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Re: CStampa: Per una riforma della cooperazione che accolga le proposte delle ONG e della società civile.





On 02/19/2008 at 08:00 Ufficio Stampa COCIS wrote:

>Per una riforma della cooperazione che accolga le proposte delle ONG e
>della società civile.



in tutta onestà, vorrei una riforma della cooperazione che accogliesse le proposte non 
solo del COCIS, non solo del Laboratorio Eudemonia, ma anche di qualsiasi singolo 
cittadino che avesse qualcosa di giusto da dire!

per quale motivo dovrebbe essere altrimenti?

ecco perché quanto segue:





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  Un candidato molto speciale
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Son riapparse le elezioni.

Strumento principe per il realizzarsi della democrazia, a causa di un mancato continuo 
costante adeguamento e miglioramento di quest'ultima, non foss'altro per le novità che il 
passar del tempo naturalmente introduce, le elezioni son pian piano divenute il simbolo 
del fallimento di questo arcaico, mai rinnovato nemmeno in superficie, sistema politico. 
E questo non solo nel nostro Paese, ché ogni Paese della Terra farebbe ormai solo 
sganasciare dalle risate, se non fosse che altrove non possiamo cercar rifugio e su 
questo stesso pianeta, ahinoi, siamo costretti a rimanere.

E di nuovo allora ecco la solita amara messe di candidati, e di vecchi e nuovi partiti e 
liste, che, pur magari sbandierando presunte novità, si presentano in realtà più o meno 
tutti allo stesso modo e tutti con la stessa vacuità di progetto.

Eppure novità oggi potrebbero effettivamente esserci, e probabilmente pure ottime ed 
abbondanti, molti cittadini di questo ormai ex Bel Paese trovandosi decisamente avanti 
rispetto a coloro che pretendono di guidarli dalle posizioni di retroguardia dove si son 
nascosti. Questi stessi cittadini potendo proporre chissà quante nuove idee, nuove regole 
collettive, forse perfino nuovi interi progetti politici, nuove organiche visioni.

Se invece andiamo ad osservare il nostro presente sistema, notiamo facilmente che dei due 
componenti essenziali, l'idea ed il leader, la proposta ed il proponente, il contenuto ed 
il contenitore, se ne conserva solo uno, manco a dirlo: il secondo. Ogni elezione è 
infatti ormai centrata nettamente sulla persona mentre l'idea non cade nemmeno in secondo 
piano ma appare proprio assente, il tutto riducendosi ad uno scontro tra i vari leader e 
sottoleader.

Chiaramente occorre ricreare una condizione di equilibrio, l'abbondanza di proponenti a 
fronte della scarsità di proposte essendo situazione per nulla fruttuosa, non evolutiva 
bensì involutiva. Il farlo, per quelle contraddizioni attraverso cui la vita spesso adora 
esprimersi, potrebbe essere per giunta non così difficile come crediamo, lo stesso 
imminente appuntamento elettorale potendo servirci allo scopo.

Lasciando al loro gioco i candidati tradizionali, senza disturbarli più di tanto, ché pur 
assurda questa situazione non può che essere accettata, potremmo però esprimerci 
favorevolmente a proposito della candidatura di una entità politica tanto avente diritto 
quanto ormai ridotta senza un fil di voce: il popolo italiano.


Immaginiamo allora, perché solo così si avanza, che il popolo italiano disponesse di una 
pubblica arena telematica, un'agorà ufficializzata dalle Istituzioni, in cui ogni 
cittadino che lo volesse potrebbe presentare un suo progetto di legge affinché fosse 
discusso da altri cittadini. Immaginiamo pure che i progetti che raccogliessero i 
maggiori consensi verrebbero automaticamente proposti alle Camere della Repubblica per 
una loro trattazione ed eventuale approvazione. Immaginiamo infine che per favorire una 
partecipazione folta e di valore, quei progetti che fossero approvati procurerebbero una 
adeguata ricompensa ai loro autori.

Ebbene: se tutto ciò, piuttosto che rimanere pura fantasia, divenisse concreta realtà, 
quanto pensate ci metterebbe questo Paese a tornare come e meglio, molto meglio di prima?


Ogni popolo ha sempre trovato al suo interno fior di uomini e donne che, a volte pur 
senza speciale competenza, hanno saputo innovare, scoprire, inventare, compiendo dei 
piccoli e grandi prodigi. E l'Italia non è stata mai da meno in questo. Facciamo allora 
che il popolo riacquisti la sua voce, concediamogli un premio in virtù del suo impegno, e 
quest'epoca buia sarà presto null'altro che un ricordo. Da un voto che costringe ad 
appoggiare candidati che sono offerte a stock di vecchie idee, ad un voto che permetta ad 
ognuno di esprimersi in favore della singola proposta e di proporre a sua volta: allora 
sì che giungeranno tempi d'oro!


