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Liguria Ponente, l´ultima cementopoli Incendi dolosi, buste con proiettili e le speculazioni trionfano




DA La Repubblica del 16 gennaio 2007

Ponente, l´ultima cementopoli
Incendi dolosi, buste con proiettili e le speculazioni trionfano

In un clima da far west, con legami d´affari più
forti di quelli politici, la sinistra non cavalca la battaglia ambientale
A Ospedaletti il caso di Villa Sultano: il rogo
misterioso dove nacque il primo casinò italiano
Vicino a Bordighera un lembo di paradiso a due
metri dal mare diventerà una palazzina per vip
MARCO PREVE
BORDIGHERA - Incendi dolosi - a volte pure
intelligenti -, proiettili dentro buste anonime,
colpi di pistola esplosi in piena notte contro
attività commerciali, prestanome, legami
affaristici assai più forti dei vincoli
dell´ideologia. Benvenuti del ponente ligure.
Anzi, benvenuti nel selvaggio west, perché questo
è ormai diventato l´estremo ponente della
provincia di Imperia. E al centro di tutto, come
i pozzi di petrolio nel far west, c´è il cemento.
Mentre il mondo si interroga e si preoccupa
sull´innalzamento del livello degli oceani, qui,
a due metri dal mare ci si costruiscono palazzine
per vip. A levante di Bordighera c´è una baia
bellissima detta di Bagnabraghe. Sulla scogliera
quasi bianca sorgevano i resti di un ex macello,
punto di raccolta, durante la guerra, delle
famiglie ebree in fuga. Proprio per questa
ragione il luogo, grazie ad un co - finanziamento
della Ue è stato inserito in un progetto
culturale chiamato "La memoria delle Alpi". Dalla
diaspora alla colata, il passo è stato breve. La
società Lagest, con amministratore un anziano
giornalista prestanome per amicizia - come ha
dichiarato al pm Antonella Politi della procura
di Sanremo che ha in corso un´indagine per
presunti abusi edilizi - e titolari di quote
Bernardo Devia e Giuseppe Bianchi, ha iniziato i
lavori per la realizzazione di una palazzina per
dodici esclusivi alloggi, prezzo 10-12mila euro
al metro quadro. Quasi tutti sono già stati
venduti, ancora libero l´attico. Devia è un
immobiliarista con partecipazioni in 30 società.
Nel 2004 qualcuno sparò contro la saracinesca
della sua agenzia, la Domus. La stessa che fu
vittima di un insolito furto di documenti, nelle
ore successive al clamoroso arresto dell´allora
sindaco Flavio Parrini (il 25 gennaio la sentenza
del processo che lo vede accusato assieme ad
altri imputati). Due valigie di carte, rubate da
ladri che poi le abbandonarono in un cassonetto
dei rifiuti. Socio di Devia nella Lagest, è
Giuseppe Bianchi ex presidente della Camera di
commercio, potentissimo costruttore di Taggia
finito in carcere con politici e professionisti
nel corso di un´inchiesta per corruzione. Il caso
Bagnabraghe («la procedura è regolare, se hanno
commesso abusi sarà la magistratura a dirlo»
spiega il sindaco Giovanni Bosio) non sarebbe
forse mai esistito, se non fosse stato per le
segnalazioni del blog su internet della Cgil di
Imperia. E nonostante poco lontano, nel residence
Grand Hotel, abbia casa un paladino dell´ambiente come Adriano Celentano.
Il fatto è che, nel west di casa nostra, la
sinistra non è che sia molto selvaggia. La
questione morale è senz´altro servita ai tempi
delle inchieste che spodestarono, a Sanremo, la
giunta di Giovenale Bottini (prosciolto in sede
di udienza preliminare), poi è passata di moda. E
fino ad oggi, si è sentita poco anche
Legambiente, altrove bellicosa e qui cooptata nel
progetto di recupero delle aree ferroviarie della
società Area 24, di cui è diventato consigliere
Claudio Vaniglia, esponente dell´associazione.
Eppure, le suggestioni non mancherebbero. Ad
