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Consumo critico farmaceutico: il forum!



Salve a tutti, cari amici di Peace Link!
insieme con altri professionisti ho deciso di smettere di stare in silenzio e di scrivere 
finalmente nero su bianco quello che so di farmaci ed industria farmaceutica. So che è un 
passo molto delicato, essendo questo il business più grande del mondo, ma non è possibile 
vedere che le industrie, allargando di giorno in giorno il loro potere, inducono sempre 
più persone sane a reputarsi malate, e quindi a curarsi. Inoltre la cura del sintomo, non 
sempre coincide anche con la cura della problematica che lo origina, anzi. Zittendo i 
sintomi, anche quando può essere evitato, finiamo per perdere completamente il rapporto 
col nostro corpo, per capirci sempre meno. Il punto è che se la problematica (e non il 
sintomo) non è risolta, questa si manifesterà in altro modo, con altri sintomi, fintanto 
che continuerà ad esistere. E' come colorare le foglie ad un albero che ha radici 
sofferenti. Questo è esattamente il motivo che mi ha portato a lavorare per diffondere 
l'idea di una salute completa, "olistica", psicosomatica, perchè corpo e mente sono l'uno 
la voce dell'altra ed entrambe, insieme, parlano di noi. Noi siamo i protagonisti attivi 
del nostro processo di salute e non semplici clienti/consumatori che sperano che non 
succeda nulla!
Possiamo fare molto per stare bene: abbassando i veri fattori di rischio, capendoci, 
imaparando a sfogare costruttivamente, a rispettarci e ad accettarci per quello che 
siamo. Tutte queste riflessioni e molte altre, potete trovarle sul sito 
http://www.infofarmaci.blogspot.com e condividerle (o meno) apportando pensieri e 
testimonianze sul forum http://www.infofarmaci.forumattivo.com. 
Grazie per aver costruito con me questa consapevolezza.
Insieme, possiamo farcela. AIUTATECI APPORTANDO I VOSTRI CONTRIBUTI!

"Dobbiamo imparare a vivere insieme come fratelli o periremo insieme come stolti." 
(Martin Luther King)

Dott.ssa Silvia Caldironi (http://www.psicosomatista.com)http:/...ista.comsilvia caldironi




> da edizione ambiente
> 
> Manuale della certificazione energetica degli edifici
> 
> Norme, procedure e strategie d'intervento
> di G. Dall'Ò, M. Gamberale, G. Silvestrini
> 2008 - pagine: 400 - euro 48,00 - ISBN 978-88-89014-48-6 
> 
> Kyoto Club 
> 
> Scritto da alcuni degli esperti italiani più qualificati, questo volume è un manuale 
> essenziale per affrontare il tema più "caldo" del momento. L'adozione della direttiva 
> europea 2002/91 ha portato in primo piano il tema dell'efficienza energetica degli 
> edifici, mettendo in luce il pesante ritardo del nostro paese nell'adeguare la qualità 
> dell'edilizia esistente e di nuova costruzione a parametri altrove già operanti. Nello 
> stesso tempo si sono evidenziate anche le enormi opportunità connesse alla sfida della 
> più grande trasformazione che il nostro settore edilizio abbia mai affrontato. 
> Con gli obblighi previsti dai Dlgs 192/2005 e 311/2006 lo scenario si è definito e si 
> entra nella fase della piena operatività; per rispondere alle nuove domande i 
> professionisti devono quindi acquisire appieno la conoscenza delle norme e dei 
> meccanismi procedurali che li rendono in grado di operare. 
> 
> Il tema della certificazione energetica degli edifici è illustrata sia attraverso casi 
> studio locali sia attraverso l'analisi e spiegazione delle norme nazionali. Dal ruolo 
> del certificatore ai sistemi di accreditamento, i nuovi compiti di tecnici e 
> professionisti vengono delineati con chiarezza, così come i percorsi formativi 
> necessari e i compiti di enti locali e amministrazione centrale.
