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economia canaglia. il lato oscuro del nuovo ordine mondiale



da greenreport.it
05/05/2008
 
La recensione. Economia Canaglia di Loretta Napoleoni
Il lato oscuro del nuovo ordine mondiale.


Edizioni Il Saggiatore
 
Leggendo “Economia canaglia” si ritrovano molti dei temi e delle suggestioni che Greenreport semina quotidianamente nelle sua pagine elettroniche, la complessità del mondo e le sue ombre nascoste, ma Loretta Napoleoni ha il pregio di dare a questa caotica materia, che impastiamo ogni giorno in frammenti, un ordine spaventevole e preciso, di squadernare spietatamente davanti ai nostri occhi il lato oscuro del nuovo ordine mondiale, fatto di sfruttamento di uomini ed ambiente.

Non a caso il libro inizia con una frase di Morpheus, un personaggio chiave del film Matrix: «Hai mai fatto un sogno tanto realistico da sembrarti vero? E se da un sogno così non ti dovessi più svegliare? Come potresti distinguere il mondo dei sogni da quello della realtà?».

Secondo la Napoleoni in quel sogno ipnotico ci siamo almeno da dopo il crollo del muro di Berlino, quando la sconfitta di un esausto e impotente comunismo ha liberato il lavoro di milioni di esseri umani a basso prezzo, creato Stati-mercato come la Russia (e la Cina con altra caratteristiche peculiari che hanno le sue origini nel maoismo neoimperiale), avviato una rinascita dello schiavismo che riparte dalla prostituzione delle slave, messo in circolazione poteri criminali che si fanno economia e Stato sul modello tutto italiano e tribale della ‘ndrangheta calabrese, con la politica che si trasforma in marketing, in attività da illusionisti che si incarna perfettamente nei successi postideologici dei Putin e Berlusconi. Un modello politico che ha forti e profondi radici negli esempi storici di altri Stati canaglia al servizio di elite e che la Napoleoni individua nella retorica del fascismo italiano, nello Stato tribù dove la retorica nazionalista e populista copre la realtà con la propaganda, spinge all’omologazione, esige obbedienza, prospetta un sogno di grandezza inarrivabile che diventa tragedia.

«Quasi ogni prodotto di consumo ha una storia oscura e nascosta – spiega la Napoleoni – che si intreccia con la schiavitù e la pirateria, con i falsi e le frodi, i furti e il riciclaggio. E il luogo privilegiato per l’economia canaglia rimane il mercato globale».

Occorrerebbe avere la voglia e la forza di guardare dietro la facciata rutilante, di scoprire la nostra Matrix quotidiana, ma la politica, l’unica che potrebbe aiutarci a farlo, si è ritirata per autoriprodursi in un guscio di autosifficienza, è succube, anche quella erede della sinistra, di una situazione complicata e terribile, distoglie lo sguardo si affida alle semplificazioni, alle illusioni, al tribalismo, preda e fabbricante allo stesso tempo della ragnatela di illusioni, che erode la società civile e altera la percezione che la gente ha di quanto la circonda.

Intanto, il divario tra ricchissimi e classe media si fa abissale e la gente si specchia nelle star dello spettacolo e dello sport, i poveri sognano di diventare ricchissimi.

L’autrice prende ad esempio ipotetici coniugi Jones che guardano le celebrità davanti allo schermo della grande tv acquistata a rate che pagheranno tra un anno: «i due metri che li separano fisicamente dall’apparecchio diventano allegoria della distanza planetaria che esiste tra il loro salotto e l’universo lucente dei super ricchi. Ma loro, come Gatsby, non vogliono cambiare il mondo. Desiderano solo fuggire e trovarsi miracolosamente dall’altra parte dello schermo. I coniugi Jones vogliono diventare élite. Questo è il loro sogno sconfitto».

Perché dietro quello schermo c’è il gomitolo sanguinante dell’economia canaglia che tiene in piedi la globalizzazione: «le illusioni popolano il mondo consumista moderno, mentre la matrix del mercato si impossessa della nostra quotidianità e le fantasie messe in moto dall’economia canaglia ci controllano, ci rendono schiavi e ci uccidono. Da mattina a sera ci muoviamo in un mondo dove la realtà scarseggia, l’illusione dilaga e gran parte di ciò che vediamo non è ciò che sembra».

Ma non credete di leggere un panphlet politico o l’ultimo manuale della sinistra no-global, “Economia canaglia” è un’asciutta e terribile ricognizione dell’intreccio tra criminalità e affari, di oligarchie che si trasformano in Stati, di bande giovanili che controllano pezzi di povertà, di una criminalità che diventa industria e Stato e di un’industria che sfrutta le materie prime in maniera criminale ed usa lo Stato per farlo.

Un’economia canaglia che ha bisogno di caos e di anarchia illegale, che riporta l’uomo allo stato di natura e riduce lo Stato ad una debole griglia dove si sviluppano schiavitù (nel mondo non ci sono mai stati tanti schiavi come oggi), disparità di reddito, pirateria, prostituzione, inquinamento, criminalità e frode. Ma la Napoleoni non pensa che questa sia la fine della storia, che la catastrofe lobotomizzante di matrix sia nel destino dell’umanità, ed individua un sorprendente protagonista della lotta all’economia canaglia: la nascente finanza islamica ed il suo sistema di valori codificato che rifiuta gioco d’azzardo, prostituzione, pornografia e consumo di droghe.

La nottata è figlia di un passaggio di economia, la malattia inevitabile che è destinata a passare, e un nuovo ordine mondiale si installerà tra Pechino e Città del Capo, comprendendo quindi anche quella Cina alla quale la Napoleoni non risparmia nulla e che è uno dei protagonisti maggiori e autonomi dell’economia canaglia.

Un libro da leggere, soprattutto da parte di quella sinistra sconfitta che ragiona ancora su un mondo che non c’è più, un libro non sterilmente antagonista, ma che spiega la necessità di costruire pazientemente l’alternativa attraverso la politica, che è analisi umana del mondo, comprensione dei miti e dei desideri del nuovo uomo consumistico, senza infingimenti, ma con una lotta democratica quotidiana all’economia canaglia che muove il mondo, alla Matrix che vuole far credere a coniugi Jones di vivere nel migliore dei mondi possibili e ci chiude il cuore e la mente in appiccicose bolle di sanguinanti illusioni.