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Re:ANDREA AGOSTINI



Salve Matteo
sono Silvia Caldironi e sono moderatrice di un forum di consumo critico abbastanza 
seguito.
Mi capita spesso dipubblicare e di pubblicizzare articoli interessanti che mi arrivano, 
anche grazie a pacelink.
Quindi ti pregherei di scrivermi la situazione cui fai riferimento ed a descrivermi cosa 
succede nella tua città, ed io provvederò a pubblicare il pezzo.
L'indirizzo a cui puoi mandarlo è silviacaldironi at yahoo.it
e nel caso fossi interessato a "vedere con mano" di cosa mi occupo, l'indirizzo del forum 
è http://forum.promiseland.it/viewforum.php?f=30.
Solo aiutandoci tra cittadini possiamo migliorare il macrocosmo in cui viviamo poichè 
esso è formato da tanti piccoli microcosmi, i nostri.
Dott.ssa Silvia Caldironi






> Caro Andrea
> mi chiamo Matteo Secchi e sono il presidente di alcune giovani associazioni nella mia 
> città(jesi);leggo sempre le mail che manda attraverso pacelink e la volevo informare 
> che nella mia città stiamo organizzando degli incontri proprio sul tema della corenza 
> nella legalità e che mi batto da tanto affinchè prima di andare negli ospedali più 
> remoti della terra ad assistere i malati o andare in Sicilialia per vedere cosa c'è che 
> non va, si scopra con grande sorpresa che di malati da assistere e di fatture da pagare 
> ce ne siano anche nel nostro piccolo territorio.
> Questo richiede, sebbene sia molto molto più difficile di una settimana passata nei 
> campi di Libera, un lavoro intenso continuo dentro se stessi e nella propria realtà.
> Concludendo mi chiedevo, se anche lei potrebbe portare la sua testimonianza a riguardo 
> nella mia città.
> Credo sia molto importante che con l'aiuto di persone (carismatiche ed esperte) si 
> instauri un meccanismo di legalità interiore e di senso civico.
> Come ripeto gli incontri si prefiggono di sensibilizzare ma sopratutto suscitare un 
> processo di trasformazione individuale, cioè un punto di partenza e 
> non di arrivo.
> Se le interessa(cosa della quale ci renderebbe entusiasti), le potrei mandare un 
> programma delle persone che fino ad adesso hanno aderito:scrittori, attori, 
> giornalisti, giudici etc.
> La ringrazio fin da subito per la disponibilità, con la speranza di ricevere presto sue 
> notizie
> Cordialmente 
> Matteo Secchi
> 
> 
> From: ANDREA AGOSTINI 
> Sent: Tuesday, December 04, 2007 6:42 AM
> To: economia 
> Subject: l'urbanistica imposta dall'impresa
> 
> 
>  dal manifesto del 24 novembre 2007
> 
> L'urbanistica impopolare imposta dall'impresa
> Sergio Brenna*
> 
> Il Ministro Rutelli, attribuendo all'incultura dei geometri la responsabilità del 
> degrado urbano, assolve il mondanamente pervasivo diffondersi di una immagine 
> progettuale còlta, veicolatasi in campo urbanistico-architettonico dall'ambito 
> mass-mediatico, più affine al mondo della novità effimera della moda e del design che 
> non ai fenomeni di lunga durata della conformazione urbana e assunta acriticamente da 
> pubblici amministratori inclini (a destra e a sinistra) alla politica-spettacolo.
> La Finanziaria 2008 stanzierà 550 milioni di Euro per edilizia residenziale pubblica; 
> blando lenimento, dopo dieci anni di carenza, al disagio sociale nello scarto tra 
> redditi medio-bassi e costi di affitto e vendita delle abitazioni; ma dove si 
> attueranno gli investimenti se i comuni hanno pressoché esaurito la capacità 
> insediativa dei piani per l'edilizia economico-popolare dei lontani anni Settanta, e si 
> sono ben guardati, per lo più, dal reperirne di nuova nelle trasformazioni urbane 
> sempre più diffusamente contrattate con le proprietà fondiarie?
> Bisognerà, dunque, contrattare con esse quote edificatorie aggiuntive a quelle attese 
> per garantirsi un'adeguata remunerazione della rendita fondiaria oppure dirottarle 
> sull'edificazione delle aree a servizi pubblici previste nei piani regolatori e sinora 
> inattuate (come, già un anno fa, indicava con spregiudicato pragmatismo ai proprietari 
> di quelle aree una delibera del Comune di Milano, più o meno convintamene all'unanimità 
> di maggioranza ed opposizione).