> Ma la trattazione non si ferma qui, gli autori affrontano in due ampi capitoli le 
> strategie di intervento sull'esistente e le tecniche di progettazione ecoefficiente per 
> le nuove costruzioni.
> 
> Giuliano Dall'Ò, coordinatore del Gruppo di lavoro sull'efficienza energetica di Kyoto 
> Club, è architetto e professore di Fisica Tecnica Ambientale presso il Politecnico di 
> Milano. Direttore di SACERT, il primo sistema di accreditamento nazionale volontario di 
> certificatori energetici, è direttore scientifico della rivista Progetto Energia.
> 
> Mario Gamberale, ingegnere, ricercatore dell'Università "La Sapienza di Roma" è un 
> esperto di efficienza energetica e fonti rinnovabili. Docente e coordinatore della 
> sezione Fonti Rinnovabili del Master Ridef. È membro del Comitato Direttivo della 
> Piattaforma europea sul fotovoltaico. amministratore delegato di AzzeroCO2 e direttore 
> operativo del Kyoto Club.
> 
> Gianni Silvestrini, ricercatore del CNR, è direttore scientifico di Kyoto Club, della 
> rivista QualEnergia e dell'omonimo portale. Ingegnere, coordina il Master Ridef del 
> Politecnico di Milano e dello IUAV di Venezia. È stato consigliere sui temi 
> dell'energia e dell'ambiente del Ministro dello Sviluppo Economico e direttore generale 
> del Ministero dell'Ambiente. È presidente della sezione italiana Ecolabel del Comitato 
> Ecolabel-Ecoaudit.
> 
> Introduzione di G. Silvestrini
> 
> Il parametro dell'efficienza energetica ha faticato molto a imporsi nel settore 
> edilizio italiano per una serie di motivi. A cominciare dalla mancanza di convinzione 
> istituzionale, passando per il limitato interesse di progettisti e costruttori, per 
> finire con la resistenza di alcuni produttori di materiali edili. Più in generale è 
> mancato un sufficiente livello di sensibilità e di cultura degli utenti in grado di 
> determinare dal basso una forte domanda di qualità energetica.
> Il risultato è sotto gli occhi di tutti. L'Italia ha un patrimonio edilizio dalle 
> prestazioni energetiche scadenti, agli ultimi posti nelle graduatorie europee. Questa 
> situazione degradata si riflette nelle alte spese di climatizzazione per gli inquilini, 
> nelle importazioni di gas e nell'alto livello delle emissioni di anidride carbonica.
> Un quadro dunque piuttosto nero che neanche normative avanzate come la legge 10 del 
> 1991 (sterilizzata dalla mancata uscita di molti decreti attuativi) sono riuscite a 
> mutare.
> Eppure si ha la sensazione che ci siano ora le premesse per un'inversione di tendenza.
> Innanzitutto l'inizio del conteggio delle emissioni in base al Protocollo di Kyoto - 1° 
> gennaio 2008 - obbliga a intervenire in maniera decisa. Dalla riqualificazione 
> dell'edilizia, il "buco nero" della nostra efficienza energetica, può infatti venire 
> una riduzione delle emissioni di anidride carbonica in grado di limitare l'acquisto 
> all'estero a caro prezzo dei crediti di carbonio. E poiché Kyoto non è che il primo 
> passo di un percorso di drastica riduzione delle emissioni, si può ritenere che il 
> vincolo climatico nei prossimi decenni rappresenterà un riferimento sempre più 
> stringente per le prestazioni energetiche negli edifici.
> Poi abbiamo il prezzo del petrolio. Questo indicatore potrà oscillare in futuro. Certo 
> è che la dinamica della domanda di greggio trainata da Cina e India e le difficoltà a 
> reperire nuovi giacimenti (da oltre 20 anni si consuma più petrolio di quanto non venga 
> ritrovato) fanno ritenere che sia finita l'epoca del petrolio a basso costo. Sempre che 
> non abbiano ragione i sostenitori della teoria secondo cui il picco della produzione si 
> raggiungerà entro il 2010, perché in quel caso il barile potrebbe anche schizzare a 
> 150-200 dollari.
