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efficienza energetica, titoli lunghi un anno



QUALENERGIA ANNO IV - N.2
MARZO-APRILE 2006
INCENTIVI
Il decollo
dei certificati bianchi
nel 2005
Titoli lunghi
un anno

di Roberto Malaman*

La politica pubblica di promozione
dell’uso efficiente dell’energia in Italia
si basa tradizionalmente sull’introduzione
di standard tecnici, relativi
ad apparecchiature ed edifici e più
recentemente sull’introduzione dell’etichettatura
energetica di alcune famiglie
di elettrodomestici.
A partire dall’anno 2004, con appositi
Decreti ministeriali emessi il 20 luglio,
il Paese si è dotato di uno strumento
innovativo di promozione dell’uso razionale
dell’energia, noto agli addetti ai
lavori come Titoli di efficienza energetica
(Tee) o Certificati bianchi.
Il 2005 ha costituito il primo anno di
attuazione del meccanismo dei Certificati,
ed è quindi possibile, oggi, qualche
prima considerazione sul reale impatto
dello strumento.
Obiettivi negli usi finali
I Decreti ministeriali del luglio 2004
fissano obiettivi nazionali annuali, crescenti
nel tempo, di contenimento dei
consumi di energia primaria per il periodo
2005-2009. Il raggiungimento di questi
obiettivi produce una riduzione dei
consumi complessivi di energia rispetto
al livello che avrebbero altrimenti raggiunto.
L’obiettivo complessivo di risparmio
per l’anno 2005 risulta pari a circa
156 mila tonnellate equivalenti di petrolio
(Tep), di cui circa 98 mila, pari al 63%,
a carico dei distributori nel settore elettrico
e le restanti 58 mila, pari al 37%, a
carico dei distributori nel settore gas. Gli
obiettivi complessivi nazionali salgono
progressivamente fino a 2,9 MTep, di cui
1,6 a carico dei distributori di energia
elettrica e 1,3 dei distributori di gas.
Gli obiettivi nazionali vengono ripartiti
tra i distributori con più di 100 mila
clienti in proporzione alla quota di energia
elettrica o di gas naturale distribuita
ai clienti finali in rapporto al totale
nazionale. Complessivamente, sono stati
quindi attribuiti obiettivi di risparmio di
energia a circa 30 distributori.
Gli obiettivi di risparmio energetico
devono essere raggiunti attraverso
interventi presso i consumatori finali di
energia, i cui risultati in termini di energia
risparmiata sono valutati, in termini
di Tep non consumate, attraverso apposite
metodologie definite dall’Autorità
per l’energia.
Le tipologie di intervento tipicamente
ammissibili ai fini del conseguimento
degli obiettivi fissati dal legislatore sono
elencate nell’allegato I a entrambi i
decreti; sostanzialmente è ammissibile
ogni forma di intervento che faccia
risparmiare energia, escluse quelle legate
alla generazione elettrica.
Mercato dell’efficienza
Il vero elemento di novità del nuovo
sistema non è l’introduzione di obiettivi
quantitativi, già previsti nei Decreti Bersani
(DL 79/1999) e Letta (DL 164/2000)
di attuazione del mercato interno dell’energia
elettrica e del gas, ma è costituita
dalle modalità con cui tali obiettivi
possono essere raggiunti.
I progetti di risparmio di energia possono,
infatti, essere realizzati direttamente
dai distributori o da società da
loro controllate, ma anche da società
terze operanti nel settore dei servizi
energetici, queste società sono note con
la denominazione di Energy services
companies (Esco).
L’Autorità deve valutare e certificare i
risparmi energetici ottenuti da ogni singolo
progetto e a seguito di questa certificazione
avviene l’emissione di Titoli
di efficienza energetica (Tee) da parte
del Gestore del mercato elettrico (Gme),
il cui valore é espresso in termini di energia
primaria risparmiata.
I titoli possono essere scambiati tra gli
operatori attraverso contratti bilaterali,
ovvero nel mercato dei titoli appositamente
organizzato dal Gme. La possibilità
di scambiare Tee consentirà ai distributori
di acquistare, in sostituzione alla
realizzazione diretta di progetti, titoli di
efficienza energetica da quei soggetti
che invece presentano costi di realizzazione
degli interventi di risparmio relativamente
bassi e che pertanto avranno
convenienza a vendere i propri titoli sul
mercato.
