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Re:un carrello ( della spesa ) pieno di trappole. la giungla delle etichette trappola al supermercato



voglio cancellarmi dalla mail listi. Alla fine della pagina non c'è l'opzione.come 
faccio!??????????

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From      : economia-request at peacelink.it
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Date      : Mon, 18 Feb 2008 06:43:29 +0100
Subject : un carrello ( della spesa ) pieno di trappole. la giungla delle etichette 
trappola al supermercato







> da repubblica.it
> mercoledi 13 febbraio 2008
> 
> Un carrello pieno di trappole 
> 
> I paradossi: cibi dietetici che fanno ingrassare e bibite vietate ai minori di 16 anni 
> "Per fare acquisti senza rischi ci vorrebbe un corso universitario" 
> Provenienza incerta, ingredienti nascosti, calorie inferiori alla realtà. Indagine sui 
> prodotti che ogni giorno compriamo al supermercato per scoprire le piccole e grandi 
> bugie dell´industria alimentare: dal finto cioccolato all´olio "italiano" realizzato 
> all´estero 
> 
> JENNER MELETTI 
> 
> L'olio " italiano " realizzato all'estero, il wurstel " 100% puro suino " che ha solo 
> l' 80% di carne di maiale, la bevanda energetica che piace ai ragazzini ma che secondo 
> le avvertenze " non è adatta ai minori di 16 anni " . Sono le sorprese che riservano le 
> etichette dei cibi che consumiamo ogni giorno. Tra provenienze incerte, ingredienti 
> illeggibili e calorie inferiori a quelle reali
> Ma la confusione è ancora grande. E anche questa nuova normativa ha un difetto pesante. 
> I consumatori chiedevano di conoscere l´origine dei prodotti agricoli contenuti negli 
> alimenti, con l´obbligo dell´etichetta di provenienza, e la Commissione ha risposto che 
> questa etichetta è un elemento volontario».
> «Qui in Italia le decisioni vengono prese solo dopo le emergenze. Dopo mucca pazza, 
> oggi è possibile sapere dove è nato il bovino, dove è cresciuto, dove è stato 
> macellato. Dopo l´aviaria, c´è anche la tracciabilità del pollo, ma solo 
> transitoriamente: l´Unione ha infatti avviato una procedura di infrazione, perché dire 
> che il pollo è italiano sarebbe una sorta di barriera non tariffaria. Nessuna 
> tracciabilità, invece, per il coniglio, il maiale, l´agnello. Sull´olio extravergine di 
> oliva si è discusso dieci anni. Noi ne produciamo 500.000 tonnellate all´anno e ne 
> importiamo 400.000. E´ facile mescolare. Dal 16 gennaio 2007 sulle etichette dovrebbe 
> essere specificata la zona di origine delle olive, il paese di raccolta e quello del 
> frantoio».
> Il carrello è pronto, si può cominciare la spesa. Una bottiglia di olio extravergine di 
> oliva Olitalia, euro 5,10. «Uno vede scritto Olitalia, traduce immediatamente olio 
> d´Italia e pensa di comprare olio italiano. Ma non si sa. Non c´è scritto da nessuna 
> parte dove le olive siano state coltivate e portate al frantoio. Ecco, questo è un caso 
> che può essere segnalato all´Autorità garante della concorrenza e del mercato, per 
> ingannevolezza del messaggio». Un tubetto di Star sugo Lampo, euro 0,70. «Dopo tante 
> battaglie con la Cina, sulle scatole di pelati è specificata l´origine dei pomodori. Ma 
> per le salse non vale». Chi voglia sapere di più, sulle origini del pomodoro finito nel 
> tubetto Lampo, prodotto a Busseto di Parma, dovrebbe telefonare al numero verde 
> 800274094. Un pacchetto di mais Mon Ami, euro 0,99. «E anche questo, da dove arriva? 
> Mais, soia, cotone e tabacco sono spesso Ogm, prodotti in Argentina, Stati Uniti, 
> Canada e Brasile. Sarebbe meglio precisare l´origine, così si è più tranquilli. 
> L´etichettatura sugli Ogm è molto complessa. Da una parte c´è l´obbligo di scrivere Ogm 
> quando la percentuale supera lo 0,9%. Sono solo tracce, provocate da una non netta 
> separazione fra produzioni Ogm e non Ogm. La disciplina che si sta discutendo è 
> precisa: non ci deve essere contatto fra una produzione e l´altra, addirittura anche i 
> mezzi agricoli debbono essere separati. Ma ci sono incongruenze: una vacca può essere 
> alimentata con Ogm e chi beve il latte non ha il diritto di essere informato».
> Benedetta sia la lente di ingrandimento. Compri il wurstel Fiorucci Suillo classico, 
> euro 1,90, con la scritta grande che annuncia «100% puro suino» e scopri che dentro c´è 
> «carne di suino, 80%». Passi davanti a un espositore che offre «Burn Energy drink, Now 
> estra Potent», una lattina scura, euro 1,45. «Lo può comprare anche un bambino, perché 
> pensa di avere più scatto nella partita di pallone. Ma in piccolo c´è scritto: "Questo 
