
in tutte le fasi del ciclo delle
politiche ;
• accrescere la cooperazione
tra le agenzie preposte
allo sviluppo del territorio
attraverso tutti i livelli di
responsabilità;
• utilizzare efficacemente i fondi
strutturali e di coesione della
UE, in linea con le normative
ambientali, al fine di evitare
e di attenuare l’espansione
incontrollata;
• correggere le anomalie
del mercato che portano
all’espansione incontrollata,
agendo sugli indicatori di
prezzo relativi ai terreni,
dentro, intorno e tra le aree
urbane;
• raccogliere e condividere
esempi di buone prassi per
sviluppare città compatte;
• creare aree verdi all’interno
delle città.