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[CSTAMPA] Domani 27 settembre in tutto il mondo è STOP EPA DAY



Comunicato stampa  Campagna per la riforma della Banca mondiale/Mani Tese -
FAIR



DOMANI, 27 SETTEMBRE, IN TUTTO IL MONDO E’ STOP EPA DAY

A cinque anni dall’inizio dei negoziati di liberalizzazione commerciale tra
Europa e Africa, Caraibi e Pacifico, CRBM, Fair e Mani Tese partecipano
alla mobilitazione globale contro i negoziati sugli EPA




Roma, 26 settembre 2007 - Il prossimo 27 settembre ricorre il quinto
anniversario dell'avvio dei negoziati tra Unione europea e Paesi
dell'Africa, dei Caraibi e del Pacifico, per la firma degli Accordi di
Partenariato Economico (APE/EPA). A cinque anni di distanza e pochi mesi
dalla scadenza fissata per prossimo 31 dicembre 2007, la società civile
europea e di Africa, Caraibi e Pacifico si mobiliterà per opporsi alla
logica degli interessi di espansione degli affari europei che ormai permea
questi accordi di liberalizzazione. In Italia la Campagna per la riforma
della Banca mondiale (CRBM), Fair e Manitese, tra i promotori della rete
nazionale “L'Africa non è in vendita!”, saranno in prima linea, chiedendo
al Parlamento italiano di dire la propria su questi accordi e colmare il
deficit di democrazia che caratterizza la loro conduzione.

Da dove vengono gli EPA

Inseriti negli accordi di cooperazione post-coloniali, gli EPA
rappresentano il loro pilastro di cooperazione commerciale. La logica che
guida questi accordi è quella di azzerare le ‘facilitazioni’ al commercio
assicurate dai vecchi patti per non infrangere le regole della
Organizzazione Mondiale del Commercio, che prescrive che nessun Paese possa
avere garantite da un altro condizioni commerciali ‘protette’.

Come ormai venti anni di politiche di liberalizzazione commerciale imposte
da Banca mondiale e Fondo monetario hanno ormai ampiamente dimostrato,
però, l'apertura indiscriminata dei mercati elimina ogni possibilità di
sviluppo dei mercati locali e regionali e di un'offerta locale di beni e
servizi, soprattutto se il livello di sviluppo socio-economico è così
asimmetrico come nel caso Ue-ACP.

I rischi dei nuovi accordi

Secondo CRBM, Fair e Manitese, sono ancora troppi i temi sui quali le parti
negoziali non hanno trovato un accordo e la Commissione sta accelerando in
maniera ingiustificata le trattative per terminare entro dicembre,
minacciando un peggioramento delle preferenze commerciali qualora tale data
fosse superata senza una firma degli EPA.

L'assenza da parte della Commissione al commercio della previsione di un
piano alternativo in caso di slittamento della scadenza dei negoziati per
mantenere le vecchie preferenze per i Paesi in via di sviluppo, rappresenta
una palese violazione della Carta e dello spirito dell'accordo che obbliga
l'Europa a non peggiorare il livello di preferenze accordate. L'ostinazione
europea di prevedere nelle bozze di accordi misure vincolanti in materia di
servizi e investimenti, inoltre, non è giustificata da nessuna norma WTO.

L’Europa sembra vole raggiungere con gli EPA una sorta di ‘WTO-Plus’, cioè
una versione ancora più stringente di quegli stessi accordi arenati alla
WTO proprio per l’opposizione dei Paesi più poveri. Se la competitività
europea, però, passa da accordi di libero scambio con tutte le regioni del
pianeta, la logica di sviluppo lascia il passo alle esigenze
dell'affermazione di interessi offensivi anche in regioni come quelle ACP,
dove l'Ue si ostina di affermare di non averne. Secondo le tre
organizzazioni, “il minimo che può essere fatto per ritornare agli
obiettivi originari di cooperazione sarebbe l'esclusione dei Temi di
Singapore da impegni negoziali vincolanti, prevedendo, come fa l’ultimo
Accordo di Cotonou, solamente la dimensione di cooperazione e sostegno
finanziario; l'esclusione dei servizi essenziali dalla liberalizzazione e
la previsione delle flessibilità garantite nell'accordo GATS della WTO, che
l'Ue vuole eliminare; e lo slittamento delle scadenze negoziali con la
previsione di un regime di transizione che garantisca un accesso
equivalente per gli ACP ai mercati europei come quello previsto da Cotonou”.

Il ruolo del Parlamento Italiano

Il parlamento italiano ha l'opportunità di assumere un ruolo di indirizzo
autorevole per il governo rispetto agli accordi APE, colmando il vuoto di
partecipazione democratica che ha caratterizzato questi cinque anni di
negoziato. È importante che lo faccia subito, senza che temi importanti
come lo sviluppo africano vengano delegati ala logica economicista della
Commissione che ha dimostrato negli anni la sua inadeguatezza e che è anche
alla base dell'attuale stallo dei negoziati commerciali multilaterali della
WTO.

Che cosa succede in Italia: incontro alla Camera e Azione telematica

Domani al centro delle mobilitazioni in Italia si terrà una Conferenza
stampa organizzata presso la Camera dei deputati alla presenza dei
Parlamentari delle Commissioni Esteri, Agricoltura ed Attività Produttive,
ospite la presenza l'on. Sabina Siniscalchi (PRC), con Saliou Sarr,
contadino senegalese rappresentante della rete dei contadini africani ROPPA
e con rappresentanti della Campagna L'Africa non in vendita!, tra cui CRBM,
Fair e Manitese, e della campagna EuropAfrica. Per partecipare alla
conferenza stampa contattare Paola De Meo
(<http://wpop1.iol.libero.it/cgi-bin/webmail.cgi?Act_V_Compo=1&mailto=demeo at 
terranuova.org&ID=Iuy8PHkMnha5fvwRM9ABfh1A8kwsHixMfjilksErnAicH&R_Folder=aW5ib3g=&msgID=225116&Body=0>demeo
 at terranuova.org,
tel + 39 3285686740) e visitare il sito
<http://wpop1.iol.libero.it/cgi-bin/vlink.cgi?Id=f1HGjjgQ3a4/AokqZBpb9bwPtvyzrMJCBICdELloItb%2BhhYCqNCKcOwzeUlYanSf&Link=http%3A//www.europafrica.info/>www.europafrica.info

Sempre domani del 27, la campagna L'Africa non è in vendita! lancerà
un'azione telematica attraverso l'invito rivolto a tutta la società civile
di inviare un messaggio al primo ministro protoghese José Socrates Carvalho
Pinto de Sousa, il cui Paese detiene la presidenza di turno della Ue. Tutte
le informazioni per questa azione sono reperibili sul sito
<http://wpop1.iol.libero.it/cgi-bin/vlink.cgi?Id=f1HGjjgQ3a4/AokqZBpb9bwPtvyzrMJCBICdELloItb%2BhhYCqNCKcOwzeUlYanSf&Link=http%3A//www.tradewatch.it/>www.tradewatch.it