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Fw: PRESS BRIEFING - GLI ANNUAL MEETINGS 2007 DI BANCA MONDIALE E FONDO MONETARIO INTERNAZIONALE



CRBM/Mani Tese sarà a Washington per seguire gli Spring Meetings di Banca
mondiale e Fondo monetario.


PRESS BRIEFING

INCONTRI ANNUALI DI BANCA MONDIALE E FONDO MONETARIO INTERNAZIONALE

WASHINGTON – 20-22 OTTOBRE

Gli incontri annuali della Banca mondiale e del Fondo monetario
internazionale di quest’anno rappresentano la prima uscita pubblica dei due
nuovi vertici delle istituzioni di Bretton Woods in un momento cruciale per
il loro futuro, dopo che negli ultimi anni sono state investite da una
pesante crisi di legittimità ed efficacia.

Robert Zoellick, ex rappresentante presidenziale americano al commercio
internazionale, guida la Banca mondiale dal 1 luglio dopo le turbolente
dimissioni del “falco” Paul Wolfowitz, mentre il francese Dominique
Strauss-Khan è stato da appena scelto come nuovo direttore del Fondo
monetario, in sostituzione del dimissionario Rodrigo de Rato.
Zoellick ha confermato buona parte della dirigenza di alto livello della
Banca, eccezion fatta per la nomina dell’ex ministro delle Finanze della
Nigeria Ngozi Okonjo-Iweala in qualità di uno dei tre managing director. In
un suo recente intervento programmatico sulle priorità della sua
presidenza, Zoellick ha dichiarato di voler centrare il suo operato su sei
aree, al fine di promuovere una globalizzazione “inclusiva e sostenibile”:
centralità dell’Africa e del settore agricolo, sostegno ai paesi che escono
dai conflitti, più servizi per le realtà emergenti, collegamento tra aiuti
e aperture dei mercati commerciali, più relazioni con il mondo arabo e
rafforzamento della Banca nella conoscenza e nell’analisi sullo sviluppo. A
queste priorità vanno aggiunte altre due tematiche care al suo successore
Wolfowitz: la lotta alla corruzione e la promozione del “buon governo”.

Sia Zoellick che Strauss-Kahn per rispondere alle critiche – questa volta
non solo della società civile, ma anche di gran parte della stampa
internazionale – sul fatto che i vertici delle due istituzioni dopo più di
sessant’anni continuano ad essere appannaggio degli americani e degli
europei per una tradizione ormai illogica e superata dalla storia,
promettono profonde riforme della Banca e del Fondo. Tutto ciò proprio
quando i paesi sudamericani stanno per firmare la nascita della Banca del
Sud in contrapposizione al sistema di Bretton Woods ed i paesi asiatici
iniziano a coordinarsi per garantire la stabilità finanziaria della loro
regione, prescindendo dal ruolo del Fmi.

Da segnalare, infine, che l’appuntamento di Washington segnerà un’altra
prima volta, quella del ministro dell’Economia Tommaso Padoa-Schioppa alla
guida della International Monetary and Financial Committee, che guida i
lavori del Fondo monetario. Anche questa una nomina “forzata” dai paesi
europei e che ha trovato diverse critiche nelle capitali del Sud del mondo.



Agenda ufficiale degli incontri annuali 2007


Sabato 20 ottobre – International monetary and financial committee (Fmi)
- World Economic Outlook;
- Revisione strategica dell’Fmi (incluse le modalità di scelta del
direttore, la riforma del sistema di quote e rappresentazione nel board
dell’istituzione, e il ruolo del Fondo nei paesi a basso reddito).

Domenica 21 ottobre – Development Committee (Banca mondiale)
- Ricostituzione del capitale dell’International Development Association
(IDA), sportello della Banca che presta ai paesi più poveri a tassi molto
agevolati;
- strategia di lungo-termine della Banca mondiale;
- Nuova strategia per gli investimenti nelle energie pulite (Clean energy
and investment framework).
Lunedì 22 ottobre – Incontri annuali della Banca mondiale e del Fmi



Principali questioni sollevate dalla società civile



Banca mondiale

a.      Negoziato sulla ricostituzione di capitale IDA XV

Questa è la prima grana seria per il presidente Zoellick. Gli Stati Uniti
non sembrano intenzionati ad aumentare i loro finanziamenti per la Banca ed
alcuni paesi europei non si sentono ancora sicuri sul fatto che la Banca
possa prendere una nuova direzione dopo la crisi-Wolfowitz. Zoellick si è
impegnato a versare ben 3,5 miliardi di profitti della Banca nel fondo per
i paesi più poveri, una circostanza senza precedenti, ma che non può
sopperire alle quote che dovrebbero elargire i principali paesi donatori.
La società civile è molto preoccupata per la forte enfasi posta dal nuovo
presidente della Banca sulla liberalizzazione del commercio internazionale
e per la sua commistione con gli aiuti allo sviluppo, secondo una visione
ideologica che assegna un ruolo forte all’export dei prodotti agricoli dai
paesi del Sud del mondo, il tutto a danno della sovranità alimentare dei
popoli del Sud.