Grazie a questo sistema, si persegue
il duplice obiettivo di garantire il raggiungimento
certo degli obiettivi definiti
di risparmio di energia, garantendo
tuttavia che tale obiettivo venga raggiunto
al minor costo possibile, poichè
saranno direttamente i soggetti in
grado di realizzare gli interventi che sceglieranno
le
opportunità che
presentano un
minor costo a parità di quantità di energia
risparmiata.
Dopo un anno di esperienza saranno
date alcune risposte, seppur ancora preliminari
e incomplete, agli interrogativi
da più parti sollevati sui reali esiti dell’innovativo
meccanismo di promozione.
Il funzionamento
In primo luogo, occorre sottolineare
che sono stati necessari oltre tre anni per
far partire il sistema: la definizione del
complesso meccanismo di regole del
gioco e in particolare delle metodologie
di valutazione dell’energia risparmiata
dagli specifici interventi è risultato laborioso.
Oggi tale meccanismo è a regime,
grazie ad un sistema di metodologie
(Linee guida) e di schede tecniche a
disposizione dei distributori di energia e
delle Esco interessate. La stabilità e certezza
del sistema è garantita anche da
un insieme di sanzioni pecuniarie amministrative
a carico dei distributori
che non raggiungono gli
obiettivi assegnati, nonché da
regole che permettono un
effettivo controllo delle azioni
svolte.
È bene precisare che il meccanismo
dei Titoli di efficienza energetica non
può certamente essere considerato
come sostitutivo di altri strumenti di
politica energetica e ambientale: è,
infatti, orientato a premiare le attività e
i progetti di risparmio energetico addizionali
rispetto all’evoluzione spontanea
dei mercati e delle tecnologie di utilizzo
dell’energia e rispetto anche a quanto
imposto con tradizionali strumenti di
comando e controllo, come norme tecniche
o standard relativi ad apparecchiature,
impianti, edifici. Gli obiettivi
quantitativi perseguiti con strumenti di
mercato non devono quindi essere confusi
con gli obiettivi complessivi di risparmio
energetico nazionali.
Il quadro finanziario
Gli interventi per l’uso efficiente dell’energia
comportano in genere benefici
economici assai superiori ai costi,
anche se questi devono essere sostenuti
nel breve periodo
e i risparmi si
distribuiscono su
un arco temporale di vari anni, nel caso
delle apparecchiature, o di decenni, per
gli interventi sull’edilizia. I decreti prevedono
la possibilità che i costi sostenuti
dai distributori per la realizzazione dei
progetti possano essere finanziati attraverso
le tariffe di trasporto dell’energia
elettrica e del gas secondo criteri stabiliti
dall’Autorità. Il sistema riceve un
incentivo economico, oggi fissato a 100
Euro/Tep risparmiata, finanziato attraverso
un piccolo prelievo sulle tariffe
elettriche e gas. Questo prelievo é definito
in modo da garantire che la minore
energia consumata abbia un valore
superiore al prelievo tariffario. In altre
parole, i consumatori godono dei medesimi
servizi con una spesa complessiva,
per i consumi energetici, la bolletta
energetica complessiva viene quindi
ridotta.
I risultati
Oltre 400 società, imprese artigiane e
loro forme consortili, che offrono servizi
energetici integrati ai consumatori
finali come, per esempio, la progettazione,
realizzazione e successiva gestione
di interventi per il conseguimento di
risparmi energetici negli usi finali, si
sono accreditate presso l’Autorità per
l’energia, a testimonianza dell’interesse
verso il meccanismo dei Tee. Circa 500
richieste di verifica e certificazione di
progetti di risparmio energetico realizzati
sono state presentate alla stessa
Autorità; quasi 200 di esse sono state
valutate e si è proceduto alla certificazione
di oltre 125 mila Tep risparmiate a
valere sugli obiettivi 2005. I relativi Titoli
sono stati emessi, in modo tale da consentire
l’avvio delle negoziazioni nell’apposito
mercato. Entro la fine del
mese di maggio, attraverso i progetti
direttamente realizzati o mediante l’acquisto
di Tee, i distributori di gas ed
energia elettrica dovranno dimostrare di
aver raggiunto gli obiettivi prefissati. Al
momento è possibile dire che gli obiettivi
2005 possono essere complessivamente
raggiunti, che a tale raggiungimento
hanno contribuito in via eccezionale
i progetti realizzati negli anni precedenti,
questo recupero era consentito
dai testi dei Decreti Ministeriali 20 luglio
2004 e che emergono maggiori difficoltà
alla realizzazione di progetti che
fanno risparmiare gas rispetto a quelli
orientati al minor consumo di energia
elettrica.
