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la questione delle abitazioni e la rendita immobiliare



da Eddyburg

n.12 04/04/2008 - La questione delle abitazioni e la rendita immobiliare
Data di pubblicazione: 03.04.2008

Il problema della casa è tornato all’attenzione dei partiti. Era ora. Da un
decennio sono state smantellati gli strumenti messi a punto negli anni 60 e
70 e si sono dirottate le risorse raccolte dal mondo del lavoro. Però…

Però il modo in cui quel problema, rilevante per la vita di milioni di
persone, viene affrontato getta luci inquietanti sui nostri tempi. Solo la
Sinistra l’Arcobaleno si rifà, nello slogan e nelle intenzioni enunciate,
alla “casa come diritto sociale” e a un intervento pubblico diretto. Gli
altri, e in particolare le due aggregazioni dominanti (PD e PdL) affrontano
il problema rivolgendosi al mercato. Dimenticando un argomento che è
decisivo per affrontare alle radici la questione abitativa: la forte
incidenza della rendita immobiliare urbana nella determinazione del costo
della casa, e quindi del suo prezzo. È proprio per ridurre pesantemente l’incidenza
della rendita sul prezzo finale della casa che si inventò nel 1962 , e poi
largamente si applicò, lo strumento del Piano per l’edilizia economica e
popolare prevedendo l’esproprio, sostanzialmente a prezzi agricoli, delle
aree dei PRG da destinare all’edilizia sociale. Ed è per fissare un tetto
alla rendita edilizia che si inventò, nel 1978, lo strumento dell’equo
canone, e cioè di un sistema di definizione amministrativa dei canoni di
locazione che teneva conto del profitto dell’impresa edilizia, ma solo
limitatamentela rendita immobiliare.

Se si assume come unico riferimento economico il mercato (e in particolare
il nostro, pesantemente viziato dalla rendita immobiliare), il problema
della casa in Italia non si risolverà mai. E le soluzioni finiranno invece
per premiare ulteriormente la rendita immobiliare: come accade quando si
vuole aiutare l’inquilino a pagare affitti sempre più esosi, sostenendo la
rendita immobiliare con le risorse pubbliche; oppure quando si concede a
proprietari fondiari di rendere edificabili le proprie aree alla sola
condizione che si impegnino, per qualche anno, a far pagare canoni
contenuti a inquilini si alloggi che, altrimenti, non avrebbero mai potuto
realizzare.