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diossina negli alimenti l'europa corre ai ripari



dal secoloxix di domenica 23 settembre 2007

L’EUROPA CORRE AI RIPARI
Diossina
negli alimenti
sequestri
intutta l’Ue

Allarme per un additivo pericoloso
solo in Italia nessun provvedimento

ROMA. Si annida in cibi vendutissimi,
dagli yogurt ai gelati confezionati
sino a bevande e salse. Eppure
sulla guar gum, addensante alimentare
in cui è stata trovata diossina in
quantitàbensoprai limitidi legge, in
Italia vige una cortina di silenzio. Infranta
da Il Secolo XIX, il primo
mezzo di informazione a parlare del
pericolo che incombe sulla salute di
milioni di consumatori.
Lo scorso 18 giugno nel porto di
Genova era arrivata una nave
dall’India stipata di farina di guar,
destinata ad alcune aziende lombarde
del settore alimentare.
Nell’addensante, però, l’Asl del
capoluogo ligure aveva rilevato diossina
e pentacloro fenolo, suscitando
l’intervento dell’ufficio sanitario
marittimo, che ha chiesto e ottenuto
il ritiro della partita contaminata.
Un caso a cui il SecoloXIX ha dato
ampio risalto: senza risultati, almeno
in Italia. In Europa infatti l’allarme
diossina è scattato a fine luglio,
quando gli esperti della Commissione
europea ne hanno scoperto
(in un controllo casuale)
grandi quantità in uno
yogurt venduto
in Germania. La
Commissione ha
quindi ordinato
il ritiro di 117
partite di farina
di guar in sette
nazioni (Francia,
Austria, Inghilterra,
Finlandia,
Ungheria,
Repubblica
Ceca eUngheria) e ha invitato tutti i
paesi dellaUe a rafforzare i controlli
sui prodotti alimentari.
Un appello raccolto da molte nazioni,
che hanno sequestrato diversi
prodotti contaminati. In Ungheria
sono stati ritirati i prodotti di 32
aziende,mentre la Migros, catena di
supermercati svizzeri presente
anche in Italia, ha tolto dagli scaffali
la CrèmeQuick alla vaniglia, al lampone
e alla cioccolata.La sezione romena
della Danone, uno dei colossi
alimentari mondiali, ha invece sospeso
a fine agosto la produzione di
yogurt alla frutta.
Ma tra gli alimenti a rischio ci
sono anche salse come il ketchup e la
maionese, alcune carni e, soprattutto,
alimenti per diabetici e prodotti
dimagranti. Ricchi di farina di
guar, che tra le sue proprietà ha
quella di sedare lo stimolo della
fame. Uno scenario preoccupante,
che le autorità italiane sinora hanno
sostanzialmente ignorato.
Dal ministero della Salute non è
arrivato nessun commento ufficiale
sui rischi per i consumatori italiani,
che ogni anno spendono 290 milioni
solo in yogurt. In via ufficiosa,hanno
reso noto di aver informato gli uffici
di sanità marittima, aerea e di frontiera,
e di aver sollecitato maggiori
controlli da parte delle autorità locali.
Poi più nulla. Silenzio pressoché
totale anche da parte dei media, con
l’eccezione del settimanale Il Salvagente.
Eppure Giuseppe Chiappetta, direttore
del laboratorio italiano
dell’Eurofin chemical control, conferma
che il problema esiste: ed è
serio.«Nel nostro laboratorio di Amburgo
spiega
Chiappetta sono
stati sottoposti a controllo i prodotti
di quindici grandi aziende alimentari
italiane, su loro esplicita richiesta.
La diossina vi è stata trovata in
tre occasioni, in diverse quantità: da
poche decine ad alcune centinaia di
picogrammi per grammo».
Numeri inquietanti, dato che il limite massimo fissato dalla Commissione
europea va dagli 0,75 picogrammi
per l’olio di pesce ai 6 per i
tranci di fegato.
Dal laboratorio
non sono però
filtrati i nomi
delle aziende.
L’unica impresa
a venire
allo scoperto è
stata la sezione
italiana della Danone,
che in un
comunicato
dello scorso 13
settembre assicura
di non aver
mai utilizzato
guar gum «della ditta indiana interessata
dai controlli» (l’India
Glycols, ndr) e che gli yogurt non
vanno considerati a rischio «perché
il guar costituisce solo lo 0,03% del
prodotto finito».
Ma le ombre sulla qualità di molti
prodotti rimangono. Alimentate
dalle analisi commissionate dalla
Unipektin, l’impresa svizzera che
acquistava dalla Glycols l’addensante.
«Quello delle scorse settimane
non è stato un incidente isolato ha
scritto l’azienda sul proprio sito ma
il frutto di una contaminazione sistematica,
che dura da almeno due
anni».
Parole a cui la ditta indiana ha reagito
con un bizzarro comunicato:
«Le misura di sicurezza non prevedono
accertamenti per la diossina, e
comunque la contaminazione potrebbe
essere avvenuta negli stabilimenti
dell’Unipektin».Di sicuro, c’è
solo che dolci e alimenti nocivi circolano
indisturbati per l’Italia. Nel silenzio.
LUCADECAROLIS

>> L’ALLARME
LETTINI CINESIKILLER,
RITIRATO DALMERCATO

••• NEWYORK. Lettini cinesi
negli Stati Uniti un milione esemplari
di lettini per neonati “China”
è stato ritirato dal mercato.
lettini sono infatti stati collegati
due e forse tremorti di bambini
sotto un anno di età. Lo ha annunciato
la Consumer Product
Commission. Le culle incriminate
(nella foto, unmodello) sono vendute
sotto ilmarchio Simplicity
in grandi catene di distribuzione