Il mercato dei titoli
Il perseguimento di obiettivi quantitativi
di risparmio di energia a carico di
soggetti terzi, può essere realizzato dal
policy maker sostanzialmente in tre
modi: una prima modalità è quella di
predeterminare gli interventi da effettuare,
con il vantaggio di poter così prescegliere
tecnologie ad alto rendimento,
in grado di trasformare strutturalmente
i mercati dei beni e servizi o con
un elevato grado di innovazione tecnologica;
così ha fatto per vari anni il regolatore
inglese Ofgem nei confronti dei
venditori di energia elettrica, associando
a obiettivi di risparmio di energia l’indicazione
di perseguirli attraverso la
sostituzione di elettrodomestici
(appliances), lampade a basso consumo
di energia (lighting) e isolamento termico
degli edifici (insulation). La selezione
a priori delle tecnologie presuppone che
il regolatore sia in grado di compiere
questa scelta meglio di chiunque altro,
nel nome dell’interesse collettivo.
Come alternativa, si possono fissare
obiettivi quantitativi e lasciare liberi i
soggetti obbligati di scegliere le modalità
di raggiungimento. Questo sistema
garantisce una prima forma di selezione
degli interventi che presentano un
migliore rapporto tra costi economici e
benefici energetici.
Il sistema italiano presenta un grado
di libertà ancora maggiore, facendo
entrare nel gioco anche le società fornitrici
di servizi energetici. Queste entrano
in gioco se possono realizzare interventi,
acquisire il diritto ad avere Tee che
ne riconoscono i risultati, cedere tali
Titoli su un mercato organizzato. In tal
modo si aumentano le probabilità che il
sistema selezioni i progetti con un rapporto
ottimale tra costi e benefici.
L’analisi delle richieste di verifica e
certificazione di progetti di efficienza
energetica trasmesse fino a oggi all’Autorità
per l’energia segnala una crescita
significativa nel tempo della quota di
progetti realizzati da Esco: questi raggiungono
l’87% del totale per quanto
riguarda le attività realizzate nell’anno
2005. Questo fenomeno dovrebbe preludere
a un positivo sviluppo degli scambi
di Tee, sia nel mercato organizzato
dal Gme che attraverso transazioni bilaterali.
Un sistema all’avanguardia
Il sistema di promozione incentrato su
obiettivi di risparmio energetico obbligatori
e scambi di Titoli è certamente un
sistema complesso. Viene guardato con
attenzione dagli osservatori internazionali
per misurarne vantaggi e svantaggi
rispetto a politiche più tradizionali di
intervento: viene per esempio proposto,
ma non imposto, sia nel Libro Verde
della Commissione Europea sull’efficienza
energetica – Fare di più con meno
(2005, pag. 25) – che nelle recenti proposte
di Direttiva sull’efficienza
negli usi finali di energia e
dei servizi energetici presentate
dalla commissione.
Gli interventi addizionali,
soprattutto in un Paese con un’intensità
energetica relativamente bassa come l’Italia,
possono comportare costi medi
significativi e costi marginali rapidamente
crescenti. Proprio in queste condizioni
deve essere prestata massima
attenzione al rapporto costi-benefici
degli interventi. Progetti di efficienza
energetica selezionati dagli operatori
presenti sul mercato secondo criteri di
costo-prestazioni danno quindi il massimo
vantaggio possibile in termini di
minori consumi di energia, contributo
alla sicurezza degli approvvigionamenti,
riduzione dell’impatto ambientale,
sollievo alla bilancia dei pagamenti,
competitività del Paese e sviluppo di
operatori specializzati negli interventi di
uso razionale dell’energia.
*Direttore – Consumatori e qualità
del servizio Autorità per l’energia
elettrica e il gas.
Le opinioni contenute
nel presente articolo
sono espresse a
titolo strettamente
personale.