Oggi i cittadini possono, è vero, avanzare proposte, col solito vecchio metodo delle 
petizioni ed in base all'Art. 71, per iniziativa popolare: in entrambi i modi si va in 
giro ad elemosinare consensi su problemi divenuti già grossi e quindi difficili da 
risolvere. A nessuno infatti va giù che chi è preposto e ben pagato, spesso pure 
tangentato, per fare un lavoro per il bene comune s'ingrassa senza far nulla di valido, 
mentre il cittadino dovrebbe impegnarsi gratuitamente a rimediare ai problemi fatti 
sorgere da questa brutta gente. Logico che l'impegno e le petizioni giungono solo quando 
il cittadino non ne può più, quando si trova con l'acqua alla gola.

Immaginate invece che venisse concessa una adeguata ricompensa a quelle proposte che 
venissero accettate, con un premio calcolato in base al contenuto di novità introdotto ed 
all'estensione del loro uso. Non solo i volontari, avvezzi alla burla del cinque per 
mille (il sistema dà loro un contentino a patto di non venir troppo disturbato dal fare 
ciò vuole) e quindi disposti a tutto, ma l'intero popolo italiano, e perfino le menti più 
vivaci, le più geniali e creative, quelle che ora son dedite ad altre arti perché ben 
remunerative al contrario di quelle sociali, s'impegnerebbero nella ricerca di quelle 
innovazioni d'interesse collettivo che potrebbero renderci la vita decisamente migliore.


Fior di soluzioni sarebbero presentate persino prima che comparissero i problemi. 
Periodici aggiornamenti sulle nuove proposte giunte sarebbero quindi inviati per posta 
convenzionale od email ai cittadini, e questi potrebbero visionarle e studiarle poi per 
bene sul sito istituzionale così come in un mercato rionale visionano e studiano la 
frutta esposta sui banchi, in una tranquilla atmosfera senza conflitti, scegliendo quella 
che più piacesse loro. Non solo, e qui viene il bello, perché il bello verrebbe quasi 
sempre da sè se non ci fossimo noi a bloccarlo! immaginiamo pure che ognuno possa giocare 
su queste innovazioni, scommetterci su e sperare di tirarci fuori dei quattrini, nè più 
nè meno come sul lotto e sul toto.

Vedreste allora una partecipazione popolare, diffusa e capillare, un coinvolgimento 
apriori, prima del sorgere dei problemi, non aposteriori, dopo che sono divenuti 
irrisolvibili, cui non avete mai potuto nemmeno avvicinarvi con la mente! Perché questo è 
il potere del gioco e del denaro, questo è il potere che oggi viene usato male: per 
tenere lontano i cittadini dalla realtà. E questo stesso potere può essere usato, solo 
che riuscissimo a volerlo a sufficienza, per riavvicinare la gente al suo stesso destino.

Passando davanti ai bar, ai giardini, per strada, piuttosto che sentir parlare di calcio 
o di ruote della fortuna, sentiremmo dissertare di tutti quei temi che finora hanno 
interessato, sì e no, una sparuta minoranza impegnata della popolazione. Non vi è dubbio 
alcuno: verremmo superati da quelli che oggi sono i nostri stessi assistiti.


Signore, signori, cortesemente: a vostro avviso, questa nuova possibilità, questo nuovo 
strumento politico, toglierebbe qualcosa a qualcuno? Renderebbe forse qualcuno più 
povero? O non potrebbe invece arricchire tutti? Non aggiungerebbe un mezzo che potrebbe 
rivelarsi molto utile in diverse situazioni, senza nulla toglier a nessuno ma a tutti 
potendo servire? E non potrebbe esser giusto il cavatappi necessario per stappare questa 
politica incastrata nel collo di bottiglia del sistema dei partiti?

Per tutto ciò, e molto altro ancora, concedetemi di indirizzarvi al sito proponente 
questa pacifica rivoluzione politica:

http://il-mercato-delle-innovazioni-sociali.hyperlinker.org/

Lì vi troverete il progetto sotto forma della classica petizione alla cui forma ancora 
dobbiamo far ricorso. Consideriamo però ugualmente questo documento, non foss'altro come 
una personale favorevole presa di posizione. Già questo sarà un fondamentale passo 
avanti. In fin dei conti: quale altra proposta potrebbe offrire ad ognuno, nessuno 
escluso, maggior empowerment di questa assemblea popolare permanente premiata?


E così, ringraziando per l'attenzione, permettete al sottoscritto di osar proporre come 
candidato alle elezioni di quest'anno il Popolo Italiano. Per quanto mi riguarda, nessun 
candidato tradizionale avrà il mio voto se non quello che permetterà ai miei conterranei 
di correre per ottenere un modo valido e funzionale di esprimere la loro creatività e 
genialità.

Cercasi dunque partito o lista civica che accetti questo candidato molto speciale: il 
Popolo Italiano.


Con viva cordialità,

Danilo D'Antonio

Laboratorio Eudemonia
Piazza del Municipio
64010 Rocca S. M.
TE - Abruzzo

tel. 328 0472332

http://dan.hyperlinker.org