esempio, l´abbattimento dello storico ex teatro
Zeni di Bordighera. Acquistato da una società di
Piergiorgio Parodi - imprenditore che con la
figlia Beatrice è a capo di un impero con il
vento in poppa grazie alla realizzazione in serie
di mega porti turistici - era soggetto a vincoli
di Soprintendenza, che bloccavano un progetto per
appartamenti e due sale cinematografiche. Un
incendio dalle cause mai chiarite devastò il poco
che era rimasto, semplificando la pratica
edilizia. Oggi lo Zeni non esiste più, resteranno
solo alcuni fregi che la Soprintendenza ha
chiesto ai costruttori di rimontare all´interno della struttura.
Un altro incendio (altrettanto misterioso e forse
"intelligente" come lo definì Oscar Marchisio,
intellettuale e candidato sconfitto, lo scorso
anno, alle primarie per le provinciali), questo
autunno ha semidistrutto Villa Sultana a
Ospedaletti, una palazzina che ospitò il primo
casinò italiano ed è anch´essa vincolata dalla
Soprintendenza. La proprietà è di una società di
Parodi, la Sapeco, in cui è amministratore anche
Fausto Moreno, consulente del Casinò. Il
consiglio comunale dell´epoca Parrini decise che
doveva trasformarsi in struttura turistica ma il
Prusst del ponente approvato dalla Regione, ha
benevolmente concesso l´utilizzo a fini
residenziali. La nuova amministrazione guidata da
Eraldo Crespi, sta cercando di forzare la
proprietà a scegliere la soluzione alberghiera,
ma il parere regionale rema contro. E poi ci sono
quei 10mila metri cubi aggiuntivi, oro colato per
il Comune, «perché serviranno ai costruttori a
pagare la sistemazione di un movimento franoso in
quella zona che per le nostre casse è troppo
oneroso». Sembra un contrappasso che queste
colline ipercostruite, per essere difese abbiano bisogno di altro cemento.
Ma il partito del mattone tende continui agguati
alla giunta Crespi. Il sindaco ha denunciato alla
magistratura i presunti tentativi di trasformare
in appartamenti le strutture turistiche che
dovranno sorgere assieme al nuovo porto di Baia
Verde, mentre i ricorsi di un comitato di
cittadini hanno bloccato al Tar un altro
ambizioso progetto, i "Pieds dans l´eau", una
palazzina appiccicata alla spiaggia pubblica. Il
progettista era quell´architetto Sergio Maiga che
ha firmato anche Bagnabraghe. Il professionista,
tra i migliori della zona ha ottime entrature a
destra come a sinistra nel sanremese, e lo stesso
dicasi per i Parodi padre e figlia. Nessuno,
infatti, ha mai speculato, politicamente, sul
fatto che Parodi sia tra gli imputati (tentato
favoreggiamento) del processo contro Flavio
Parrini. D´altronde, nel west imperiese, chi non
ha qualche vertenza da definire con la giustizia?
Carlo Ghilardi, il re delle discariche, è
indagato per usura nell´inchiesta su politica e
mattoni del pm Marco Zocco. E tanto per
confermare gli usi e costumi di queste
latitudini, nei giorni scorsi il figlio Massimo,
ha ricevuto un inquietante messaggio: otto
pallottole. Se poi si condisce il tutto con altre
inchieste in corso su varie pubbliche
amministrazioni, con un delicato filone
d´indagine dei finanzieri di Sanremo sui rapporti
tra Nordiconad e imprenditori locali che fu alla
base della nascita del centro commerciale
Shopville di Taggia, con la mezza dozzina di
roghi dolosi che hanno distrutto bagni marini e
bar, ecco che sembrano scritte ieri, e non due
anni fa, le parole di Anna Canepa, già pm
dell´antimafia: «Le vicende in cui sono coinvolti
gli amministratori di quest´area sono
preoccupanti; stanno evidenziando il sopravanzare
di gruppi imprenditoriali-politico-affaristici
inclini ad abusare del potere pubblico per conseguire profitti illeciti».