> prodotto non è adatto ai minori di 16 anni, a gestanti, a persone sensibili alla 
> caffeina"». Ingredienti: caffeina e taurina. Le etichette della carne sono precise. 
> «Nato: Italia. Macellato: Italia. Sezionato: Italia», è scritto sulla confezione di 
> cotolette di pollo Aia. Scopri che il tacchino Rovagnati, trasformato in fette di 
> arrosto, grammi 120, euro 2,99, ha fatto un lungo viaggio: «Provenienza: Brasile», 
> annuncia l´etichetta. «L´importante - dice Stefano Masini - che l´informazione sia 
> chiara, poi ciascuno fa le proprie scelte. Certo, per fare bene la spesa al 
> supermercato, non basterebbe un corso universitario. Prendiamo, ad esempio, il 
> cioccolato. In Italia c´era una legge che diceva: si chiama Cioccolato solo quello 
> fatto con cacao e burro. Quello con la margarina si chiamava Surrogato. Ma gli altri 
> Paesi europei produttori di margarina hanno fatto ricorso alla Corte di giustizia della 
> Comunità, che ci ha condannato. Ora si è fatto un compromesso. Quello con il burro lo 
> chiamiamo Cioccolato puro, quello con la margarina, l´ex Surrogato, Cioccolato e basta».
> Due sporte di spesa, euro 50,31 e un breve viaggio all´università di Tor Vergata, nello 
> studio del professor Giuseppe Rotilio, docente di biochimica della nutrizione, preside 
> del corso di laurea in Scienza della nutrizione umana. La scrivania viene invasa da 
> confezioni, pacchi, barattoli. «Basta una prima occhiata - dice il professore - per 
> capire che lei spende male i suoi soldi. Troppe calorie, troppi zuccheri. Il problema 
> principale sono appunto gli zuccheri semplici, che assieme ai carboidrati servono per 
> l´energia ma oggi sono assunti in modo esagerato. Si mangia come se tutti fossimo 
> maratoneti o operai da fatica e invece stiamo seduti a una scrivania». Primo esame: un 
> bel pacco di merendine, le Trecce Auchan. L´etichetta racconta che 100 grammi portano 
> 470 calorie, con 53,9 grammi di carboidrati e 25,5 di grassi. «Non c´è scritta la 
> percentuale di zuccheri semplici. Anzi no: si dice che in superficie sono il 7%. Ma 
> dentro la pasta? Ci sono arancia candita, sciroppo di glucosio e fruttosio, 
> emulsionante, burro, lievito di birra. Ecco, una merendina di queste è già un pranzo. 
> E´ un cibo troppo ricco, per la nostra generazione. Quando si compra, la prima cosa da 
> guardare sono gli zuccheri semplici, che entrano rapidamente nel sangue ed alzano 
> l´indice glicemico. Provocano l´accumulo di grasso e il tessuto adiposo è resistente 
> all´insulina: alla fine si va verso il diabete».
> Il professore non è nostalgico del passato. «O lei riesce a nutrirsi con l´insalata 
> coltivata in un orto non concimato o deve fare i conti con l´industria alimentare. Non 
> demonizzo: in fine dei conti, da quando esiste, noi uomini viviamo di più e meglio. Ma 
> bisogna stare attenti agli eccessi». Nel tacchino arrosto Rovagnati c´è il destrosio, 
> glucosio di sintesi. Zucchero anche nelle lasagne al pesto e mozzarella. Nella 
> cotoletta Aia, «saporita e croccante», ci sono sia saccarosio che destrosio. 
> «Dovrebbero precisare la percentuale. Ma io mi chiedo? Perché aggiungere questo 
> zucchero? Il bambino che si abitua a questi sapori, quando la mamma prepara la semplice 
> bistecca, si lamenta perché è sciapa. Lo zucchero è un additivo pericoloso perché 
> aumenta le calorie e cambia il gusto naturale. Se mangio una coscia di maiale mi 
> aspetto grassi e proteine, non zuccheri. In compenso, il grasso viene demonizzato. E´ 
> vero, ha molte calorie ma queste vengono liberate gradualmente e, se non sono combinate 
> con lo zucchero, non si accumulano. Il grasso - lo spiego agli studenti - di per sé non 
> ingrassa».
> Tanti i prodotti che si presentano come paladini della salute. Il Danacol della Danone 
> (confezione da quattro, euro 3,98) è «il tuo alleato contro il colesterolo». «Solo 1,1% 
> di grassi - dice il professor Rotilio - mi sembra buono. E´ per adulti che hanno 
> problemi di colesterolo e non vogliono prendere medicine». Scritta in piccolo, 
> un´avvertenza. «Nel caso si stia seguendo una cura contro il colesterolo, consumare il 
> prodotto solo sotto controllo medico». Il professor Stefano Masini, il Virgilio del 
> supermercato, ha invece molti dubbi. «Un negozio alimentare non è una farmacia. Qui 
> prendi, paghi e porti a casa, senza nessuno che ti dia consiglio. Una cosa si potrebbe 
> fare subito. Per prodotti come questo, o quel Burn Energy drink con caffeina e taurina, 
> si scrivano cartelli grandi con le giuste avvertenze. "Vietato ai minori di 16 anni", 
> ad esempio. "Solo sotto controllo medico". Ma i produttori hanno un solo obiettivo: 
> vendere». 
>