> La necessità di ridurre le emissioni di CO2 e il contesto di prezzi energetici alti 
> rappresentano dunque due potenti "driver" per l'avvio di una politica di riduzione dei 
> consumi specifici degli edifici.
> 
> Grandi risparmi energetici possibili dall'edilizia
> 
> Per questi motivi il comparto civile è stato individuato dal governo come un'area 
> prioritaria di intervento. Da qui l'attenzione contenuta nelle leggi Finanziarie del 
> 2007 e del 2008, con un innalzamento dal 36 al 55% delle detrazioni fiscali nel caso di 
> interventi di riqualificazione energetica delle costruzioni, e la drastica revisione 
> del decreto legislativo 192 di recepimento della direttiva 2002/91/Ce sull'efficienza 
> energetica negli edifici. I nuovi edifici dovranno garantire consumi sempre più bassi, 
> impianti solari sia per la produzione di calore che per la generazione elettrica, 
> impiantistica a elevata efficienza energetica.
> Aggiungiamo infine il fatto che l'energia che i distributori elettrici e del gas 
> dovranno risparmiare in base ai decreti sull'efficienza energetica del 20 luglio 2004 
> raddoppierà nel 2008 e che il governo ha prolungato gli obbiettivi al 2012 portandoli a 
> 6 Mtep.
> L'utilizzo combinato di tutte queste norme comporterà una decisa accelerazione della 
> riqualificazione dell'edilizia esistente e imporrà che le nuove costruzioni siano 
> all'insegna dei bassi consumi e delle tecnologie solari.
> È probabile che la nuova edilizia si dovrà confrontare con limiti prestazionali sempre 
> più rigorosi nell'arco del prossimo decennio fino ad arrivare a costruzioni "carbon 
> neutral", cioè a emissioni zero di CO2. Ricordiamo che il governo inglese ha proposto 
> riduzioni progressive dei consumi fino al traguardo di un azzeramento delle emissioni a 
> partire dal 2016 per tutti i nuovi edifici residenziali e a partire dal 2020 per gli 
> altri edifici.
> Il parametro energetico è destinato a contare molto più che in passato nell'edilizia ed 
> è interessante notare come diversi costruttori "illuminati" si stiano lanciando in 
> realizzazioni di grande scala di edifici di classe A. Un dato molto significativo che 
> riteniamo vedrà una larga estensione con l'introduzione dell'etichetta energetica.
> Questo nuovo approccio costruttivo non sarà però banale. Nella progettazione, ad 
> esempio, si dovrà prestare una forte attenzione alla criticità delle condizioni estive 
> e in alcuni casi dovrà essere rivista la parte impiantistica. La fase che si apre 
> implicherà una forte crescita delle capacità professionali ai vari livelli 
> (progettisti, installatori, certificatori energetici) e l'immissione sul mercato di 
> molti prodotti innovativi.
> 
> Nuova edilizia sempre più efficiente
> 
> La nuova normativa italiana prevede una decisa riduzione dei consumi energetici nei 
> nuovi edifici. Il Dlgs 311/2006 stabilisce ad esempio che i consumi per il fabbisogno 
> invernale siano progressivamente decrescenti, raggiungendo nel 2010 valori quasi 
> dimezzati rispetto a quelli richiesti per le nuove costruzioni nel 2005. Qualche 
> Regione, come la Lombardia, ha deciso di anticipare al 2008 questi nuovi valori.
> Si tratta del resto di un trend internazionale, come conferma l'obbiettivo inglese di 
> azzeramento delle emissioni.
> Dunque il prossimo decennio vedrà forti cambiamenti nel modo di costruire gli edifici, 
> attraverso uno sforzo maggiore nella fase progettuale, un utilizzo diverso dei 
> materiali da costruzione, una rivisitazione drastica della componente impiantistica.