> In ambo i casi, abbassando le dotazioni pubbliche programmate, la Valutazione 
> Ambientale Strategica (VAS) disposta da una direttiva europea del 2003 per valutare la 
> sostenibilità di lungo periodo delle attuazioni programmatico-pianificatorie si ridurrà 
> ad un adempimento burocratico privo di efficacia reale.
> Non a caso, nel loro intervento del 3 ottobre scorso, Del Monaco e Ottaviano ribadivano 
> la necessità di un programma strategico di trasformazione economico-sociale alternativo 
> quale orizzonte imprescindibile per la sinistra per non rendere il potere di indirizzo 
> pubblico succube dei centri di interesse economico consolidati, esemplificato appunto 
> nei piani regolatori concepiti sulle esigenze dei grandi gruppi immobiliari.
> Nel 1967, dopo la lunga renitenza dei comuni a dare attuazione al compito 
> pianificatorio-conformativo loro attribuito dalla Legge Urbanistica del 1942, e a 
> seguito della clamorosa frana di Agrigento in cui si materializzarono simbolicamente le 
> diseconomie della mancata pianificazione nello sviluppo urbano, la fase di più attivo 
> riformismo del centro-sinistra originario tentò di dare alla valorizzazione 
> fondiario-immobiliare un miglior e più stabile orizzonte anticongiunturale e di 
> efficacia economico-sociale, a partire dalla cosiddetta Legge Ponte del 1967, in cui si 
> obbligavano i Comuni a subordinare le trattative coi privati almeno alla redazione di 
> un piano insediativo generale e ponendo a carico degli attuatori immobiliari i costi 
> urbanizzativi (poi via via erosi dall'accondiscendente inerzia di gran parte dei comuni 
> ad adeguarli alla dinamica inflazionistica) giungendo con la Legge Bucalossi del 1977 a 
> chiudere la prassi viziosa di finanziare le spese correnti dei comuni con gli oneri 
> urbanizzativi e introducendo un contributo concessorio (circa il 4% del costo medio di 
> costruzione) destinato al risanamento dei centri storici degradati e al contenimento 
> del costo abitativo.
> Un patrimonio di conquiste di un riformismo non imbelle, dispersosi dal 1977 in poi, in 
> nome della rapidità attuativa e delle contingenti necessità economiche, in una serie di 
> provvedimenti deregolatòri (Accordi di Programma, Patti Territoriali, Contratti di 
> quartiere, Programmi Integrati di Intervento), che - consentendo agli Enti locali il 
> sempre più pervasivo ricorso alla sommatoria di interventi per lo più proposti 
> direttamente dagli operatori privati in deroga a qualunque obiettivo generale di 
> assetto sostenibile pubblicamente individuato e il ritorno al dirottamento di oneri 
> urbanizzativi e contributo concessorio a sostegno di bilanci correnti sempre più 
> zoppicanti - non solo ne svia l'effetto di investimento anticongiunturale a livello 
> locale, ma condiziona le stesse priorità di pianificazione strategica.
> Una condizione, nonostante le accampate pretese di inusitata flessibile innovatività, 
> del tutto analoga a quella praticata dal dopoguerra al 1967.
> All'indomani dell'insediamento del Governo Prodi, la rivista specialistica Edilizia e 
> Territorio chiedeva: «nello 'spacchettamento" tra Infrastrutture e Trasporti, chi 
> controllerà FS?» Arguta osservazione: ha senso discutere le priorità del Quadro 
> Strategico Nazionale in Lombardia (ad esempio: Gronda ferroviaria Malpensa-Orio al 
> Serio e collegamenti al progetto elvetico del San Gottardo) se il Comune di Milano da 
> solo è in grado di concordare con FS la destinazione di 900 milioni di Euro di rendite 
> fondiarie con un protocollo d'intesa che massimizza la rendita fondiaria degli scali 
> ferroviari purché la si reinvesta nel Secondo Passante Ferroviario?
> E gli investimenti per Expo' 2015 saranno decisi dal Tavolo per Milano o visti in 
> ottica metropolitano-regionale?
> Occorrerà una nuova frana di Agrigento (questa volta forse non edilizia ma 
> territoriale, ambientale ed economica) perché il centro-sinistra si renda conto della 
> strada su cui ci si è tornati a mettere?
> 
> * urbanista - Politecnico di Milano
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