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genova carige su assicurazioni e immobili arrivano le contestazioni di bankital



 

(28 giugno, 2007) Corriere della Sera
 
 
Il rapporto degli ispettori di via Nazionale: senza delibera del consiglio gli affidamenti a Stefano Ricucci per 150 milioni
 
Carige, su assicurazioni e immobili arrivano le contestazioni Bankitalia
La situazione del comparto è caratterizzata da notevoli criticitàL' affidamento non era suffragato dalla disponibilità dei bilanci certificati
  
MILANO - La Banca d' Italia ha contestato formalmente ai vertici della Carige una serie di violazioni normative e regolamentari del Testo unico bancario e per questo ha avviato un procedimento sanzionatorio. La decisione è stata presa al termine dell' ispezione (30 ottobre 2006-28 marzo 2007) nella banca genovese guidata da Giovanni Berneschi. I consiglieri hanno tempo 30 giorni per le controdeduzioni. Le principali contestazioni riguardano la governance, le procedure d' affidamento e, soprattutto, la gestione delle controllate assicurative. Riemerge, con le sue stranezze ma nessuna perdita, il finanziamento a Stefano Ricucci. Alcune osservazioni, riferiscono fonti interne della banca, sarebbero già state accolte «in corso d' opera, adeguando la struttura». RICUCCI NON «CERTIFICATO» - Su alcune operazioni e specifici settori, Bankitalia è particolarmente severa. L' affidamento a Stefano Ricucci, per esempio. Nel giugno 2004 gli furono accordati 150 milioni «senza una delibera del consiglio», notano gli ispettori, ma solo con l' ok del comitato esecutivo, nonostante la competenza fosse proprio del consiglio d' amministrazione. Un modo, forse, per rendere più rapida la pratica e non darle troppa pubblicità. Tanto più che «l' affidamento - sottolinea Bankitalia nel verbale - non era suffragato, tra l' altro, dalla disponibilità dei bilanci certificati». Ricucci stava rastrellando, anche grazie all' affidamento di Carige, titoli Bnl e una parte del pacchetto finì in pegno alla banca genovese. «CRITICITA' » ASSICURATIVA - Sui problemi del comparto assicurativo (Carige Vita e Carige Assicurazioni), gestito da Ferdinando Menconi fin dall' acquisizione negli anni ' 90, Bankitalia si sofferma per diverse pagine. È, di fatto, il problema numero uno. «Nonostante l' importanza strategica attribuita al progetto banca-assicurazione - è scritto nel rapporto ispettivo - i cospicui investimenti nel settore non sono stati accompagnati da iniziative atte a consentire sia il conseguimento di apprezzabili sinergie di gruppo sia un adeguato ritorno economico. Nel comparto tende viceversa a cristallizzarsi una situazione tecnico-organizzativa caratterizzata da notevoli criticità». Bankitalia richiama anche i «rilevanti elementi di criticità costatati dall' Isvap nella gestione e nella situazione patrimoniale». Nonostante tutti questi problemi, «non è stata ancora effettuata una aggiornata valutazione di entrambe le partecipazioni, la cui stima risale al 2004». In alcune società della galassia assicurativa lavorano, o hanno retribuite poltrone in consigli di amministrazione, numerosi familiari di Menconi nonché il figlio e la nuora del numero uno della banca, Berneschi. GLI AFFARI CON IL FINANZIERE - Torniamo al verbale e in particolare al capitolo «Profili di rischio creditizio». Qui Bankitalia dice che «il patrimonio della clientela viene, tra l' altro, sovente richiamato anche per consentire il rinnovo delle facilitazioni non onorate alla scadenza ovvero il rifinanziamento di iniziative mai decollate aventi carattere di immobilizzo». Spunta il nome del gruppo di Ernesto Cavallini, un finanziere imputato in diversi procedimenti penali per il crac di aziende ex Sasea (Florio Fiorini). I rapporti con Carige sono stretti al punto che Bankitalia rileva anche «carenze istruttorie nel supporto creditizio fornito ad alcune operazioni di compravendita di immobili effettuate dalle controllate compagnie assicurative con società del gruppo Cavallini». E cioè «situazioni economico-patrimoniali mancanti o non aggiornate, evidenti segni di squilibrio finanziario (Salomone srl, Edilver spa)». Anomalie gravi anche nell' operazione immobiliare Portorotondo Gardens, a Padova. Alla fine qual è il risultato degli affari con Cavallini? Lo dice Bankitalia. Le società del finanziere «sono state classificate in sede ispettiva tra gli incagli a motivo del mancato rispetto delle scadenze ovvero dei sistematici debordi registrati». mgerevini at corriere.it
  
Gerevini Mario