> 
> 
> Certificazione energetica degli edifici
> 
> Ma veniamo alla certificazione energetica, uno strumento destinato a giocare un ruolo 
> molto importante nei prossimi anni. La trasparenza del mercato e un'informazione chiara 
> sono infatti molto utili per innalzare il livello dell'efficienza energetica.
> Nel campo dell'edilizia, il meccanismo di certificazione è risultato finora piuttosto 
> complesso da gestire. Pur essendo stato previsto già 15 anni fa nell'ambito della legge 
> 10/1991, non ha fatto molti passi in avanti. L'articolo 30, che prevedeva che nei primi 
> 90 giorni dopo la sua pubblicazione si sarebbero dovute emanare le norme di attuazione, 
> non è mai stato reso operante. Va detto che anche all'estero si sono avute difficoltà e 
> che a livello europeo solo con la direttiva 2002/91/Ce si è registrato un reale impulso 
> nella normativa sulla certificazione.
> In Italia il rilancio di questo strumento è avvenuto istituzionalmente dal basso (enti 
> locali, particolarmente in Lombardia) e geograficamente dall'alto (considerando la 
> contiguità degli altoatesini con il mondo tedesco).
> Come è noto, nella Provincia di Bolzano non si possono costruire nuovi edifici con un 
> fabbisogno termico invernale superiore a 70 kWh/m2 anno, cioè un 40-50% in meno 
> rispetto alle richieste di energia per riscaldamento degli edifici del Nord Italia. 
> Molto interessante la risposta del mercato e dei costruttori alla novità 
> dell'introduzione della certificazione energetica che prevedeva tre classi, A - B - C, 
> con fabbisogno rispettivamente di 30, 50, 70 kWh/m2 anno. Chi si aspettava un 
> posizionamento delle vendite sulla fascia C è rimasto sorpreso. La domanda si è infatti 
> spostata sulle classi A e B, tanto che nel 2007 il Comune di Bolzano ha eliminato la 
> classe C come opzione possibile.
> L'altra reazione interessante è stata quella dei costruttori altoatesini. A un'iniziale 
> preoccupazione per la possibile risposta del mercato è subentrato un vero entusiasmo. 
> La casa di qualità energetica si vende bene e il giro d'affari è aumentato. Il successo 
> è stato tale che le imprese bolzanine si sono organizzate per esportare la competenza 
> acquisita. Alla manifestazione Next Energy organizzata nel 2006 alla Fiera di Milano, 
> una casa a bassissimo consumo di energia ricostruita in loco dalle imprese di Bolzano è 
> stata una delle attrazioni maggiori, con migliaia di visitatori.
> Più recentemente un ruolo attivo è stato svolto dalla Provincia di Milano, anche sulla 
> base del successo delle esperienze pionieristiche di alcuni Comuni lombardi.
> Il salto di qualità in Italia è venuto con il recepimento della direttiva 2002/91/Ce 
> inizialmente con un'interpretazione restrittiva limitata alla sola nuova edilizia e 
> poi, con il decreto legislativo 311/2006, estendendo la certificazione anche al 
> patrimonio esistente all'atto della compravendita degli appartamenti.
> Nei prossimi anni, l'attività di certificazione vedrà una forte espansione anche perché 
> essa rappresenta un prerequisito necessario per ottenere gli incentivi pubblici legati 
> alle fonti rinnovabili e all'efficienza energetica.
> Occorrerà dunque avviare un notevole sforzo di informazione e di formazione per 
> favorire un processo che spingerà verso una riqualificazione del nostro patrimonio 
> edilizio.
> Del resto abbiamo degli esempi significativi sulla efficacia di questo strumento nel 
> settore degli elettrodomestici. Solo 7 anni fa la percentuale dei frigoriferi di classe 
> A (i migliori, secondo l'etichettatura della Ue che seleziona i prodotti in relazione 
> alla loro efficienza energetica) era assolutamente marginale in Italia.
> I produttori di elettrodomestici erano scettici rispetto alla possibilità di vendere 
> prodotti efficienti nel nostro paese. Una clamorosa smentita è però venuta dal mercato. 