b. Condizionalità economiche
La società civile europea, tra cui la CRBM, si è espressa quasi
unanimemente in favore della richiesta ai governi europei, principali
azionisti della Banca mondiale, di subordinare il loro prossimo contributo
all’IDA all’eliminazione delle odiose condizionalità economiche, quali
privatizzazione e liberalizzazioni commerciali, ancora associate ai
prestiti della Banca, che ostacolano l’adozione di politiche pubbliche
sociali in sostegno al raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo del
Millennio. Inoltre, la società civile chiede a gran voce che la Banca
affronti seriamente l’emergenza climatica e quindi riduca subito, fino
all’eliminazione, il suo sostegno a progetti a combustibili fossili, che
costituiscono ancora gran parte del suo portfolio energetico, dirottando
tali risorse pubbliche alla promozione delle energie rinnovabili e
dell’efficienza energetica nei paesi poveri ed in quelli emergenti.
Questi due temi saranno trattati, dopo le pressioni della società civile,
nell’ambito dell’incontro decisivo del negoziato IDA che si terrà a metà
novembre a Dublino. In particolare, la Banca mondiale presenterà il suo
rapporto sull’attuazione della revisione delle condizionalità e quindi un
documento nuovo su sviluppo e clima. Nel frattempo i negoziatori IDA si
incontreranno informalmente a Washington il 22 ottobre a margine degli
Annual Meetings.

c  Decisione sulla strategia quadro per gli investimenti per le energie pulite
La Commissione sviluppo che guida la Banca mondiale discuterà la nuova
versione della strategia quadro richiesta alla Banca dal G8 nel 2005 per
promuovere investimenti nelle energie pulite e nell’efficienza energetica
ed in tecnologie a basso impatto climatico.
La società civile ha criticato la nuova strategia che rilancia il sostegno
alle grandi dighe, nonostante il loro pesante impatto ambientale e sociale,
e che apre alla possibilità di investire nell’energia nucleare ed in
tecnologie controverse quali il “carbone pulito”. Ad oggi solamente il 4
per cento del portfolio della Banca va nelle energie rinnovabili e gran
parte dei progetti a combustibili sono finalizzati all’esportazione di
risorse petrolifere verso i paesi occidentali.
Nel 2003 l’autorevole Extractive Industry Review promossa dalla stessa
Banca mondiale aveva richiesto all’istituzione di cessare immediatamente il
suo sostegno al carbone ed in cinque anni di eliminare quello a progetti
petroliferi. Una raccomandazione – per altro sostenuta con forza dal
Parlamento italiano e quello europeo – rimasta inascoltata.
E’ ancora in sospeso l’esito della discussione sulla nuova strategia, dal
momento che difficilmente i paesi donatori, tranne il Regno Unito, si
impegneranno a finanziare entro la metà del 2008 nuovi sportelli per
prestiti nel settore energetico, come richiesto dalla Banca e dal G8.

d. World Development Report (WDR) su agricoltura
Il 19 ottobre la Banca mondiale renderà pubblico il WDR 2008 sul tema
dell’agricoltura. La versione semi-definitiva già disponibile mostra come
la Banca insista su un approccio dogmatico che vede l’aumento della
produttività in agricoltura e la spinta all’export delle produzioni locali,
viste come una priorità per i paesi poveri, nonostante proprio questa linea
di condotta, attuata negli anni ’80 e ’90, abbia sensibilmente peggiorato
la situazione. La Presidenza Zoellick parla di una nuova “rivoluzione
verde” da attuare, mentre i movimenti sociali contadini in tutto il mondo
rigettano l’approccio “produttivista” e fallimentare della Banca – che
aprirebbe la porta anche alle colture OGM in Africa – richiedendo una forte
attenzione sull’agricoltura familiare e sul sostegno ai mercati locali.
L’atteggiamento tenuto dal presidente Zoellick sul tema nel corso del
negoziato Wto a Cancan, poi fallito miseramente, non è certo un buon
biglietto da visita nei confronti dei paesi in via di sviluppo.

e. La revisione strategica della Banca mondiale
E’ slittata di alcuni mesi la finalizzazione della revisione strategica di
lungo termine della Banca mondiale, processo iniziato dall’economista capo
sotto la presidenza Wolfowitz. Scontato il “focus” sull’Africa e forse lo
snellimento dell’istituzione, ma sin dagli incontri annuali trai i paesi
azionisti si discuterà sulla nuova rotta che l’istituzione dovrà prendere.
Forti le attese della società civile internazionale, che dopo la querelle
Wolfowitz si attende priorità chiare e coerenti con l’agenda di riduzione
della povertà e le nuove emergenze ambientali globali, in un contesto di
sempre maggiore competizione tra i vari donatori e di un ridotto aumento
degli aiuti.

