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la mancata applicazione di kyoto costa più della sua applicazione



da e-gazete.it 14 dicembre 2006
 
 Ronchi (Ds): la mancata applicazione di Kyoto costa più della sua applicazione

Roma, 11 dicembre – ''I costi della mancata applicazione del Protocollo di Kyoto sono più elevati di quelli della sua applicazione, in particolare per l'Italia dove potrebbe innescare sinergie, effetti indotti, straordinariamente positivi e importanti per il rilancio della competitività del Paese”. Lo ha affermato il senatore diessino Edo Ronchi, vicepresidente della Commissione Territorio Ambiente e Beni Ambientali intervenendo la scorsa settimana all'incontro “Italia 2020: protocollo di Kyoto e prospettive energetiche” al quale ha partecipato anche il senatore Antonello Cabras, responsabile dipartimento economia dei Ds. L'Italia, come è stato ricordato nel corso dell'incontro, è stata tra i primi Paesi dell'Unione europea a ratificare il protocollo di Kyoto nel 2002. A tanto entusiasmo non è però seguito una conseguente operatività per rispettare gli obiettivi del protocollo, obiettivi che, come è stato rilevato da più parti, sono difficilmente raggiungibili senza una profonda revisione della politica energetica del paese.
Al centro degli interventi, la presentazione del libro curato da Paolo degli Espinosa: “Italia 2020. Energia e ambiente dopo Kyoto” dove si tracciano gli scenari possibili di un cambiamento non più rinviabile. “In Italia - ha detto Ronchi - il cambiamento climatico è già causa di danni rilevanti e serissimi problemi.
Nell'ultimo decennio gli eventi atmosferici sono aumentati di numero e di forza: piogge intense e alluvioni in certi periodi, temperature elevate e siccità in altri, con pesanti danni al territorio, alle infrastrutture, all'agricoltura e a molte altre attività”. Anche per questo, in vista del 2012, data in cui si chiuderà la prima fare del Protocollo di Kyoto, un intervento è più che mai necessario e inderogabile. Le riduzioni nell'uso dei combustibili fossili, secondo quanto rileva il libro di Spinosa, andrebbero ricercate prioritariamente nel settore dei trasporti, in quello dell'energia elettrica, degli usi civili e del terziario, con l'adozione di cambiamenti massivi e organici, che coinvolgano l'intero paese. L'Italia è, infatti, al terzo posto nella graduatoria europea dei maggiori emettitori di gas serra. Ciò significa che il paese non solo non sta rispettando gli obiettivi di riduzione che aveva assunto con l'adesione al Protocollo di Kyoto, ma rischia anche di pregiudicare seriamente le possibilità dell'Europa di rispettare gli impegni sottoscritti (cioè ridurre entro il 2012 le emissioni dell'8% rispetto al 1990).
Il tema “Kyoto”, ha sottolineato Ronchi, ha assunto nel dibattito politico e nell'iniziativa di Governo un peso senza precedenti. Ronchi è firmatario di un recente disegno di legge sulle “Norme per l'attuazione del protocollo di Kyoto”, che prevede un complesso di misure che porterebbero a una riduzione delle emissioni nazionali di 90 milioni di tonnellate e quindi al raggiungimento degli obiettivi di Kyoto, con l'adozione di strumenti nuovi per il nostro Paese, come il sistema tedesco di incentivazioni, il conto energia, per tutte le fonti rinnovabili, e un Programma nazionale energetico ambientale, che abbia obiettivi anche regionali e una sede di coordinamento Stato-Regioni.