> La presenza di un'informazione chiara sui vantaggi economici legati ai bassi consumi è 
> riuscita a orientare in modo incredibilmente rapido i consumatori verso i prodotti più 
> efficienti. La maggiore diffusione, d'altra parte, ha consentito di ridurre i costi dei 
> modelli più efficienti. Il risultato è stato che nel 2007 le vendite totali di 
> frigoriferi di Classe A o A+ hanno superato i tre quarti del totale.
> Questa trasformazione del mercato non ha solo avvantaggiato i bilanci familiari, ma è 
> stata anche positiva per l'economia del paese, grazie alle riduzione delle importazioni 
> di gas e alla minor necessità di costruire centrali elettriche.
> L'innalzamento della qualità energetica dei frigoriferi nel periodo 2000-2007 ha 
> comportato infatti una riduzione dei consumi elettrici di 3,4 miliardi di kWh/a, 
> corrispondenti alla produzione di una centrale di media taglia.
> 
> Certificazione energetico ambientale
> 
> Attualmente il consumo energetico legato alla costruzione di un edificio è compreso tra 
> il 5 e il 20% del consumo totale nella vita dell'edificio stesso. È chiaro però che 
> quanto più si ridurranno i consumi per la climatizzazione degli ambienti, tanto più 
> aumenterà l'importanza del peso energetico della fase di costruzione degli edifici.
> Questa è una delle ragioni che spingono verso una certificazione ambientale che includa 
> anche le caratteristiche dei materiali impiegati, una valutazione sui consumi idrici e 
> su altri aspetti legati alle attività di costruzione. Nel Regno Unito ad esempio è 
> stato introdotto nell'aprile del 2007 il "Code for Sustainable Homes" che definisce la 
> qualità ecologica di un edificio in funzione di una serie di parametri addizionali al 
> semplice parametro dei consumi energetici. Il nuovo codice, che prevede una 
> classificazione da 1 a 6 stelle in funzione della sostenibilità ambientale degli 
> edifici, viene applicato su base volontaria, ma il governo intende renderla 
> obbligatoria dall'aprile del 2008. In Italia uno sforzo in questa direzione è stato 
> fatto con l'introduzione del Protocollo ITACA recepito da diverse Regioni tra cui la 
> Toscana, il Friuli-Venezia Giulia, il Piemonte, la Basilicata, la Liguria, le Marche.
> Presto sarà possibile avere un marchio di qualità ambientale degli edifici. Infatti il 
> Comitato italiano Ecolabel-Ecoaudit ha ricevuto l'incarico di sviluppare i criteri di 
> attribuzione del marchio Ecolabel europeo per questo tipo di prodotti.
> 
> Verso l'applicazione della certificazione energetica
> 
> Per tornare alla certificazione energetica, le Linee guida nazionali dovrebbero servire 
> per dare un indirizzo comune coniugando la necessità di identificare principi generali 
> e un'applicazione attenta alle specificità locali. Un certo ritardo nella loro 
> formulazione ha favorito l'adozione da parte di alcune Regioni di strumenti attuativi 
> non sempre omogenei tra di loro. Sarà quindi importante prevedere forme di 
> coordinamento nazionale per garantire la massima efficacia nell'applicazione di questo 
> strumento. I prossimi mesi saranno decisivi per la definizione delle procedure, per la 
> formazione di migliaia di certificatori e per mettere a punto gli adeguamenti che 
> saranno necessari. Si è comunque avviato un processo che nel 2009 entrerà nel vivo e 
> che è destinato a espandersi notevolmente nei prossimi anni.
> L'aspettativa di tutti è che questo strumento consenta di far compiere un deciso salto 
> di qualità al comparto edile e contemporaneamente a ridurre il gap che ci separa dal 
> raggiungimento degli obbiettivi di Kyoto e di quelli stabiliti dall'Europa al 2020.
> 
> 
> Gianni Silvestrini
> 
> 

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