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tav milano genova, chi paga?



da Corriere Economia - lunedi' 19 febbraio 2007 - pagina 1

Tav Milano-Genova, chi paga ?

Che l'alta velocita' ferroviaria si finanziasse da sola con i proventi del traffico, con il "project financing" e via evocando paradisi mercatisti, lo sostenevano i vertici Fs nel 1991, quando la grande operazione fu varata dall'ultimo governo Andreotti.
Dopo 15 anni, con i costi delle tratte gia' avviate triplicati rispetto alle previsioni, e con i conti delle Fs disastrati oggi e per gli anni futuri dal peso dell'alta velocita', c'e' ancora chi e' disposto a giurare che i binari del futuro si possono fare senza oneri per lo Stato.
Il trio Impregilo, Banca Intesa Infrastrutture e Condotte d'Acqua (due costruttori e una banca) hanno presentato un piano per la tratta che va da Genova a Novi Ligure e Tortona, poche decine di chilometri. Costerebbe 6,55 miliardi, e a parte un 10 % versato dagli stessi promotori, e un miliardo circa che dovrebbe arrivare dall'Unione europea, l'opera verrebbe finanziata per 5 miliardi di euro da un finanziamento estinguibile in 36 anni. E per ripagare il debito basta, come spiega il piano, farsi dare dalle Fs 300 milioni all'anno per l'uso della nuova strada ferrata. Quindi sono le Fs, il cliente, il "mercato", che paga il canone annuo per rivendere poi gli spazi, le cosiddette "tracce orarie" a Trenitalia e agli altri eventuali vettori privati, incassando pedaggi, si deduce, per piu' di 300 milioni di euro ogni anno.
Il caso e' curioso. Perche' mentre si sviluppa una polemica vecchia di 15 anni sulla necessita' della tratta Genova-Milano, sull'opprtunita' e sulla convenienza di realizzarla, sulla decisione di Pier Luigi Bersani (legittima o illegittima ?) di revocare per legge la concessione al consorzio Cociv (che la ottenne nel 1992 senza gara), sull'insistenza del presidente della Regione Liguria, Claudio Burlando, perche' con l'opera siano salvaguardati gli interessi vitali dell'economia della Riviera, e via discutendo, sarebbe l'ora di rispondere a una domanda molto piu' semplice: perche' presentare alle Fs un piano che prevede proventi da traffico per 300 milioni di euro l'anno ? Da dove nasce quella previsione ? Prima di ufficializzarla e' stata sottoposta al cliente che quel canone dovra' pagare, cioe' le Fs ? Sembra di no, forse perche' e' dura a morire l'idea che il mestiere di Fs sia solo quello di pagare senza fare troppe storie quando l'opera e' "strategica per il Paese".
Eppure dicono il piazza della Croce Rossa che bastava una telefonata. I calcoli del numero uno delle Ferrovie, Mauro Moretti, che tra l'altro dei pedaggi sa tutto perche' proviene dalla guida delle rete ferroviaria, dicono che su quella tratta sara' arduo arrivare a 40 milioni di euro l'anno di incasso. Ma se va cosi', poi chi paga il resto, cioe' i circa 260 milioni all'anno solo per Genova-Novi Ligure-Tortona ? provi il lettore a indovinare.

Giorgio Meletti