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auto introduciamo la tassa a km



da greenreport.it
12/12/2007Trasporti

 Edo Ronchi: «Macché rottamazione, introduciamo la tassa a Km»
di Alessandro Farulli
 
LIVORNO. Il decreto “milleproroghe” salverà la rottamazione dell’auto? Può darsi, a conferma che in Italia il mercato delle quattro ruote non deve conoscere la parola rallentamento o, sia mai, decrescita. La questione ecologica non c’entra niente o quasi e del tema ne abbiamo parlato con Edo Ronchi, l’ex ministro dell’ambiente, e oggi senatore del Pd, che ormai diversi anni fa inventò gli incentivi per la rottamazioni delle auto.

Ronchi, lei oggi sarebbe favorevole o contrario agli ecoincentivi per rottamare le auto?
«L’unica rottamazione che abbia mai condiviso è stata la prima, che facemmo perché dovevano eliminare le auto che andavano a benzina con piombo, visto che questo tipo di carburante era stato vietato. Non c’erano marmitte catalitiche, all’epoca, e un parco auto vecchissimo. Quindi avevamo una motivazione specifica».

Dunque per dare gli incentivi servirebbe una motivazione specifica, ed essendo eco-incentivi, questa motivazione dovrebbe essere soltanto ecologica?
«Infatti, successivamente io sono stato e sono a favore di incentivi per il cambio dell’auto solo se quella che si acquista è veramente ecologica».

E quali sarebbero?
«Non certo quelle a benzina… Penso al gas, a quelle elettriche, quelle ibride e poi se vogliamo spingere sull’auto ecologica bisogna abbassare le emissioni al chilometro. Portarle sotto i 120 grammi di emissioni di CO2 a chilometro. Non 160, come vorrebbero. Quindi ad altissime prestazioni ambientali. Se invece non lo è, il beneficio è poco o nullo rispetto alle auto più inquinanti, perché per fare un bilancio effettivo va anche calcolata quanta C02 si produce per la costruzione di un’auto nuova e prima di andare in pareggio è lunga… Parlando di ecoincentivi, però, sono favorevole a quelli per cambiare gli elettrodomestici energivori in quelli più efficienti».

Ma non crede che in questo caso il bilancio dei flussi di materia sarebbe negativo?
«Se paragonato alle auto no. Perché è diverso il peso specifico. Rispetto alle lavatrici è 20 a 1 e il nuovo materiale è poco (anche se va ricordato che i Raee crescono del 3,5% all’anno e che appena il 10% di questi rifiuti viene differenziato, ndr), quindi un maggiore vantaggio ambientale data da un minor consumo di energia ci sarebbe. Purché il cambio sia con prodotti A+».

Al di là delle auto più ecologiche e di quanto le si potranno migliorare in questo senso in futuro, in Italia c’è un problema di mobilità che crea una serie di criticità evidenti non solo sull’aria, ma sugli incidenti, sulle economie di sistema, sulla qualità della vita e del lavoro.
«Servirebbe la carbon tax, bisogna colpire in modo più pesante sulle emissioni derivanti dalla mobilità. Anche se questo è il settore più difficile da controllare. Quindi in generale non bisogna incentivare l’acquisto di nuove auto, ma semmai scoraggiarne l’uso, con tassazione per chilometro».

Il blocco dei Tir che sta mettendo in ginocchio l’Italia in queste ore, dimostra però che la nave va in un’altra direzione. Direzione anche questa incentivata, visto che i finanziamenti sono stati approvati anche per il cambio dei camion, insomma in Italia non c’è un orizzonte verso cui tendere – una mobilità più sostenibile – ma si incentiva tutto e il contrario di tutto.
«Incoraggiare il trasporto su gomma è sbagliato. E purtroppo è vero che gli incentivi si utilizzano un po’ a pioggia. Credo invece che ad esempio bisognerebbe penalizzare il carico vuoto, che aumenta lo spostamento non utile. Mentre invece andrebbe questa sì incentivata, l’intermodalità, ovvero le merci su treno o su nave».