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Le contaminazioni negli alimenti a basso costo.Micotossine nei cibi le pecche dei discount



da ilsalvagente di settembre 2007
 
Le contaminazioni negli alimenti a basso costo
 
micotossine nei cibi le pecche del discount
 
di lorenzo misuraca
 
Derivano da funghi e muffe. Vengono chiamate in causa - dai detrattori del biologico - per instillare dubbi sui cibi organici, ma sono presenti anche in chi non si fa scrupoli di utilizzare prodotti chimici. Si chiamano micotossine. Il nome è difficile, ma non fate finta di nulla. Potrebbero essere nel cibo e nelle bevande di tutti i giorni, e alla lunga danneggiano la salute. A confermarlo, uno studio condotto dal Movimento consumatori di Cuneo nell'ambito del progetto " sicurezza alimentare 2007 ", che ha analizzato alcune marche di biscotti, birra e vino. I risultati sono più che rilevanti: su un totale di 40 prodotti presi in considerazione, risultano inquinati da micotossine il 10 per cento di quelli a base di cereali, come pistacchi e frutta secca, il 20 per cento dei succhi a base di mela, addirittura il 61 per cento dei vini e il 57 per cento delle birre. In generale il 37,5 per cento degli alimenti analizzati presenta tracce di queste tossine. In un caso, addirittura, di una sostanza cancerogena, in qualità superiori a quelle consentite. Si tratta di biscotti dietetici ( sono senza glutine ) con uva sultanina e cannella della Orgran, comprati in un negozio specializzato di Cuneo. Il prodotto, commercializzato in Italia, ma proveniente dall'Australia, ha mostrato in laboratorio tracce di aflatossina B2 e una quantità di aflatossina B1 doppia di quella permessa dalle normative. Un contenuto allarmante, dato che si tratta di una sostanza classificata cancerogena per l'uomo dall'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro ( Airc ).
Ma la pericolosa contaminazione dei biscotti Orgran non è l'unica a preoccupare il Movimento consumatori. Dicono i curatori della ricerca: " Anche gli altri tipi di aflatossina rilevati ( B2,G1,G2), sono pericolosi per l'uomo, soprattutto per la tossicità cronica " derivante dall'assunzione prolungata di dosi anche non massicce. Tra le possibili conseguenze, si citano " gravi lesioni epatiche ( cirrosi, fibrosi ), patologie dovute all'azione diretta sul fegato e che possono portare a malformazioni e morte del feto, e formazione di carcinoma epatico o renale. E a fare impressione è l'allarmante frequenza di contaminazioni che non dovrebbero essere rilevabili in prodotti industriali e che invece caratterizza i prodotti discount.
 
Birra e vino
 
A sorpresa si scopre inoltre che non si puo' stare al sicuro neanche di fronte a un bicchiere di vino. Soprattutto se è low-cos. L'indagine Mc, infatti, ha preso di mira 13 vini comprati in discount o supermercato a prezzi inferiori alla media. E ha constatato in otto casi la presenza di tossine. Il più eclatante è quello del vino rosso da tavola La Vignetta della Caldirola, venduto a 1,15 euro il litro in un supermercato di Cuneo, che ha mostrato 0,2 ppb di ocratossina A. Questa tossina è classificata dallo Iarc come possibile cancerogeno, oltre a essere tossica per il rene. Puo' contaminare cereali, arachidi, caffè, prodotti a base di cacao, frutta secca, succhi di frutta, salse di soia e negli ultimi anni è stata riscontrata soprattutto in vino e birra.
Nel caso del vino, il limite previsto dalla normativa europea per l'ocratossina A è di 2ppb, quindi " La Vignetta " è decisamente al di sotto dei livelli di allerta. Ma , come sottolinea lo stesso studio di Mc , " se teniamo conto della diffusione di questa micotossina in alimenti presenti frequentemente nelle nostre tavole, ci rendiamo conto che la sommatoria di residui anche apparentemente minimi diventa invece significativa ". Secondo l'Efsa, l'Autorità europea per la sicurezza alimentare, per una persona di 70 kg una dose sopportabile di ocratossina A non dovrebbe superare gli 8,4 microgrammi a settimana , non cos' troppi per un bevitore assiduo. Il discorso vale anche se si alterna il vino alla birra. Sebbene per quest'ultima bevanda non esistano in Europa limiti massimi di contaminazione consentiti, la circolare 10 del 1999 del ministero della Sanità indica come valore guida una soglia di 0,2 ppb. Un tetto oltrepassato dalla birra tedesca Oettinger, con 0,5 ppb di ocratossina A e sfiorato da altri tre prodotti.
L'utimo capitolo della " caccia alle tossine " è stato dedicato dal Movimento consumatori a bevande e prodotti a base di mele. E qui i risultati, per fortuna, sono migliori. Dalla ricerca della patulina, una sostanza nociva che si sviluppa a partire dai funghi, sono usciti con residui di micotossine quantificabili " solo " due dei 10 campioni analizzati. Con valori inferiori ai limiti ( 50 ppb ), infatti, si segnalano negativamente l'aceto di mele Galletti, prodotto in Italia ( 14 ppb ) e il succo di mela tedesco della Emig. Entrambi, ancora una volta, vebduti a prezzo stracciato dai discount.......
 
LA MAPPA DEL RISCHIO PER L'UOMO
 
Le micotossine sono tossine che si sviluppano da funghi e muffe che crescono su prodotti alimentari mal conservati. Tra i vari tipi di micotossine , di particolare importanza sono le aflatossine , l'ocratossina A e la patulia.
 
Aflatossine. I diversi tipi di questa micotossina sono indicati con una sigla: B1, B2 , G1 , G2. Le aflatossine possono contaminare cereali, arachidi, frutta secca, pistacchi. La più pericolosa è l'aflatossina B1 , considerata sicuramente cancerogena per l'uomo ( classe 1 Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro ). Tutte sono comunque pericolose per l'uomo, soprattutto per la tossicità cronica derivante dall'assunzione di dosi che possono causare gravi lesioni epatiche ( cirrosi, fibrosi ) e per l'azione diretta sul fegato che può causare teratogenicità ( malformazione e morte del feto ) e cancerogenità, che si manifesta prevalentemente con la formazione di carcinoma epatico e a volte di carcinoma renale.
 
Ocratossina A. L'ocratossina A è un possibile cancerogeno per l'uomo ( gruppo 2B Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro ), inoltre è tossica per il rene. Può contaminare cereali, arachidi, caffè,prodotti a base di cacao, frutta secca, succhi di frutta, salse di soia e negli ultimi anni si è riscontrata nel vino e nella birra. Secondo l'Efsa, l'ocratossinaA ha un valore Twi ( Tolerable Weekly Intake; dose settimanale tollerabile) pari a 120 ng/kg di peso corporeo. Vale a dire, per una persona di 70 kg, una dose accettabile settimanale di 8,4 microgrammi.
 
Patulina. La patulina può contaminare succhi e puree di mela e pera e prodotti derivati, quali il sidro, l'aceto di mele. Si suppone che abbia una azione cancerogena sull'uomo.