f. Valutazione dei migliori paesi “riformisti”
La Banca presenterà anche, come oramai consuetudine, la sua valutazione su
quelli che ritiene i paesi più riformisti. Ovvero quelli che “meglio” hanno
fatto in merito all’apertura dei mercati e all’internazionalizzazione
dell’economia, nonostante i forti impatti sociali spesso associati a tali
politiche. I sindacati globali presenteranno una posizione molto dura e
critica per quel che concerne la deregolamentazione del mercato del lavoro
nel Sud del mondo.
Nel frattempo la società civile renderà pubblica l’edizione 2008 del
Rapporto internazionale Social Watch, che quest’anno si concentra sulle
riforme dei sistemi pensionistici ed assistenziali. Nel rapporto la CRBM ha
curato un’analisi dettagliata del nuovo discutibile approccio promosso
dalla Banca mondiale al riguardo.

g. Lotta alla corruzione, anche nella stessa Banca?
Infine, avrò eco nelle stanze di Washington il recente rapporto Volcker
sulle riforme che la Banca mondiale dovrebbe attuare nel suo “dipartimento
per l’integrità”, incaricato della lotta alla corruzione.
Numerose e pesanti le critiche mosse dall’ex numero uno della Federal
Reserve rispetto alle mancanze nell’operato della Banca, che troppo spesso
ha guardato alla corruzione nei paesi poveri, per altro con poco impatto,
senza migliorare le dubbie pratiche seguite dal suo staff. La vicenda
Wolfowitz docet. La lotta alla corruzione sembra essere un punto nodale
anche sull’agenda di Zoellick, sebbene la società civile tema che dietro
alle parole di circostanza ben poco cambierà nelle pratiche della Banca di
fronte agli interessi di grossi gruppi multinazionali.


Fondo monetario internazionale


a. Riforma della governance del Fondo monetario
Tiene banco al Fondo monetario la delicata discussione sulla riforma della
governance interna. Gli accordi di Singapore di un anno fa non hanno di
fatto concesso ai paesi del Sud, ed in particolare alle economie emergenti,
significativi aumenti della propria quota. Inoltre, secondo le proposte di
riforma della formula che assegna il potere di veto ai vari paesi in
funzione del loro peso economico, le realtà africane si troverrebbero così
ad essere penalizzate.
La società civile protesta sonoramente contro questo stallo che di fatto
delegittimerebbe ancora di più un poco democratico ed obsoleto sistema di
Bretton Woods e chiede come minimo che si introduca una doppia maggioranza
nel sistema di voto che ribilanci il potere decisionale a favore di paesi
più poveri. Anche il neo-eletto presidente Strauss-Khan si è detto aperto a
questa proposta, sebbene siano proprio i paesi europei a bloccare una
significativa riforma del sistema di governo interno per evitare di perdere
rendite di posizione. Non si escludono colpi di scena, vista
un’insoddisfazione crescente tra le economie emergenti sul tema, dopo la
controversa nomina dell’italiano Tommaso Padoa Schioppa alla guida della
Commissione economica e finanziaria, con l’esclusione del candidato forte
del Sud espresso dall’India.
A breve il tema della riforma della governance interna interesserà anche la
Banca mondiale, con risvolti probabilmente diversi viste le diverse
funzioni che la Banca dovrebbe assolvere rispetto al Fmi.

b. Quale ruolo per il Fmi nei paesi a basso reddito (low incombe countries
– LIC)
Controversa anche la discussione sui nuovi meccanismi di prestito del Fondo
verso i paesi più poveri, fortemente voluti e finanziati in gran parte dai
paesi europei. Di fatto questi non funzionano e l’Fmi ha accumulato ben 17
miliardi di dollari che potrebbe utilizzare in altro modo.
La società civile inizia a mettere in discussione la funzione stessa del
Fondo nei prestiti di lungo termine ai paesi più poveri, funzione che
dovrebbe essere assolta solamente dalla Banca mondiale.

c. Critiche al Fondo monetario nella lotta all’HIV
Nella difficile lotta all’HIV/AIDS sul banco degli imputati finisce il
Fondo monetario, accusato senza mezzi termini dalla società civile di
proibire ai paesi più bisognosi e colpiti dalle pandemie di pagare i propri
medici ed infermieri. Tutto ciò a causa delle ristrettezze di bilancio
imposte senza pietà anche ai paesi più poveri dall’istituzione di
Washington.
Un paradosso clamoroso, nel momento in cui finalmente le Nazioni Unite e la
comunità internazionale, tra cui l’Italia, si sono impegnati ad aumentare i
finanziamenti per l’acquisto dei farmaci anti-retrovirali da distribuire
nei paesi più colpiti dall’emergenza


Cristina Coppo
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